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martedì 26 marzo 2019

Viaggia insieme a me, io ti guiderò

Videoclip di Viaggia insieme a me (Eiffel 65)
Sono già passati due anni insieme a te, e la strada è ancora molto lunga. Ma come cantava il gruppo dance italiano Eiffel 65, "Viaggia insieme a me, io ti guiderò"...

di Luca Ferrari

Le vie dell'arte sono infinite, e la musica non è da meno. Doveva essere il 2003 quando uscì questa canzone e io avevo da poco iniziato la mia attività giornalistica a Firenze. Nulla all'epoca mi avrebbe mai potuto far avvicinare a una band di dance elettronica o qualcosa del genere. Meno che meno l'idea di paternità mi sfiorava il cervello. Quella canzone però, Viaggia insieme a me della band popdance italiana Eiffel 65, mi entrò dentro e vi è sempre rimasta. Adesso quel viaggio è iniziato. Due anni esatti fa, quel viaggio aveva inizio e dopo 24 mesi è tutto ancora più entusiasmante di quanto non lo avrei mai lontanamente immaginato.

Una canzone toccante e un videoclip  ancor di più, quello di Viaggia insieme a me. Sarà stata la storia, a me purtroppo molto familiare. Quella di un ragazzino bullizzato, deciso però a risolvere la situazione chiedendo aiuto a casa. Eccolo lì, suo padre, pronto a sostenerlo e insegnargli ad affrontare le angherie di due ragazzi più grandi (e forti) di lui. Le immagini del videoclip mi entrarono facilmente in circolo. Quella storia non smise mai di rimanermi dentro, e così pure le parole. "Viaggia insieme a me/ Io ti guiderò / E tutto ciò che so, te lo insegnerò/ Finché arriverà il giorno in cui/ Tu riuscirai a fare a meno di me"... Io ti porterò dove non sei stato mai/ E ti mostrerò le meraviglie del mondo/ e quando arriverà il momento in cui andrai tu, tu guiderai/ tu lo insegnerai ad un altro/ un altro come te...".

Viaggia insieme a me... Un gesto d'amore paterno verso una creatura che sta iniziando ad affrontare la vita, ma saggiamente capisce che il proprio è solo un passaggio. Lui è un traghetto per suo figlio e presto lo dovrà lasciare andare, sostenendolo nelle difficoltà e gioendo quando la vita gli sorriderà. Comportandosi così da genitore responsabile, tralasciando le proprie egoistiche ambizioni/frustrazioni. Le parole degli Eiffel 65 scorrono dolci ma decise, come un cucchiaio di miele capace di lenire le prime ferite della vita. Una guida nella tormenta. Una mano e un sorriso per condividere l'esistenza e le sue strettoie. Semplicemente, una promessa mantenuta da padre a figlio. Una promessa che non dovrà mai venire meno...


STORIA DI UNA FIABA CHE CONTINUERÀ 

Vedo i venti a fianco a te… Vedo
Te… Ecco, un nuovo istante.
C’è una storia per noi,
un'onda consolidata 
tra geometrie frastagliate 
e pigolii scivolosi
dove il fango lascia posto
alla vita… e non ho più posto 
per nuovi sogni
perché ci siete sempre voi… E non
ho più bisogno delle stelle
perché adesso
appartengono tutte a te... Adesso
sento lei accanto al tuo risveglio
… Anche ora, c'è la sua risata
sopra il battito 
delle tue prime nuove scoperte… E c’è
una fiaba
che non smetterò mai di leggerti,
e c’è una storia
che mi dovrò guadagnare
il diritto di dedicarti
ogni anno… E c’è una vita intera
per cui dovrò lottare
per avere pieno diritto di sostenere… E ci sono
due persone
che non baratteranno mai
ogni tuo singolo passo
con una facile sosta sopra le nuvole… Dimentica
i numeri
che vedi appallottolarsi 
attorno le mie mani, il domani
scorre nel momento, e poi un altro ancora..
Oggi ti sei svegliato
circondato da ognuno di noi, domani
sarà ancora così... Con parole diverse
e un oceano di meraviglie... Voglio ancora 
dirtelo… Te lo sussurro,
non avrò mai spazio
per abdicazioni… Muscoli
involontari e concitati… Non ti
accompagnerò dicendoti che il mondo
sia il posto peggiore
del pianeta… Non ti racconterò
menzogne
sulle affermazioni di presenti
che vorrebbero essere altrove
ma io sono qui per te… La luna
si è scambiata di pascolo
con i fagiani lungo la strada… Aggiungo
una notte,
e saremo sempre noi...
(Castellina in Chianti [SI], 25-26 Marzo ’19)

