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martedì 12 dicembre 2017

Finalmente Pearl Jam... o quasi!

il duo Finalmente Melissa, Luca Ferrari e Desrièe Sigurtà
La notizia era nell'aria. Ora è arrivata la tragica conferma. Sarà il duo hindi Finalmente Melissa ad aprire la data patavina dei Pearl Jam il 24 giugno prossimo. Tutti soddisfatti? Non proprio!

di Luca Ferrari

Non bastavano le nozze di Alicia Vikander con Michael Fassbender. Non erano sufficienti i deliri di Enrico Brignano contro Asia Argento. Non era abbastanza nemmeno la presenza di Marilyn Manson da Paolo Bonolis. No, no. Per chiudere questo 2017 ci voleva la vera fuck news. Il notizione. Era tutto nell'aria, ciò che nessuno avrebbe voluto leggere e nel prossimo futuro, ascoltare. Il duo rock indie più insulso e stucchevole della scena (quale essa sia non si sa, ndr), Finalmente Melissa, aprirà la data patavina dei Pearl Jam. Pesce (marcio) di aprile in anticipo o pura verità? La parola ai diretti interessati.

Non sono supereroi, ma proprio no. Dietro l'irrequieta sfrontatezza dei Finalmente Melissa ci sono due integerrimi giornalisti. Quando però indossano gl'intimi musicali, è tutta un'altra storia. Alla base delle loro menti c'è un altissimo concetto di uguaglianza: non tollerano nessuno allo stesso modo! Il loro ingresso nel business della musica è stato definito. il disimpegno invernale di una zanzara assetata di chinotto e Dakota burger. Da allora di quel giornalista si sono perse le tracce. Dopo il prepotente ritorno sulle scene del gossip in merito al love affair Fassbender-Vikander, a sei mesi e mezzo dall'apertura del concerto dei Pearl Jam in quel di Padova, li ritroviamo più scocciati che mai.

“Sono molto amareggiata che l’organizzazione abbia contattato il mio secondo invece di me” ha commentato a freddo la mente del gruppo, Desirèe Sigurtà, affidando a un laconico commento tutto il suo disappunto per la scelta, sbattendo per di più il telefono sulla faccia del nostro inviato, e aggiungendo poi: “Non escludo una defezione alla Dolores O’Riordan dell’ultimo minuto, come a Firenze”. Calmatasi dopo essersi ingurgitata gli ultimi otto cicchetti con musetto caldo della Birreria veneziana Zanon e quattro spritz, la fanciulla è riuscita ad analizzare meglio la situazione.

“Poco meno di sei mesi fa, mentre scendevamo dal palco del Firenze Rocks dando il cambio a Glen Hansard dopo aver infiammato i 50.000 del Visarno, Luca e io ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: mai più!” ha spiegato a mente alcolica e panza piena Desirèe “I nostri concerti sono concepiti per pubblico elitario e ristretto, mica per tutta quella gentaglia urlante. Non siamo mica e per fortuna quei rozzi dei Metallica?!

Poi il nostro Boss, Edward Stevenson Pravettoni, ci ha amabilmente messo le mani sulle spalle e ha sussurrato: provateci, che io vi sbriciolo! Come poter dire di no? Quando poi, per Padova, ci hanno detto del cachet, ecco Pravettoni, detto Pancarrè Nocciolone, sussurrarci di nuovo mentre si addormentava sulle note dei Rage Against the Machine: se dite no, in MINIERA! Era un’offerta che non potevamo rifiutare anche se a riguardo delle nostre incertezze, il tour manager Jean Claude ha dichiarato: Noooooooooooooooooooooooooo, Padova noooooooooooooooooooo!!!”

Ancor più difficile è stato contattare l'altra metà del gruppo, notoriamente asociale, irritante e... dispettoso! “Stavo pensando ai cosiddetti 'azzi mia quando mi è arrivata una telefonata del manager dei Pearl Jam dicendomi che ci voleva per l'apertura a Padova. Inutile dirvi che gli ho sbattuto giù l'apparecchio. Non so che ora fosse dalle loro parti ma quando faccio colazione e ho tra le fauci un krapfen ripieno di crema chantilly, nessuno e ripeto nessuno, si deve e può permettersi di interrompere il mio idillio col mondo”.

