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sabato 10 febbraio 2018

Non ha fatto nulla di buono

"Non c'è nulla di meno patriottico dell'ignobile fascismo" l.f
Lo hanno sottovalutato una volta e tutti (...) sappiamo che cosa è accaduto dopo. L'intera Italia si desti e lo dica a chiare lettere: il fascismo non ha fatto nulla di buono!

di Luca Ferrari

Una deriva fascista sempre più preoccupante si sta allargando a macchia d'olio in Italia. Singoli individui. Associazioni legalizzate. Politica. C'è voluto l'intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché finalmente fosse scandito a chiare lettere: il fascismo non ha fatto nulla di buono! Eppure nonostante la Storia, l'ignoranza italiana sta sempre più virando verso una nostalgia inconcepibile e assassina, ormai sicuri che tutti i mali di questa nazione siano imputabili alle Sinistre e all'arrivo degli immigrati.

NON HA FATTO NULLA DI BUONO

mi dicono di prendere il fucile 
invece di essere accogliente
… mi dicono d'infrangere vetrate
con le serrande abbassate
e poi marciare come tanti volatili
verso per la calura più estrema

di piazzale Loreto
si ricorda solo il sangue
mentre le origini oggi
sono slogan buttati qui e là,
tra opinioni nella spazzatura
e proclami del profilo accanto

... e cosa avrà mai fatto 
davvero di male? È stato
trascinato nel gioco
dei grandi… che cosa avrà
fatto mai di così tragico?
... ha dato nomi e cognomi
alla morte
per fare dell'eternità puntata
l'orgoglio nazionalista

e se un giorno il mio migliore amico
crederà che il dolore del nostro tempo
sia tutto da imputare
alle lacrime inghiottite dal mare,
allora sarò pronto ad alzare
bandiera bianca
contro l’amore e mi preparerò 
alla guerra che non voglio… alzerò 
bandiera bianca
all’ennesima guerra
che dovremo presto affrontare

patria e purezza
non sono mai stati parte
della stessa affermazione
di senso compiuto...
ignoro quale sia il mio domani
ma non sarà insieme
a nessuno di voi
(Venezia, 10 Febbraio ’18)


Megadeth, Peace Sells.... but Who's Buying?

Il grande striscione durante la manifestazione di Macerata del 10.02.18 © Melting Pot Europa

martedì 23 gennaio 2018

Heart of Gold sei tu

Innamorati spersi chissà dove...
Per te, in questo giorno meraviglioso ancor di più. Per te, la cui dolce bellezza del tuo cuore è una continua ispirazione per il nostro vivere quotidiano. Per te, Heart of Gold di Neil Young.

di Luca Ferrari

Ci sono parole che hanno bisogno di altre parole, e poi nuovamente parole. Un unico punto di riferimento. Un'unica stella. Ci sono parole che sono facilmente riscontrabili sul vocabolario ma questo sono capaci tutti di farlo. Io mi sto rivolgendo a te e non sto usando solo le parole. Oggi mi rivolgo solo a te, ripensando a tutto quello che siamo noi. Pensando a ciò che dobbiamo ancora vivere. Oggi ti regalo le mie parole. Oggi voglio regalarti la semplicità delle mie parole. Oggi ancora una volta...

SEMPLICEMENTE E INFINITAMENTE TU

È stato un lungo viaggio
e non voglio riposarmi… te 
la senti di condividere con me
ciò che il tuo cuore prova?
… è solo un innocente tranello,
lo fai già ogni giorno… è
solo il mio modo per augurarti
un lungo domani in nostra compagnia

chissà quanto ci vuole
per attraversare tutto il Canada in auto
o per lo meno
gran parte di esso… avrei
tanto voluto farlo,
avrei tanto voluto oltrepassare
l’oceano, poi
sei arrivata tu e adesso
nei miei elenchi sono i più i cieli solcati
delle terre abdicate

ci sono le porte e ci sono le retrovie
ci sono le dediche e ci sono i domani,
c’è tutto il presente e ci sei tu…

che me ne faccio della memoria
quando 
mi posso rivolgere a te… non
ho programmi
da condividere con i burroni,
ma di cogliere
qualche fiore novello
per l’imminente presente,
ecco, questo è ciò che vorrei fare
quando torneremo
a fare gli sberleffi alle nuvole dietro di noi

sono stato di sicuro
più profondo
eppure non arrivavo mai al giorno
dopo… questo invece
è solo un altro meraviglioso giorno insieme a te,
questo invece
è ciò che voglio sempre vivere accanto a te
(Venezia, 23 Gennaio ’18)

