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mercoledì 22 novembre 2017

Given to Life, lassù dove vola il cuore

Lassù, da qualche parte a Venezia © Luca Ferrari
Smarrimento. Creazione. Ho amato e sono andato avanti. Adesso che abbiamo imparato a volare senza sapere nulla del cielo, perché mai dovremmo voler atterrare?

di Luca Ferrari

Puoi essere un rinnegato di classe. Una creatura alla ricerca della solitudine più classificata e monastica. Puoi anche essere un'ignobile carogna, eppure nemmeno loro potranno sfuggire a quel fatidico momento in cui guaderai verso l'alto sperando di commuoverti il meno possibile. Guardi lassù, e pensi a tutto quello che hai vissuto lasciando al resto del mondo l'ignoranza di non sapere. Guardi lassù e sei lì. Non te potrai mai più andare. Fai quello che devi fare. Ti sei consacrato/a all'immancabile e più dolorosamente dissidente immortalità.

LASSÙ DOVE VOLANO I NOSTRI CUORI

ho visto la neve cadere in sintonia
con la pioggia... perché dovrebbe essere così speciale
rispetto ai tuoi momenti più stonati?
... Solo un portone scrostato
a tenerci separati tra il mondo lì fuori
e poche scale di epocale felicità
… Ho corso tonnellate di miglia e non sono mai stato sazio,
lei non veniva dalle onde del mare
eppure aveva la mia stessa predilezione
qualora si trattasse di accendere una sigaretta

abbondanza di braccia spalancate,
sei fila di pigiami screditati e alla moda... pietre ingorde e rinviate con l'obbligo
di assidua presenza
...
mascelle sempre chiuse, occhi puntati
e un oceano realmente attorno ai nostri piedi... alla fine lui disse,
riesci ancora a guardami
adesso che non ci toneremo mai più?

Mi sono immerso... sono state pagine
senza l'obbligo di una gondola né di un libro... sono
state catene, sono sgorgate collane... il profumo
delle foglie d'acero
ha calcificato ogni alba
fino all'ultimo lucchetto d'ogni fuoco più esplosivo

siamo ancora lì sopra
a guardare tutto quello che non ci serve
… siamo ancora lì davanti,
a rilasciare permessi di cadere... siamo
ancora lì davanti,
a rinascere senza porzioni di terra... siamo
ancora lì seduti,
a far appartare tutti i punti del cielo
senza dimenticarsi
di quei C'era una volta ancora troppo umani

E da oggi credo avrò sempre più voglia
di volare... e solo così potrò
evitare di fermarmi in qualunque altro
altrove... è solo così
che noi potremo restarcene in piedi
a immortalare il mondo...
(Venezia, 21-22 Novembre '17)

Given to Fly, by Pearl Jam

Vecchia casa veneziana © Luca Ferrari

martedì 14 novembre 2017

Friends, la vita e il restauro

Il sottoscritto Luca Ferrari ai tempi dei cantieri-scuola dell'UIA
Ci sono persone, scuole e momenti nella vita che lasciano il segno. L'UIA - Università Internazionale dell'Arte di Venezia per me e tanti altri fu tutto questo e molto, davvero molto di più.

di Luca Ferrari

Blues di orme a tu per un col domani meno prevedibile. Dal silenzio della solita strada allo straripamento di volti e giornate mai dome. Chiodi, sequenze di pagine e le cornici dell'esperienza. Promesse di dipingere i colori, promesse di cantare insieme agli alberi. Ho varcato una piccola porzione di Mare e sembra che adesso tutto possa cambiare. Il passato era ancora un tempo aperto alle nostalgie e vendette. Quello invece fu il tempo la cui Storia si stava scrivendo al plurale. Quello è stato il nostro immortale tempo all'UIA - Università Internazionale dell'Arte.