Se Desirè Sigurtà si era un po' calmata, Luca appare decisamente sopra le righe: “Io non so chi si credano di essere questi Pearl Jam e spero per loro che il 24 giugno non faccia troppo caldo e non ci siano zanzare. Farlo un mese prima, no vero, maremma stratocaster?!?” rincara l'artista lidense, “Capisco che questi debbano fare i fighi rockettari ma se mi fanno iniziare a suonare più tardi delle 9 di sera, beh, il tornado che colpì il Jammin Festival veneziano sarà una carezza primaverile in confronto”. Parole che inquadrano i Finalmente Melissa allo stato puro, una band che per potenza musicale e anarchia solo i leggendari Pluto riescono a tenergli testa.

Vorrei chiudere l'intervista qui ma il mio capo mi ordina di risentire entrambi punzecchiandoli sul nervo scoperto. Che cosa farebbero se prima di andare on stage incontrassero Michael Fassbender e Alicia Vikander? “Gli dedicherei Love Boat Captain. Lui è sempre stato il capitano del mio cuore in tempesta” sussurra Desiree. “Pianterei il concerto seduta stante e me ne andrei in Chianti con Alicia" sbotta Luca, "Se lo facciano da soli lo show - st'altri sciopai - (gergo veneziano: questi altri imbalsamati, ndr). Quanto alla mia partner musicale, solo quando si avvicinerà alla classe di Mel C allora potrà avere l'ultima parola!”.

Condoglianze cari Pearl Jam. A nome dell'Italia intera vi chiediamo scusa per l'esistenza dei Finalmente Melissa.


Pluto, live Vado al mare

mercoledì 6 dicembre 2017

La limpida elegia di Come Back

La spiaggia all'alba al Lido di Venezia © Luca Ferrari
"Se non cado a pezzi, i miei ricordi resteranno limpidi? Così tu te ne sei dovuto andare e io sono dovuto restare qui/ Dev'esserci una porta aperta/ Da cui tu possa tornare" ... Come Back dei Pearl Jam ispira, il resto tocca a me.

di Luca Ferrari

Non credo esista e dubito ci sarà mai un momento della mia vita che non sappia associare a una canzone dei Pearl Jam. Più di ogni altra, la rock band di Seattle incarna il crescendo della mia esistenza. Oggi, questa è un'altra storia. Questa a ben guardare non è la mia storia. Tu ti sapresti riconoscere? Non sarebbe da tutti. Mi sento trascinare anche in questo momento. Sulle vette dai dialetti impronunciabili, ecco un episodio capace di far rinascere onde e domani. Ho fatto abbastanza ma non è l'inizio. Ho fatto abbastanza e ho voglia di andare avanti.

ELEGIA DEL RITORNO

quale età dovesse avere
la mia vita, non lo saprei dire
nemmeno oggi
però di sicuro era ancora il tempo
delle lettere
e tigri bianche
a rischio d'estinzione

le aule portano il nome
per un'eternità di passaggio,
le parole nascoste
viaggiano finché qualcuno
non decida
sia arrivato il momento
di leggerle... e così le potrai
tramandare... e così
ti potrai interrogare

a quante rocce
hai legato la tua memoria
ormai indicata
come quel tempo
che a breve non ci sarà più?

Adesso non potrai
più dire che non sia avvenuto
… adesso lo sai
che non potrai più dire
che non sia accaduto

ho pensato al significato
di quelle parole
ma ho preferito concentrare
la mia attenzione
su quello che solo noi possiamo
comprendere... non significa forse
questo essere dei limpidi pionieri?