Neil Young, Heart of Gold

martedì 16 gennaio 2018

Promises, non ti dimenticherò mai

Dolores O'Riordan nel videoclip della canzone Promises (The Cranberries)
Strade isolate si fanno sentieri condivisi per affrontare la vita una volta per tutte. Non importa chi ci sia davanti, questo è il nostro momento. In memory of Dolores O'Riordan (1971-2018).

di Luca Ferrari

La cantante irlandese Dolores O'Riordan si è spenta all'età di 46 anni. Come milioni di fan in tutto il mondo, i ricordi incastonati nelle canzoni dei The Cranberries sono subito riemersi. Ma più che la riottosa Zombie, la "strappa-cuore" Ode to my Family, la materna Animal Instinct o la condivisa in un epico concerto fiorentino Stars, il mio ricordo più totale va a Promises.

Era la primavera 1999 quando il video sbarcò su MTV. Un anno fatidico quello per la mia esistenza. Un anno in cui mi stavo riappropriando della mia vita grazie all'incontro di tante persone speciali, compagne di classe all'UIA - Università Internazionale dell'Arte. Ora è tempo di aggiornare quella canzone:

LE PAROLE SONO BATTAGLIE

cecchini senza aiuole… latrati
senza lamenti… domani senza intenzioni
… a chi potevano interessare
le lacrime
se ogni ritorno significava
solo un affogare in superficie?

Irrompe il silenzio
per una vita intera… ci sono sogni
e ci sono diademi
avvelenati… c’erano spettri
e li potevo vedere
ancora una volta … c’erano
gli avanzi delle rive impolverate
e la marcia
era solo un collage di rimandabili
involucri

un passo dopo l’altro… un passo
dopo una caduta...
un puzzle dopo il risveglio… alle fughe 
ci eravamo abituati tutti,
non a questo divario… e d’improvviso
i nani da giardino
erano stati tutti sostituiti
da statue senza sangue
e pallottolieri in file ordinate 

il mare si ghiacciò… il sole
aveva cambiato gradini… il cielo
era compatto
e non vi era alcun modo di scansare
la pioggia più solida… non
è finita qua… mi ricordo di te… sono
qua per ricominciare da noi… sono
qua per dirti
a cosa sto andando incontro… sono
qua per farti sapere
che riuscirò ad andare avanti… sono
arrivato fino a qua
e adesso ho intenzione di entrare
(Venezia, 15-16 Gennaio ’18)

Promises, by The Cranberries
Videoclip della canzone Promises (The Cranberries)

domenica 31 dicembre 2017

L'infinito sospeso di E-Bow the Letter

R.E.M. - Videoclip della canzone E-Bow the Letter
Ogni viaggio sopra i cieli ha un aeroporto di partenza. Ogni aeroporto cela sempre un momento per ascoltare E-Bow the Letter (R.E.M. & Patty Smith) e affondare la penna nell'infinito.

di Luca Ferrari

Non c'è viaggio, in particolare in aereo, che almeno una volta non ascolti quella che per me resta un indiscusso capolavoro degli R.E.M. Una canzone, E-Bow the Letter, dall'album New Adventures in Hi-Fi (1996), impreziosita dalla voce della poetessa rock Patty Smith. La band formata da Michael Stipe, Bill Berry, Mike Mills e Peter Buck tocca l'apice della carriera con un album Kerouackiano, e ancor più poetico di Automatic for the People (1992). Non si contano le poesie ispirate dalla suddetta song. Adesso però è tempo di nuova ispirazione. Adesso sono in Calabria, all'aeroporto di Lamezia Terme, ed è nuovamente il momento di ascoltare E-Bow the Letter.