Mi presentai all'UIA in un momento molto strano della mia vita. Quasi nemmeno sapevo dell'esistenza di questa scuola ma non aveva importanza. In contemporanea iniziai il servizio civile (all'epoca obbligatorio in caso di rifiuto di prendere le armi) e così entrai definitivamente nell'orbita del restauro a partire dall'anno formativo1998-99. Sono passati quasi vent'anni da allora e sebbene non eserciti più la professione del tecnico del restauro di beni culturali, i ricordi di quel periodo sono tra i più meravigliosi della mia esistenza.

Insieme ai miei colleghi "lapidei" ho restaurato a Venezia due altari laterali della chiesa di San Marcuola e un affresco gigante di un palazzo Celsi. Ho fatto stage in Sicilia e Umbria. Ho imparato a realizzare e "strappare" un affresco. Ho appreso l'arte nel modo più unico che si possa immaginare, vivendola dentro e fuori la mia pelle. In quella scuola affacciata su una porzione di laguna non raggiungibile dal vaporetto, trovai la mia "classe" e quell'ispirazione decisiva per il proseguo della vita.

Oggi qualcosa è cambiato da un punto di vista tecnico-amministrativo rispetto ad allora (il nuovo bando di ammissione scade domenica 19 novembre, affrettatevi! ndr) ma l'atmosfera dell'Università Internazionale dell'Arte (UIA), umana e professionale, è sempre quella. Ci sono tornato di recente dopo anni e perfino gli odori sono i medesimi. Dentro di me bruciava l'inestinguibile fuoco della scrittura e il restauro mi fece capire che non avrei più potuto ignorarlo ma questo mestiere e questa scuola sono e saranno per sempre la mia stella per tutte le stagioni.


U.I.A. - UNIONE INTERNAZIONALE di AMICI

Reggiseni in testa
ed espressioni alla Mary per sempre
sussurrano che siamo tutti zitelle
in una terra senza perché

Ho amato
qualcosa d’arcaico, d’arancio
e ora che il vento
è stato incoronato, se ne sta ritto
con una mano alzata

Sulle dune dominate dal rosso
piove sana la parola
e mentre cori e nenie
pubblicizzano canali di cachemire,
bambini con in mano candele
e bambine con zampironi
annunciano l’arrivo della nostra stagione

Sulla vetta…un infinito a quattro ruote,
dalla cima…vedo la gazza ladra
rubare la barba ai frassini,
case di future nacchere…

Dalla Croazia, dal Molise,
dalla Svezia e dalla Scozia
lo stesso odore di edera
viene svegliato dalla brina
…dalla brina depositata sul ferro.

E nell’attesa che i soli si scoprano
e cambino colore,
ai pressi del bosco
la cicogna ha depositato
il clone del cielo
…ed ora dorme come un’aurora
immersa in una bacinella
d’azzurra camomilla.
             …
Tra risate e giochi di parole,
ora non resta che innamorarsi
(Venezia, 7-9 Luglio 1999) 

I'll be there for you, by The Rembrandts

Il vialone "giudecchino" che conduce all'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari
L'ingresso dell'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari
La sede dell'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari
La spettacolare vista fronte laguna dall'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari
L'ingresso dell'Università Internazionale dell'Arte © Luca Ferrari

giovedì 2 novembre 2017

The Unforgiven, i morti piangono ancora

La tragica solitudine di The Unforgiven (Metallica)
La pace non è per i vivi. La pace non è per certi vivi. La morte non è per tutti. La morte vive ancora nelle mani che rifiutammo di estrarre. Certi morti vicini piangono ancora invisibili.

di Luca Ferrari

Non si trattengono. Esplodono. Colpiscono. Rigettano senza uccidere. Prendete pure la lente d'ingrandimento, comunque non troverete nulla. Fatene pure a pezzi un altro tanto il karma è rilassato e altrove a cucinare copertine e altre menzogne da scaffale senza ripiani. Uscite pure anche stamane e riempitevi di stelle che non vi appartengono, ho guardato dentro di me e quelle stesse vanghe abbandonate non sono mai state lavate del sangue scoperchiato. I mostri sono lontani. I mostri sono seduti sulla finestra accanto.