Viaggia insieme a me, di Eiffel 65

La popdance italiana, Eiffel 65

sabato 9 marzo 2019

L.A. Guns, la strada di One Way Ticket

Di corsa per Venezia ascoltando gli L.A. Guns © Luca Ferrari
Amore. Forza. Canta disperata la voce di Phil Lewis accompagnata dalla ruvida armonia rock di Tracii Guns. Sono ancora sulla strada, e corro per il mondo insieme agli L.A. Guns.

di Luca Ferrari

Rock sincero, sporco e grintosamente melodico. Basterebbe dire che nella prima line-up della storica band californiana L.A. Guns militasse un certo Axl Rose, futuro frontman dei Guns 'n' Roses, per capire che abbiamo a che fare con un gruppo fondamentale per la scena di Los Angeles degli anni Ottanta, fondato dal chitarrista Tracii Guns. Il loro primo album omonimo (1988) è un concentrato di rock deciso e sincero, nel mezzo del quale la ballata One Way Ticket faceva ancor più emergere le doti canore di Phil Lewis. Una canzone quella, che ancora oggi riesce a emozionarmi lasciandomi statico davanti a un panorama, e allo stesso tempo incendiare le ultime gocce di benzina per condurmi al traguardo.

L.A. Guns è uno di quegli album perfetti. Una canzone di più e tutto l'apparato stonerebbe. Alla stregua di altri capolavori come Never Mind the Bollocks (1976, Sex Pistols) o Appetite for Distruction (GNR), una dopo l'altra le song si danno il cambio facendo sempre più crescere la voglia. No Mercy, Sex Action, One More Reason, Electric Gipsy, Noting to Lose, Bitch is Back non danno tregua. Arriva dunque il momento della strumentale Cry No More alla quale si lega One Way Ticket. A questo punto il sound riprende decibel con le ultime Hollywood Tease, Shoot for Thrills e Down in the City. Io però sono ancora sulla strada e ho qualcosa da dirle insieme a One Way Ticket dei leggendari L.A. Guns.


VESTITO D'ALBA E PELLE VIVA 

Mi sono risposto
all'incontrario e sto ancora
camminando... sono bugiardo
perché non l'ho mai fatto,
la pioggia però... quella
al riparo dall'estinzione
è sempre stata autentica...

Lo vogliamo trovare un compresso
nel nostro prossimo
dialogo? Il pianto è come la pazzia,
va compresa,
anche se di mezzo ci può essere
un abbandono

Le carovane sono ordinate
e tutte statiche... Io sono arrivato
adesso e non mi volete
nemmeno stare a sentire... Proseguirò
oltre come ho sempre fatto,
andrò avanti
lasciando alla strada il compito
di fingere di aver dimenticato... Non
mi coprirò la testa
per nascondere l'odore
di ciò che mi ha cambiato... le
api hanno confuso
il loro ciclo, io però non sono sicuro
che tu non abbia freddo,
e così andrò avanti ancora... aspetterò
di avere la bocca piena zeppa
di petali
e poi mi presenterò alla tua piccola porta

quelle urla sono state l'usignolo
dei miei stessi incubi, adesso
le sento
con le distanze che si scambiano
di piede, e mi chiedono
a gran pergamena
di essere la normalità del mio ennesimo
sbarco sovrannaturale... Siamo
ancora mano nella mano,
io e te... Nell'orizzonte
di ogni ritorno immortalato,
c'è solo quello
che voglio insieme a noi
(Venezia, 9 Marzo '19)

L.A. Guns - One Way Ticket

Una variegata playlist che include anche One Way Ticket (L.A. Guns) © Luca Ferrari

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