SENZA LA NECESSITÀ DELL’ORIZZONTE

...a quale parte di mondo
pensi di esserti avvicinato?
Sei ancora sicuro
che stiano disturbando il tuo arrivo?

tutte le storie si somigliano
quando non sanno di aver iniziato

mi sento sfinito
e il sole è sempre una tenda
da spostare... sono
un facile debitore
quando si tratta di ripensare
al domani... sono stato lontano
e poco lungimirante... posso
scegliere i finestrini
da cui rifiutarmi di guardare
lo sfascio del mondo
e magari spiegarti davvero
perché adesso abbia voglia
di sorriderti...

argini... staccionate... specchi... non
ho mai voluto niente
da alcuno di voi...

sanzioni... brutalità... fermo immagine... l'origine
delle vostre ali
mi è tutt'ora ignara... non farò di una protesta
il colosso su cui distogliere ogni risentimento

incastri e risposte,
non so più cosa farmene
… il formicolio
delle nostre parole
scambiate per indifferenza
sono diventate
il più confortevole dei giacigli e l’orizzonte
non andrebbe da nessuna parte
senza una prima stesura
delle nostre lacrime più pensierose

…ho ancora l’espressione meravigliata?
Un giorno magari
mi risponderete tutti insieme

(aeroporto di Lamezia Terme, 29 Dicembre ’17)

E-Bow the Letter, REM feat. Patty Smith


R.E.M. - Videoclip della canzone E-Bow the Letter, Patty Smith di spalle

domenica 24 dicembre 2017

Runaway... ma è sempre lo stesso

Runaway Train videoclip - Soul Asylum
La tragica realtà dei bimbi rapiti narrata nel videoclip di Runaway Train dei Soul Asylum. Una discesa parallela nell'inferno più realistico. È la vigilia di natale e siamo solo nel mezzo della fine.

di Luca Ferrari

Ci sono ricordi e sensazioni che non si possono cancellare. Ci sono lame che non solo hanno graffiato la carne ma hanno fatto precipitare tutte le stelle rimaste nel passato più isolante. Ci sono giorni dove d'improvviso ti ritrovi privato di ogni gorgoglio del domani e riesci solo a rimanere immobile, mentre lì fuori l'oscurità moltiplica inconsolabili rimpianti. Ci sono giorni dove nemmeno gli spiriti possono fare a meno di voltarsi dall'altra parte ma non fa comunque differenza. C'è solo quella strada. C'è solo una corsa sconsolata e a perdifiato nel nulla più incompreso.

NESSUNO DI VOI, NESSUNO DI LORO 

non avevo niente da dire
ma avreste dovuto ascoltarmi
lo stesso… sto mentendo
ancora, ma avete sempre preferito
sapermi lontano
senza il peso di specchi

avevo molte cose
a cui stavo ripensando
e nessuno mi aveva obbligato
a creare segreti
e ulteriori menzogne

c’erano tanti pensieri
che ancora oggi
vengono guardati come cambiamenti
di umore… avevo tanti
pensieri che neanche una pioggia
di ghiaccio
avrebbe potuto riscaldare

sono stato allontanato
ma nessuno me lo aveva ancora
detto… sono stato ferito
e nessuno ha voluto
carezzare le mie vene…

Chi sono i giganti di oggi?
Di chi sono le saette gravide oggi?

Non voglio più avere ricordi
Non voglio avere buone parole
Non voglio che mi facciate domande
Non voglio più andare vicino

Di chi sono le lapidi oggi?
Quali sono le natività da tramandare?

Mi appartenevo
ma era comunque troppo tardi…
mi sono messo vicino
e tutto è proseguito
come se non ci fossi mai stato… è
passato tanto tempo
e nessuno ancora si è mai chiesto
perché guardi sempre altrove...

(... 23 Dicembre 2017)


Il videoclip di Runaway Train, by Soul Asylum

Ius soli, buon natale all'inferno!