Quando mi successe
di cominciare ad allungare il passo
avevo fatto indigestione
di ideologie e impegni a breve termine... a
quel tempo
il sole non ne voleva proprio sapere
di spostarsi ma tu rimasi lì
comunque, oggi invece
la battigia ha già fatto posto
alle tue nuove orme...
(Venezia, 8 Dicembre '17)

Come Back by Pearl Jam

domenica 26 novembre 2017

Lettera a mio figlio Marilyn Manson

Clip dal video The Dope Show, by Marilyn Manson
Ti ho messo al mondo e non ti darò in pasto. Sei nato per fare come vogliono tutti ma non succederà. Ognuno vuole un pezzo di te ma io ti proteggerò. T'insegnerò a combattere e farai quello che vorrai.

di Luca Ferrari

Bambini, infanti svenduti per una valanga di apprezzamenti digitali. Lo smembramento infantile è in atto ancora prima della loro nascita. Ignorate pure quello che sto dicendo, tanto lo farete comunque. Cari bambini, se qualcuno vi dirà che la vita è vostra e vi appartiene, sappiate che vi sta mentendo in modo spudorato. Siete mezzi di comunicazione. Stendardi con cui impressionare l'ignoto e l'abusato conosciuto. Cari bambini, questa non è l'epoca peggiore né la migliore. Cari neonati, di voi sappiamo già tutto e dunque perché dovreste avere una voce tutta Vostra?


LA TUA VITA SEI TU

Sei il mio orgoglio, la mia luce
Sei la mia bandiera, sei una cosa tutta mia
Ti devo ostentare... Ti devono bramare
Mi devi riflettere... Mi devi ripagare

Vorranno tutto da te
… se non glielo darai,
nessuno ti sorriderà
né ti staranno più vicino… ti diranno
quello che devi fare
e quando avrai le tue idee
ti convincerai dell'errore
per tutta la vita

adesso ti amano
perché non puoi decidere nulla,
adesso sei amato
perché fai solo
quello che vogliono
e rispondi sempre con un sorriso

Vorresti sapere
se una volta era tutto diverso?
Vorresti sapere
se ti attende un futuro migliore?
Vorresti sapere
se sarai in grado di reagire?

Qualcuno ha sentito dire
che non ho intenzione di raccontarti bugie
... tieniti da parte
un bel po' di lacrime
e quando sarai in piedi,
donale a chi ha rinunciato
a guardare lontano

quando lasciavo pezzi di carta
in biblioteche fluviali
e nessuno rispondeva ai miei sguardi,
pensavo che la mia strada
sarebbe stata non avere una voce... adesso
so che mi sbagliavo,
adesso so che avevo confuso
il destino con la vita... adesso tra le mie mani
c'è anche il tuo domani... adesso
nel mio presente
c'è anche la tua voce, unica e solo tua...
(Venezia, 25-26 Novembre '17)


The Dope Show by Marilyn Manson

mercoledì 22 novembre 2017

Given to Life, lassù dove vola il cuore

Lassù, da qualche parte a Venezia © Luca Ferrari
Smarrimento. Creazione. Ho amato e sono andato avanti. Adesso che abbiamo imparato a volare senza sapere nulla del cielo, perché mai dovremmo voler atterrare?

di Luca Ferrari

Puoi essere un rinnegato di classe. Una creatura alla ricerca della solitudine più classificata e monastica. Puoi anche essere un'ignobile carogna, eppure nemmeno loro potranno sfuggire a quel fatidico momento in cui guaderai verso l'alto sperando di commuoverti il meno possibile. Guardi lassù, e pensi a tutto quello che hai vissuto lasciando al resto del mondo l'ignoranza di non sapere. Guardi lassù e sei lì. Non te potrai mai più andare. Fai quello che devi fare. Ti sei consacrato/a all'immancabile e più dolorosamente dissidente immortalità.