I MORTI PIANGONO ANCORA

... se vi ho odiato
è perché vi odio ancora

collezioni di campane, capanne senza vento...
cantine immaginate
come la(r)ghi benefici... a che gioco
volete ancora scambiarvi?
… non sono un bambino salvato
e non lo sarò nemmeno domani,
avete trasformato
i miei desideri in giuramenti
e da allora
non ho più smesso di scappare

voglio dirvelo
e voglio gridarlo... voglio
imparare
e voglio colpirvi

da dove è nato il mondo
perché
non possa più guardarlo
alla stessa altezza
della nostra frattura?
Un giorno una creatura venuta
dal paradiso
mi disse che la mia semplicità
facevo perfino
piangere i morti... se avesse
aggiunto almeno un vivo,
sarei stato per sempre d'accordo

non ho mai smesso di asciugare
le frecce sgorgate
dalla pietra... non ho mai smesso
di scrostare il cielo
dall'oscurità che mi avete recapitato
… oggi dico così,
ieri dicevo sempre così e voi cosa avete
fatto per tutto questo tempo?
Ho imparato, ho sbagliato
sono morto e non sono mai risorto
… ho frugato
nel mio domani
e non c'era nessuna briciola di noi,
ora noi siamo veri
e voi siete ancora liberi... mi avete colpito troppo
e io colpirò tutti voi
(Venezia, 2 Novembre '17)

The Unforgiven, by Metallica

The Unforgiven - James Hetfield (Metallica)

venerdì 27 ottobre 2017

Sex Pistols, 40 anni di Never Mind the Bollocks


Quarant'anni fa venne pubblicato un album che avrebbe segnato la storia del rock. Il disco punk per eccellenza. Never Mind the Bollocks (1977, Virgin Records), degli inlesi Sex Pistols.

di Luca Ferrari

La musica, il punk (ammesso che sarebbe mai nato senza di loro), una certa a arte e cultura non ci sarebbero mai stati senza quell'album e quei "soggetti". Un'esplosione di purissime implosioni. 12 canzoni che hanno ispirato e continuano a ispirare milioni di persone in tutto il mondo. Un urlo nichilista contro una società materialista. Niente risposte esistenziali o insegnamenti di vita. Quaranta anni fa, nell'ottobre 1977, il mondo perbenista e moralista fu scioccato dalla pubblicazione di Never Mind the Bollocks, dei Sex Pistols.

Album perfetti nel mondo della musica ce ne sono. Never Mind the Bollocks è uno di questi. Dalle più famose e generazionali Anarchy in the U.K. e God Save the Queen, passando per le potenti Pretty Vancant, Problems e Submission, proseguendo con Holidays in the Sun, Bodies, No Feelings, Liar, Seventeen, New York e chiudendo con E.M.I. I loro nomi sono scolpiti nella leggenda: Johnny Rotten (voce), Steve Jones (chitarra, seconda voce), Glen Matlock (basso, poi sostituito da Sid Vicious) e Paul Cook (batteria).

12 canzoni da ascoltare tutto di un fiato e poi riascoltare ancora, immergendosi in un'epoca che oggi non esiste e non potrebbe esistere più. Fare (inventare) il punk nella Londra anni '70 significava sfidare un Sistema. Al giorno d'oggi prima di compiere qualsiasi cosa le moderne generazioni lo anticipano su miriadi di inutili social network. Il punk dei Sex Pistols non piaceva a tutti, ma proprio no. Nemmeno oggi. I Sex Pistols erano solo quello che vedevi.

La loro fu una cometa di fuoco e fuoco. Poch(issim)i anni e poi si sciolser. Vicious morì. Nel 1996 tornarono per un epico tour chiamato Filthy Lucre World Tour (questo è solo sporco lucro. ndr). Fedeli a loro stessi nella buona e cattiva sorte. Punk, come solo loro hanno saputo essere. Fregandosene sempre di tutto e tutti. La musica degli anni '90 non sarebbe stata la stessa senza le note realmente rabbiose dei Sex Pistols. Oggi, nel 2017, io ho ancora voglia di ascoltare Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols.