Estratto del videoclip Go to Hell (Megadeth)
Amarezza estrema per una nazione volgare e incapace di comprendere la disperazione che anni or sono viveva sulla propria pelle. Leggete allora il mio poetico messaggio di natale: andate all'inferno!

di Luca Ferrari

Ghigna Dave Mustaine nel biascicare la preghiera resa immortale da quell'Enter Sandman dei nemici-amici Metallica. Un titolo che non lascia dubbi a interpretazioni. Ieri il diritto di cittadinanza Ius soli ha miseramente fallito nel Bel paese. Ostruzione spietata, assenteismo e indifferenza. Ecco l'Italia delle mura. Ecco l'Italia dove tutto si trasforma in un'occasione per additare al prossimo una raccolta di voti. Chi ha bisogno invece, resta lì fuori. Sulla strada. Senza diritti. Senza niente. Come suonavano allora i Megadeth, go to Hell!

LE FONDAMENTA DEL SANGUE

Vi sentite soddisfatti adesso?
Li avete privati di un domani
con il vostro egoismo d'interesse

Vi sentite più forti adesso?
Adesso cominceranno a odiare
… prendetevi un appunto
quando un giorno saremo in guerra
perché ci avete appena recapitato
le fondamenta del sangue

la colpa è degli altri
e dunque tutti devono morire...
la colpa è dei potenti
e dunque tutti i poveri devono perire

aggiungi un’inferriata
amalgama del nuovo filo spinato
ordina una nuova arma
aggiungi un nuovo ricercato

fate pure tutte le donazioni
che volete, il diritto
non sarà l’unico a essere sepolto

vi sentite fieri? Vi sentite
di aver contribuito
alla salvezza della vostra casa?
Quei trisavoli
raccoglitori di saliva
oggi si sono tutti suicidati… quei
trisavoli che oggi
vagano senza dove,
non sanno che farsene
delle vostre misere vendette
in tasti e doppiopetto

la civiltà vi aspetta,
prendete posto a tavola

È (da tempo) l’ora
dell’indifferenza… la campanella
della ghigliottina
è stata appena suonata… non
si vede più nulla nelle case… è
tutto segregato… è tutto
al riparo… è tutto
mortalmente al sicuro
(Corigliano Calabro [Cs], 24 Dicembre '17)


Go to Hell, by Megadeth

martedì 12 dicembre 2017

Finalmente Pearl Jam... o quasi!

il duo Finalmente Melissa, Luca Ferrari e Desrièe Sigurtà
La notizia era nell'aria. Ora è arrivata la tragica conferma. Sarà il duo hindi Finalmente Melissa ad aprire la data patavina dei Pearl Jam il 24 giugno prossimo. Tutti soddisfatti? Non proprio!

di Luca Ferrari

Non bastavano le nozze di Alicia Vikander con Michael Fassbender. Non erano sufficienti i deliri di Enrico Brignano contro Asia Argento. Non era abbastanza nemmeno la presenza di Marilyn Manson da Paolo Bonolis. No, no. Per chiudere questo 2017 ci voleva la vera fuck news. Il notizione. Era tutto nell'aria, ciò che nessuno avrebbe voluto leggere e nel prossimo futuro, ascoltare. Il duo rock indie più insulso e stucchevole della scena (quale essa sia non si sa, ndr), Finalmente Melissa, aprirà la data patavina dei Pearl Jam. Pesce (marcio) di aprile in anticipo o pura verità? La parola ai diretti interessati.

Non sono supereroi, ma proprio no. Dietro l'irrequieta sfrontatezza dei Finalmente Melissa ci sono due integerrimi giornalisti. Quando però indossano gl'intimi musicali, è tutta un'altra storia. Alla base delle loro menti c'è un altissimo concetto di uguaglianza: non tollerano nessuno allo stesso modo! Il loro ingresso nel business della musica è stato definito. il disimpegno invernale di una zanzara assetata di chinotto e Dakota burger. Da allora di quel giornalista si sono perse le tracce. Dopo il prepotente ritorno sulle scene del gossip in merito al love affair Fassbender-Vikander, a sei mesi e mezzo dall'apertura del concerto dei Pearl Jam in quel di Padova, li ritroviamo più scocciati che mai.