LASSÙ DOVE VOLANO I NOSTRI CUORI

ho visto la neve cadere in sintonia
con la pioggia... perché dovrebbe essere così speciale
rispetto ai tuoi momenti più stonati?
... Solo un portone scrostato
a tenerci separati tra il mondo lì fuori
e poche scale di epocale felicità
… Ho corso tonnellate di miglia e non sono mai stato sazio,
lei non veniva dalle onde del mare
eppure aveva la mia stessa predilezione
qualora si trattasse di accendere una sigaretta

abbondanza di braccia spalancate,
sei fila di pigiami screditati e alla moda... pietre ingorde e rinviate con l'obbligo
di assidua presenza
...
mascelle sempre chiuse, occhi puntati
e un oceano realmente attorno ai nostri piedi... alla fine lui disse,
riesci ancora a guardami
adesso che non ci toneremo mai più?

Mi sono immerso... sono state pagine
senza l'obbligo di una gondola né di un libro... sono
state catene, sono sgorgate collane... il profumo
delle foglie d'acero
ha calcificato ogni alba
fino all'ultimo lucchetto d'ogni fuoco più esplosivo

siamo ancora lì sopra
a guardare tutto quello che non ci serve
… siamo ancora lì davanti,
a rilasciare permessi di cadere... siamo
ancora lì davanti,
a rinascere senza porzioni di terra... siamo
ancora lì seduti,
a far appartare tutti i punti del cielo
senza dimenticarsi
di quei C'era una volta ancora troppo umani

E da oggi credo avrò sempre più voglia
di volare... e solo così potrò
evitare di fermarmi in qualunque altro
altrove... è solo così
che noi potremo restarcene in piedi
a immortalare il mondo...
(Venezia, 21-22 Novembre '17)

Given to Fly, by Pearl Jam

Vecchia casa veneziana © Luca Ferrari

martedì 14 novembre 2017

Friends, la vita e il restauro

Il sottoscritto Luca Ferrari ai tempi dei cantieri-scuola dell'UIA
Ci sono persone, scuole e momenti nella vita che lasciano il segno. L'UIA - Università Internazionale dell'Arte di Venezia per me e tanti altri fu tutto questo e molto, davvero molto di più.

di Luca Ferrari

Blues di orme a tu per un col domani meno prevedibile. Dal silenzio della solita strada allo straripamento di volti e giornate mai dome. Chiodi, sequenze di pagine e le cornici dell'esperienza. Promesse di dipingere i colori, promesse di cantare insieme agli alberi. Ho varcato una piccola porzione di Mare e sembra che adesso tutto possa cambiare. Il passato era ancora un tempo aperto alle nostalgie e vendette. Quello invece fu il tempo la cui Storia si stava scrivendo al plurale. Quello è stato il nostro immortale tempo all'UIA - Università Internazionale dell'Arte.

Mi presentai all'UIA in un momento molto strano della mia vita. Quasi nemmeno sapevo dell'esistenza di questa scuola ma non aveva importanza. In contemporanea iniziai il servizio civile (all'epoca obbligatorio in caso di rifiuto di prendere le armi) e così entrai definitivamente nell'orbita del restauro a partire dall'anno formativo1998-99. Sono passati quasi vent'anni da allora e sebbene non eserciti più la professione del tecnico del restauro di beni culturali, i ricordi di quel periodo sono tra i più meravigliosi della mia esistenza.

Insieme ai miei colleghi "lapidei" ho restaurato a Venezia due altari laterali della chiesa di San Marcuola e un affresco gigante di un palazzo Celsi. Ho fatto stage in Sicilia e Umbria. Ho imparato a realizzare e "strappare" un affresco. Ho appreso l'arte nel modo più unico che si possa immaginare, vivendola dentro e fuori la mia pelle. In quella scuola affacciata su una porzione di laguna non raggiungibile dal vaporetto, trovai la mia "classe" e quell'ispirazione decisiva per il proseguo della vita.

Oggi qualcosa è cambiato da un punto di vista tecnico-amministrativo rispetto ad allora (il nuovo bando di ammissione scade giovedì 30 novembre, affrettatevi! ndr) ma l'atmosfera dell'Università Internazionale dell'Arte (UIA), umana e professionale, è sempre quella. Ci sono tornato di recente dopo anni e perfino gli odori sono i medesimi. Dentro di me bruciava l'inestinguibile fuoco della scrittura e il restauro mi fece capire che non avrei più potuto ignorarlo ma questo mestiere e questa scuola sono e saranno per sempre la mia stella per tutte le stagioni.