VI RIGETTO, MI RECLAMO

risuona il megafono,
non c'è nessuno
e non c'è la torta
che ti hanno promesso... questa
non è una dedica
e non sono alla ricerca
di salvacondotti, i topi
che ho allevato
sono esattamente
gli stessi che avete schifato
finché giravano liberi
attorno le mie balestre

che ne è stato
dei governi
che volevate creare?
Interessa ancora a tutti,
ma già da inizio giornata
hanno qualcosa di più appetitoso
su cui richiamare
l'attenzione... non parlerò
mai la vostra lingua
e voi non vi fermerete mai
a guardare la bassa marea
raccogliendo
pezzi di conchiglie
se non aveste la certezza
che ci sarà un nuovo domani

i venti dai mille vicoli
dialogando... invadono... dimostrando...
non faccio mai errori
quando trasformo la mia volontaria
ignoranza
in un baluardo contro la vostra
scivolosa ostentazione... i tanti
cocci rimasti sopra le nostre mani
hanno visto macabre istituzioni
prendere il posto
dei loro stessi nemici... a noi
cosa è rimasto? Noi
che ci facciamo col vostro
idealismo da scampagnata
fuori industria?... mi siedo
a ritroso e corro... da qualche
parte il sole è scomparso davvero
 (Venezia, 24 Ottobre '17)

God Save the Queen, by Sex Pistols

martedì 24 ottobre 2017

You Look So... Garbage!

Il caldo abbraccio di un nuovo giorno © Luca Ferrari
Non lancio messaggi. Mi affido alla notte sempre in agguato. Mi acquatto in qualche mio pensiero. So che mi troverete arrabbiato ma non avete alcun controllo né potere.

di Luca Ferrari

Superstizioni e omertà. Sono stanco e aggraziato. Impunità e menzogne. Un altro carico di densità minacciose. Che cosa me ne faccio del sole? Dite che tutto è una rinascita ma la verità è sotto gli occhi di ogni velivolo. Vorrei essere ancora capace di svegliarmi nel cuore della notte senza fare rumore, puntare diritto al cuore delle esortazioni interiori. Desidero appoggiarmi sul mio cuscino di sbieco e ascoltare una vecchia canzone dei Garbage. Chiedere consiglio a chi non sa darmi alcuna risposta e poi riprendere il cammino senza nessuna nuova illuminazione.


AL CALORE DEL CREPUSCOLO

non so ancora
fin dove mi spingerò,
e non è che senta solo il bisogno
di ascoltare
l'assordante gorgoglio
delle stelle senza domani

giorno dopo giorno
voglio dimenticare
quello che non potrete
mai riconoscere

istante dopo sentimento,
mi tengo ancora la mano
quando sento di non aver più posto
per altro passato

il mondo è lo stesso
campo di concentramento
ma siamo troppo impegnati
a collezionare numeri primi
per sbriciolare
la sabbia dei chiodi...

vi sentite abbastanza fieri
della vostra cupidigia?
Quando è stata l'ultima volta
che vi siete trovati
a dimenticare il mondo
confidando a una sola persona
di aver pensato
a non trascurare più alcun gesto
di miserevole dolcezza?...

mi sono tradito
con le mie stesse intenzioni
… mi sono accasciato
e non mi sono più voluto
rialzare... i tanti analisti
del pensiero lavorativo
mi hanno messo al bando
e questo
l'ho accettato rispondendogli
di persona... è stata
una fuga di massa... è stato
un respiro
(Venezia, 24 Ottobre '17)


Garbage, You Look o Fine

lunedì 23 ottobre 2017

La guerra comincia così

... la nebbia avvolge e nasconde © Luca Ferrari
Ogni giorno, un nuovo tentativo di divisione. Oggi giorno la volontà isolazionista prevale sull'insegnamento di un domani migliore e meno schiavo dal proprio egoismo più elitario.

di Luca Ferrari

Nessuno ci pensa. Nessuno sa guardare oltre. Oggi non vogliamo quelli, domani ci penseranno gli altri a sputare sopra i nostri figli. Ha davvero importanza? Non serve andare dove vorrei perché voi ci siete già arrivati prima di me, quindi che cosa davvero mi resta? Penso ancora a una vecchia canzone di Vasco Rossi. Penso ancora all'orgoglio di quella Storia già trascorsa e superata, oggi smembrata su qualche inutile e-commerce. Rispondetemi: avete davvero tanto a cuore la fine del mondo? Andateci, lo farete senza di me.


