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lunedì 23 luglio 2018

Salvami, salvami Samarcanda

"... cercami se vuoi, non mi troverai" © Luca Ferrari
"Salvami, salvami, grande sovrano/ Fammi fuggire, fuggire di qua" cantava nella tzigana Samarcanda il cantautore Roberto Vecchioni. Ti sento. Siamo lontani. Sei dentro.

di Luca Ferrari

L'estate 2018 sarà ricordata come la stagione dei migranti. Più questa di tante altre per la spregevole deriva politico-popolante che ha ormai intrapreso questa nazione. E sempre più la gente sparla. Commenta dall'alto di non si sa bene quale conoscenza, facendo delle bugie più convenienti la propria miserevole e temporanea bandiera. Nelle ultime settimane sono stato all'estero e della mia trasferta non ho volutamente informato nessuno. Nessuna condivisione. Nulla di nulla. Ora che sono tornato, e vorrei sempre di più andarmene. Per sempre.

Sono molto ignorante sul fronte della musica italiana. Continuo a prediligere il rock della West Coast americana e il punk inglese. Un giorno al cinema però, durante la visione del poetico Hotel Gagarin (2018, di Simone Spada), ho fatto la conoscenza di Samarcanda di Roberto Vecchioni, che ovviamente non conoscevo. Mi è subito entrata dentro. Mi sono sentito trascinato. Ho immaginato spazi infiniti e il mio cuore spalancato. Lennonianamente, ho sentito Samarcanda come un mondo dove "Nothing to kill or die for/ And no religion, too/" e "... Living life in peace...". Chissà se riusciremo. Io da oggi ci proverò.

SALVAMI, SALVAMI SAMARCANDA

Non ci sono strade,
e non lo siete
mai stati… Mi ricordo
di voi e anche di te, ma
tu cosa ne potresti sapere 
dell’immondizia che hanno sepolto
dentro le mie radici?... non
m’interessa
ciò che avete da dire,
dietro la mia s(C)el(T)la
ho lasciato spazio solo per le stelle

alla luce del sole o di notte,
non vi sto chiedendo il permesso… è
una promessa, nemmeno
ve ne accorgerete… è una promessa,
mi avete già dimenticato… è
una promessa, non so più nemmeno
chi siate

di cosa dovrebbero essere fatte
le lacrime
perché i ponti si possano fare da parte
e guardarci davvero
negli occhi?… Loro sono di sicuro
i colpevoli, e voi
ostruite bene dove state

Non sono ispirato
solo perché
mi avere troppo rattristato… c’è
una nuova immagine
che galoppa
ed è la mia rinata onestà… sto
facendo piazza pulita
dell’egoismo
che ha continuato a strangolarmi… ho
guardato fuori
e ho scoperto di essere già lontano.
Non vi sto chiedendo
di raggiungermi...
(Da qualche parte nel mondo, 18-19 Luglio ’18) 

Samarcanda, di Roberto Vecchioni

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