“Sono molto amareggiata che l’organizzazione abbia contattato il mio secondo invece di me” ha commentato a freddo la mente del gruppo, Desirèe Sigurtà, affidando a un laconico commento tutto il suo disappunto per la scelta, sbattendo per di più il telefono sulla faccia del nostro inviato, e aggiungendo poi: “Non escludo una defezione alla Dolores O’Riordan dell’ultimo minuto, come a Firenze”. Calmatasi dopo essersi ingurgitata gli ultimi otto cicchetti con musetto caldo della Birreria veneziana Zanon e quattro spritz, la fanciulla è riuscita ad analizzare meglio la situazione.

“Poco meno di sei mesi fa, mentre scendevamo dal palco del Firenze Rocks dando il cambio a Glen Hansard dopo aver infiammato i 50.000 del Visarno, Luca e io ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: mai più!” ha spiegato a mente alcolica e panza piena Desirèe “I nostri concerti sono concepiti per pubblico elitario e ristretto, mica per tutta quella gentaglia urlante. Non siamo mica e per fortuna quei rozzi dei Metallica?!

Poi il nostro Boss, Edward Stevenson Pravettoni, ci ha amabilmente messo le mani sulle spalle e ha sussurrato: provateci, che io vi sbriciolo! Come poter dire di no? Quando poi, per Padova, ci hanno detto del cachet, ecco Pravettoni, detto Pancarrè Nocciolone, sussurrarci di nuovo mentre si addormentava sulle note dei Rage Against the Machine: se dite no, in MINIERA! Era un’offerta che non potevamo rifiutare anche se a riguardo delle nostre incertezze, il tour manager Jean Claude ha dichiarato: Noooooooooooooooooooooooooo, Padova noooooooooooooooooooo!!!”

Ancor più difficile è stato contattare l'altra metà del gruppo, notoriamente asociale, irritante e... dispettoso! “Stavo pensando ai cosiddetti 'azzi mia quando mi è arrivata una telefonata del manager dei Pearl Jam dicendomi che ci voleva per l'apertura a Padova. Inutile dirvi che gli ho sbattuto giù l'apparecchio. Non so che ora fosse dalle loro parti ma quando faccio colazione e ho tra le fauci un krapfen ripieno di crema chantilly, nessuno e ripeto nessuno, si deve e può permettersi di interrompere il mio idillio col mondo”.

Se Desirè Sigurtà si era un po' calmata, Luca appare decisamente sopra le righe: “Io non so chi si credano di essere questi Pearl Jam e spero per loro che il 24 giugno non faccia troppo caldo e non ci siano zanzare. Farlo un mese prima, no vero, maremma stratocaster?!?” rincara l'artista lidense, “Capisco che questi debbano fare i fighi rockettari ma se mi fanno iniziare a suonare più tardi delle 9 di sera, beh, il tornado che colpì il Jammin Festival veneziano sarà una carezza primaverile in confronto”. Parole che inquadrano i Finalmente Melissa allo stato puro, una band che per potenza musicale e anarchia solo i leggendari Pluto riescono a tenergli testa.

Vorrei chiudere l'intervista qui ma il mio capo mi ordina di risentire entrambi punzecchiandoli sul nervo scoperto. Che cosa farebbero se prima di andare on stage incontrassero Michael Fassbender e Alicia Vikander? “Gli dedicherei Love Boat Captain. Lui è sempre stato il capitano del mio cuore in tempesta” sussurra Desiree. “Pianterei il concerto seduta stante e me ne andrei in Chianti con Alicia" sbotta Luca, "Se lo facciano da soli lo show - st'altri sciopai - (gergo veneziano: questi altri imbalsamati, ndr). Quanto alla mia partner musicale, solo quando si avvicinerà alla classe di Mel C allora potrà avere l'ultima parola!”.

Condoglianze cari Pearl Jam. A nome dell'Italia intera vi chiediamo scusa per l'esistenza dei Finalmente Melissa.


Pluto, live Vado al mare

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