U.I.A. - UNIONE INTERNAZIONALE di AMICI

Reggiseni in testa
ed espressioni alla Mary per sempre
sussurrano che siamo tutti zitelle
in una terra senza perché

Ho amato
qualcosa d’arcaico, d’arancio
e ora che il vento
è stato incoronato, se ne sta ritto
con una mano alzata

Sulle dune dominate dal rosso
piove sana la parola
e mentre cori e nenie
pubblicizzano canali di cachemire,
bambini con in mano candele
e bambine con zampironi
annunciano l’arrivo della nostra stagione

Sulla vetta…un infinito a quattro ruote,
dalla cima…vedo la gazza ladra
rubare la barba ai frassini,
case di future nacchere…

Dalla Croazia, dal Molise,
dalla Svezia e dalla Scozia
lo stesso odore di edera
viene svegliato dalla brina
…dalla brina depositata sul ferro.

E nell’attesa che i soli si scoprano
e cambino colore,
ai pressi del bosco
la cicogna ha depositato
il clone del cielo
…ed ora dorme come un’aurora
immersa in una bacinella
d’azzurra camomilla.
             …
Tra risate e giochi di parole,
ora non resta che innamorarsi
(Venezia, 7-9 Luglio 1999) 

I'll be there for you, by The Rembrandts

Il vialone "giudecchino" che conduce all'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari
L'ingresso dell'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari
La sede dell'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari
La spettacolare vista fronte laguna dall'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari
L'ingresso dell'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari

giovedì 2 novembre 2017

The Unforgiven, i morti piangono ancora

La tragica solitudine di The Unforgiven (Metallica)
La pace non è per i vivi. La pace non è per certi vivi. La morte non è per tutti. La morte vive ancora nelle mani che rifiutammo di estrarre. Certi morti vicini piangono ancora invisibili.

di Luca Ferrari

Non si trattengono. Esplodono. Colpiscono. Rigettano senza uccidere. Prendete pure la lente d'ingrandimento, comunque non troverete nulla. Fatene pure a pezzi un altro tanto il karma è rilassato e altrove a cucinare copertine e altre menzogne da scaffale senza ripiani. Uscite pure anche stamane e riempitevi di stelle che non vi appartengono, ho guardato dentro di me e quelle stesse vanghe abbandonate non sono mai state lavate del sangue scoperchiato. I mostri sono lontani. I mostri sono seduti sulla finestra accanto.

I MORTI PIANGONO ANCORA

... se vi ho odiato
è perché vi odio ancora

collezioni di campane, capanne senza vento...
cantine immaginate
come la(r)ghi benefici... a che gioco
volete ancora scambiarvi?
… non sono un bambino salvato
e non lo sarò nemmeno domani,
avete trasformato
i miei desideri in giuramenti
e da allora
non ho più smesso di scappare

voglio dirvelo
e voglio gridarlo... voglio
imparare
e voglio colpirvi

da dove è nato il mondo
perché
non possa più guardarlo
alla stessa altezza
della nostra frattura?
Un giorno una creatura venuta
dal paradiso
mi disse che la mia semplicità
facevo perfino
piangere i morti... se avesse
aggiunto almeno un vivo,
sarei stato per sempre d'accordo

non ho mai smesso di asciugare
le frecce sgorgate
dalla pietra... non ho mai smesso
di scrostare il cielo
dall'oscurità che mi avete recapitato
… oggi dico così,
ieri dicevo sempre così e voi cosa avete
fatto per tutto questo tempo?
Ho imparato, ho sbagliato
sono morto e non sono mai risorto
… ho frugato
nel mio domani
e non c'era nessuna briciola di noi,
ora noi siamo veri
e voi siete ancora liberi... mi avete colpito troppo
e io colpirò tutti voi
(Venezia, 2 Novembre '17)

