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giovedì 27 dicembre 2012

Eddie Vedder, "I should have started a fight"

Pearl Jam Twenty (2011) - Eddie Vedder
danze della morte, la pedana riflette come le verità
di un tempo siano ormai andate
...a dispetto della monotonia della rinnovata e monotona immagine di ciascuno,
sono molte le guerre che bisogna iniziare

la spada esplose dalle nostre mani
ci dividono tra le avversità di ogni decimata appartenenza

siete tutti davanti a me con il vostro bel fazzoletto
bianco e il gocciolio di sangue
in un’immediata spiegazione
per quello che nessuno capisce...le risposte si fanno attendere
nella diatriba
che importuna tutto quello che c’è da sapere

non ho usato un linguaggio comprensibile
semplicemente perché non lo conosco...sono stati sempre alle finestre
convinti
che il passato non potesse più implementare
il carico dei titoli di coda

Sottrazioni di condizionali, e porte canine
cui affidare la nostra immortalità interiore… è ancora
poco per sentirmi dell’idea di sostare
dinnanzi a uno dei tanti assassini… devo affrontare
qualcosa mentre gli altri si fanno pagare
per condividere il proprio ritorno a casa
                                                                     (Venezia, 26 Dicembre ’12)

Pearl Jam Twenty (2011) - Eddie Vedder

venerdì 21 dicembre 2012

Amnesty International, l’assolo dei Diritti Umani

Gipsy with cigarette (1862, Manet)
Ladri. Sporchi. Appestati. Zingari! Superata anche la fatidica data della fine del mondo, la carovana della sorda intolleranza riprende il suo cieco cammino di pregiudizi e razzismo contro la comunità rom. In Italia come altrove. E cosa ancor peggiore, la politica li ignora. Li tiene lontani. Ramo scarlatto di una società multiculturale nei fatti, ma non certo nello spirito. E se riesce, li spedisce via, come l’Europa, patria dei diritti umani (…) ha già fatto in più di un’occasione. E anche adesso c’è chi li guarda dall’alto in basso. Dimenticandosi che in quei tanto disprezzati treni del Terzo Reich diretti ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen e altre "rinomate" località, c'erano anche loro. Le stime parlano che tra rom e sinti ci furono tra le 200.000 e le 500.000 vittime. Il programma di sterminio nazista voleva cancellarli dalla faccia della Terra. Così, in un mondo dove l’etnia e le religioni continuano a dividere, c’è chi ha ancora voglia di lottare. Lei si chiama Amnesty International. Da più di quarant’anni la sua unica fede sono i Diritti Umani. Una melodia i cui arpeggi accompagnano il tortuoso sentiero della pace e del rispetto universale. Una voce i cui fendenti possono ispirare un’intera generazione mondiale.

Venerdì 21 e sabato 22 dicembre l’organizzazione per i diritti umani, in collaborazione con la comunità rom, l’Associazione 21 luglio, l’European Roma Rights Centre (ERRC), la Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Popica Onlus, il gruppo di danza di bambine rom Cheja Chelen, il Progetto Sa’r San, la cooperativa Zajedno e le associazioni Monteverde antirazzista e Beato Zeffirino, saranno in piazza del Popolo (h. 17), a Roma, per un pomeriggio di musica, teatro, danza e altre attività. Per stare insieme in favore dei diritti umani dei rom.

Amnesty Intertational
La manifestazione è organizzata in occasione della consegna delle quasi 50.000 firme raccolte in tutto il mondo dall'associazione umanitaria e indirizzate al presidente del Consiglio, Mario Monti, per chiedere la fine degli sgomberi forzati e della segregazione nei confronti dei rom in Italia. Nel settembre 2012 infatti, AI aveva lanciato un appello internazionale rivolto al presidente del Consiglio, sottolineando come tutte queste forme di discriminazione siano vietate dal diritto internazionale e chiedendo al governo di rendere effettiva l’attuazione della Strategia nazionale d'inclusione dei rom, dei sinti e dei camminanti presentata dallo stesso governo alla Commissione europea. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto di impegnarsi per porre fine agli sgomberi forzati e alla segregazione e per promuovere l'inclusione sociale dei rom.

Negli ultimi anni, in Italia, migliaia di famiglie rom sono state sgomberate senza che venisse offerta loro una sistemazione alternativa. In molti altri casi, le famiglie sono state trasferite in campi ‘autorizzati’ in zone isolate, lontano dagli occhi di tutti; segregate in campi circondati da barriere e telecamere, situazione che rende per loro ancora più difficile accedere ai servizi di base come scuole, negozi e assistenza sanitaria. L’evento di piazza del Popolo concluderà due giorni di iniziative per i diritti dei rom. Venerdì 21, sempre a Roma, presso l’Auditorium Unicef in via Palestro 68, a partire dalle 17.30 l’Associazione 21 luglio organizza il convegno ‘Rom, cittadini dell’Italia che verrà’’, con la partecipazione tra gli altri di padre Alex Zanotelli, del poeta e attivista Paul Polansky e del regista Andrea Segre, autore fra del documentario Mare Chiuso (2012), proiettato alla 69° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Non so che farmene della Costituzione più bella del mondo se poi chiamiamo interventi militari “missioni di pace” e lasciamo marcire nell’indifferenza persone come noi.

la locandina dell'evento

giovedì 20 dicembre 2012

Iggy and The Stooges live in Italy

Iggy and The Stooges
Il rock, quello selvaggio è tornato. Ed è pronto a lasciare il segno nell'estate 2013 del Belpaese. Da sempre considerati il punto di riferimento per il punk-rock moderno, Iggy and The Stooges hanno ripreso i giri sui palchi di mezzo mondo dopo la loro reunion del 2003. La band guidata dal mitico Iggy Pop, icona del rock più trasgressivo e selvaggio, sarà in Italia dunque per riabbracciare nuovamente tutti i fans e per riproporre i brani storici che l'hanno resa famosa. La formazione americana si esibirà per la prima volta a Roma. Iggy and The Stooges suoneranno infatti giovedì 4 luglio al Rock in Roma e giovedì 11 luglio all'Ippodromo del Galoppo S. Siro di Milano, all’interno di City Sound 2013. Sarà presente uno special gust che sarà prossimamente annunciato. 

