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venerdì 21 dicembre 2012

Amnesty International, l’assolo dei Diritti Umani

Gipsy with cigarette (1862, Manet)
Ladri. Sporchi. Appestati. Zingari! Superata anche la fatidica data della fine del mondo, la carovana della sorda intolleranza riprende il suo cieco cammino di pregiudizi e razzismo contro la comunità rom. In Italia come altrove. E cosa ancor peggiore, la politica li ignora. Li tiene lontani. Ramo scarlatto di una società multiculturale nei fatti, ma non certo nello spirito. E se riesce, li spedisce via, come l’Europa, patria dei diritti umani (…) ha già fatto in più di un’occasione. E anche adesso c’è chi li guarda dall’alto in basso. Dimenticandosi che in quei tanto disprezzati treni del Terzo Reich diretti ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen e altre "rinomate" località, c'erano anche loro. Le stime parlano che tra rom e sinti ci furono tra le 200.000 e le 500.000 vittime. Il programma di sterminio nazista voleva cancellarli dalla faccia della Terra. Così, in un mondo dove l’etnia e le religioni continuano a dividere, c’è chi ha ancora voglia di lottare. Lei si chiama Amnesty International. Da più di quarant’anni la sua unica fede sono i Diritti Umani. Una melodia i cui arpeggi accompagnano il tortuoso sentiero della pace e del rispetto universale. Una voce i cui fendenti possono ispirare un’intera generazione mondiale.

Venerdì 21 e sabato 22 dicembre l’organizzazione per i diritti umani, in collaborazione con la comunità rom, l’Associazione 21 luglio, l’European Roma Rights Centre (ERRC), la Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Popica Onlus, il gruppo di danza di bambine rom Cheja Chelen, il Progetto Sa’r San, la cooperativa Zajedno e le associazioni Monteverde antirazzista e Beato Zeffirino, saranno in piazza del Popolo (h. 17), a Roma, per un pomeriggio di musica, teatro, danza e altre attività. Per stare insieme in favore dei diritti umani dei rom.

Amnesty Intertational
La manifestazione è organizzata in occasione della consegna delle quasi 50.000 firme raccolte in tutto il mondo dall'associazione umanitaria e indirizzate al presidente del Consiglio, Mario Monti, per chiedere la fine degli sgomberi forzati e della segregazione nei confronti dei rom in Italia. Nel settembre 2012 infatti, AI aveva lanciato un appello internazionale rivolto al presidente del Consiglio, sottolineando come tutte queste forme di discriminazione siano vietate dal diritto internazionale e chiedendo al governo di rendere effettiva l’attuazione della Strategia nazionale d'inclusione dei rom, dei sinti e dei camminanti presentata dallo stesso governo alla Commissione europea. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto di impegnarsi per porre fine agli sgomberi forzati e alla segregazione e per promuovere l'inclusione sociale dei rom.

Negli ultimi anni, in Italia, migliaia di famiglie rom sono state sgomberate senza che venisse offerta loro una sistemazione alternativa. In molti altri casi, le famiglie sono state trasferite in campi ‘autorizzati’ in zone isolate, lontano dagli occhi di tutti; segregate in campi circondati da barriere e telecamere, situazione che rende per loro ancora più difficile accedere ai servizi di base come scuole, negozi e assistenza sanitaria. L’evento di piazza del Popolo concluderà due giorni di iniziative per i diritti dei rom. Venerdì 21, sempre a Roma, presso l’Auditorium Unicef in via Palestro 68, a partire dalle 17.30 l’Associazione 21 luglio organizza il convegno ‘Rom, cittadini dell’Italia che verrà’’, con la partecipazione tra gli altri di padre Alex Zanotelli, del poeta e attivista Paul Polansky e del regista Andrea Segre, autore fra del documentario Mare Chiuso (2012), proiettato alla 69° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Non so che farmene della Costituzione più bella del mondo se poi chiamiamo interventi militari “missioni di pace” e lasciamo marcire nell’indifferenza persone come noi.

la locandina dell'evento

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