The Unforgiven, by Metallica

The Unforgiven - James Hetfield (Metallica)

venerdì 27 ottobre 2017

Sex Pistols, 40 anni di Never Mind the Bollocks


Quarant'anni fa venne pubblicato un album che avrebbe segnato la storia del rock. Il disco punk per eccellenza. Never Mind the Bollocks (1977, Virgin Records), degli inlesi Sex Pistols.

di Luca Ferrari

La musica, il punk (ammesso che sarebbe mai nato senza di loro), una certa a arte e cultura non ci sarebbero mai stati senza quell'album e quei "soggetti". Un'esplosione di purissime implosioni. 12 canzoni che hanno ispirato e continuano a ispirare milioni di persone in tutto il mondo. Un urlo nichilista contro una società materialista. Niente risposte esistenziali o insegnamenti di vita. Quaranta anni fa, nell'ottobre 1977, il mondo perbenista e moralista fu scioccato dalla pubblicazione di Never Mind the Bollocks, dei Sex Pistols.

Album perfetti nel mondo della musica ce ne sono. Never Mind the Bollocks è uno di questi. Dalle più famose e generazionali Anarchy in the U.K. e God Save the Queen, passando per le potenti Pretty Vancant, Problems e Submission, proseguendo con Holidays in the Sun, Bodies, No Feelings, Liar, Seventeen, New York e chiudendo con E.M.I. I loro nomi sono scolpiti nella leggenda: Johnny Rotten (voce), Steve Jones (chitarra, seconda voce), Glen Matlock (basso, poi sostituito da Sid Vicious) e Paul Cook (batteria).

12 canzoni da ascoltare tutto di un fiato e poi riascoltare ancora, immergendosi in un'epoca che oggi non esiste e non potrebbe esistere più. Fare (inventare) il punk nella Londra anni '70 significava sfidare un Sistema. Al giorno d'oggi prima di compiere qualsiasi cosa le moderne generazioni lo anticipano su miriadi di inutili social network. Il punk dei Sex Pistols non piaceva a tutti, ma proprio no. Nemmeno oggi. I Sex Pistols erano solo quello che vedevi.

La loro fu una cometa di fuoco e fuoco. Poch(issim)i anni e poi si sciolser. Vicious morì. Nel 1996 tornarono per un epico tour chiamato Filthy Lucre World Tour (questo è solo sporco lucro. ndr). Fedeli a loro stessi nella buona e cattiva sorte. Punk, come solo loro hanno saputo essere. Fregandosene sempre di tutto e tutti. La musica degli anni '90 non sarebbe stata la stessa senza le note realmente rabbiose dei Sex Pistols. Oggi, nel 2017, io ho ancora voglia di ascoltare Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols.

VI RIGETTO, MI RECLAMO

risuona il megafono,
non c'è nessuno
e non c'è la torta
che ti hanno promesso... questa
non è una dedica
e non sono alla ricerca
di salvacondotti, i topi
che ho allevato
sono esattamente
gli stessi che avete schifato
finché giravano liberi
attorno le mie balestre

che ne è stato
dei governi
che volevate creare?
Interessa ancora a tutti,
ma già da inizio giornata
hanno qualcosa di più appetitoso
su cui richiamare
l'attenzione... non parlerò
mai la vostra lingua
e voi non vi fermerete mai
a guardare la bassa marea
raccogliendo
pezzi di conchiglie
se non aveste la certezza
che ci sarà un nuovo domani

i venti dai mille vicoli
dialogando... invadono... dimostrando...
non faccio mai errori
quando trasformo la mia volontaria
ignoranza
in un baluardo contro la vostra
scivolosa ostentazione... i tanti
cocci rimasti sopra le nostre mani
hanno visto macabre istituzioni
prendere il posto
dei loro stessi nemici... a noi
cosa è rimasto? Noi
che ci facciamo col vostro
idealismo da scampagnata
fuori industria?... mi siedo
a ritroso e corro... da qualche
parte il sole è scomparso davvero
 (Venezia, 24 Ottobre '17)

God Save the Queen, by Sex Pistols

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