Roma - inizio concerti (special guest): h. 20.30, Iggy & The Stooges, h.21.45
Milano - inizio concerti (special guest), h. 20.00, Iggy & The Stooges, h. 21.30

Prezzo del biglietto in prevendita: €35,00 + diritti di prevendita, Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: €40,00. Biglietti in vendita su www.ticketone.it e www.livenation.it a partire dalle ore 10.00 di giovedì 20 dicembre.

venerdì 28 settembre 2012

Serj Tankian, sold out all'Alcatraz di Milano

Serj Tankian
Dopo Elect the Dead (2007, Serjical Strike Records) e Imperfect Harmonies (2010, Serjical Strike Records), il 10 luglio scorso è uscito Harakiri (2012), il terzo disco solista di Serj Tankian, sempre prodotto dall'etichetta fondata dallo stesso musicista armeno. Il titolo è una parola giapponese che indica un suicidio rituale. Come già per i due album precedenti, il frontman dei System of a Down ha autoprodotto il nuovo lavoro nel suo studio di casa a Los Angeles. Questa volta però c’è una novità nel processo creativo, come lui stesso ha sottolineato. "Ho usato un iPad come strumento compositivo per buttare giù i primi schizzi di 3 brani dell'album". 

Serj è pronto per il tour mondiale che farà tappa anche in Italia, lunedì 15 ottobre 2012 all’Alcatraz di Milano, concerto che ha già registrato il tutto esaurito e pertanto non saranno disponibili biglietti in vendita presso la cassa la sera del live.

Harakiri (2012), di Serj Tankian

venerdì 21 settembre 2012

Seattle, Temple of The Rock

Seattle, Silver Platters - (da sx) Alice in Chains, Soundgarden, Nirvana e Pearl Jam © Luca Ferrari
Quelle rock band le ho ascoltate per anni al di qua dell'oceano. Arrivato poi a Seattle, fu tempo di realizzare un'antica promessa musicale.

di Luca Ferrari

Internet, mp3. E che diavolo è 'sta roba? Per quelli nati della mia generazione un negozio di dischi poteva diventare un punto di ritrovo. Un luogo dove rifugiarsi. All’epoca c’era il 23 di Padova. Ed è giusto dunque che un blog musicale cominci da lì. Solo che adesso non sono in Veneto, e nemmeno in Italia.

"mi posso anche sbagliare ma la posizione dell’oceano non è mai casuale…che se ne fa il cielo di un crepuscolo capillare?…riesco a rivivere in pochi attimi di solitudine tutta quella vita che ha sempre rifiutato le dimissioni dei sogni" - Seattle, 1 luglio 2012

Ho superato l’oceano, e sorvolato tutto il Canada fino a sbarcare dentro il Puget Sound, a Seattle. E lì, poco lontano dalla spiaggia, sono entrato in un negozio di musica per portare finalmente a termine una promessa fatta a me stesso nel lontano 1996. Mi sarei comprato i cd Apple (1990) dei Mother Love Bone e l’omonimo (1991) dei Temple of The Dog solo lì, nella capitale dello stato di Washington.

Così è avvenuto. 16 anni dopo. Il 1 luglio 2012 al Silver Platters, in Lower Queen Anne. E i due acquisti sono stati ancora più incredibili perché sulle pareti dello store musicale c’erano vecchie locandine di "certe band" quando ancora non erano troppo conosciute. 

E così eccoli: Mudhoney, Green River, Melvins fino alla celeberrima copertina di Nevermind (1991, Nirvana) e quel volto impazzito di Facelift (1990, Alice in Chains). E poi a fianco di Dave Grohl, Kurt Cobain e Chris Novoselic tutti gessati, l’immagine di Mike McCready, Eddie Vedder, Stone Gossard, Dave Abbruzzese e Jeff Ament che uniscono le loro mani, direttamente dalla copertina dell'album Ten (1991, Pearl Jam), senza scordarsi dei quattro Soundgarden.

"…in qualche modo aveva lasciato spazio anche per quella direzione lasciata emergere…e ora sto parlando di tutti noi…e ora la storia si ripete ogni giorno nel risveglio comune di porre continuamente un'impronta sopra l’altra… e ora la sedia su cui camminano le nuvole intona le coordinate raggiunte" (Seattle, 1 luglio 2012)

Seattle, Silver Platters - l'ingresso nello store musicale © Luca Ferrari
Seattle, Silver Platters © Luca Ferrari
Seattle, Silver Platters © Luca Ferrari
Seattle, Silver Platters - l'unione fa Ten © Luca Ferrari
Seattle, Silver Platters - vecchia locandina dei Mudhoney © Luca Ferrari
Seattle, Silver Platters - vecchia locandina dei Soundgarden © Luca Ferrari
Seattle, Silver Platters - vecchia locandina dei Pearl Jam © Luca Ferrari
Seattle, Silver Platters - sullo sfondo a sx, Jimi Hendrix © Luca Ferrari
Seattle, Silver Platters © Luca Ferrai
Seattle, Silver Platters - (da sx) Alice in Chains, Soundgarden, Nirvana e Pearl Jam © Luca Ferrari

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