UNA SOLA COMUNITÀ, UNA SOLA OBBEDIENZA

hanno copiato
l'ennesima frase altrui
senza sapere
che ci sono state persone
che hanno perso davvero la vita
per tramandarla
alla loro transumata libertà

hanno ricopiato l'ennesima frase
ma un giorno
non avranno più nulla da fare... un
giorno non ci sarà più nessuno
da incolpare... un giorno
non ci sarà più nessuna lapide
cui rivolgere lo sdegno di una palude
lasciata
stuprata dall'ennesima promessa
di nuovo mondo

oggi è toccato ai mie nemici,
domani se sarò fortunato
sarà la volta della mia famiglia... sono
nato per tenermi
tutto dentro... sono nato
per stare al gioco
e assistere alla continua emancipazione
di cadaveri e fiammiferi

hanno bruciato
migliaia di libri
ma non è mai stato abbastanza... dal
giorno che appesero
il primo cartello fuori dell'insegna
è solo cambiato
il ghetto con cui raccogliere
il sangue... dal giorno che sei nato
è stato un continuo cambio
di opinione
fino al momento del bando
finale... la costante ripetizione
della lezione morale
mi ha fiaccato, ho evitato
la rima con "disgusto"
e ora sono di nuovo sconcertato
dall'insensato desiderio
di rimanere al centro del mondo
con la medesima fisionomia
e le mura tutte dorate
(Venezia, 22 Ottobre '17)

Vasco Rossi, Mi si escludeva

mercoledì 18 ottobre 2017

Così nomadi, così vicini

Venezia, calle del Traghetto © Luca Ferrari
Prendi quel timone e insegnami la via... Quando le parole sanno ispirare altre parole, può succedere davvero ogni cosa. Anche di essere portato via come una volta e ritrovarti dove sei ora.

di Luca Ferrari

Talvolta ci possono solo essere le parole. Talvolta le parole sono sole. Il mare, il vento e le lacrime. Tutto lì. Massa unica e dirompente. Talvolta i capitoli finiscono, ecco allora ricominciare a navigare. Le domande si susseguono ma non ha più importanza, perché il cielo è sempre più vicino. Alle volte ci servono solo le parole. Alle volte vogliamo solo le parole, estraniarci dal mondo e fare di un silenzio senza bagliori tutto quello che ancora è in grado di farci amorevolmente sanguinare. Non voglio niente. Voglio solo le mie parole.


COSÌ NOMADI COSÌ VICINI  

siamo stati lontani
e adesso non è ancora finita
… siamo arrivati
ai giorni
in cui tutti fotografano vascelli
senza avere nulla da dirsi... siamo
stati nomadi
quando ancora gli uscii
erano lettere
e la nebbia al minimo
era un'occasione per sentirsi
ancora più vicini... e ora
che l'estate
è sempre più una stagione
di ricordi, tu sai dirmi
come si fa a fare a meno
di tutto ciò che è stato?
Sono arrivato oltre la stessa conoscenza
dell'orizzonte
ma ho ancora voglia
di non andare da nessuna parte
e tenermi tutto dentro... e ho
ancora voglia
di non mettere in giro
nessuna voce
su quello che comunque siamo
stati... e se adesso
tornassi indietro anche solo
di un giorno, vorrei
comunque risvegliarmi
in questi giorni... adesso
vorrei comunque
risvegliarmi in questi giorni,
magari farei a meno
di qualche inevitabile tempesta,
aggiungerei
qualche stelle cadente
e poi comunque farei
di quel dolore
un'imprescindibile direzione
ricordandomi
fino a che punto del domani
sarei stato capace
di balbettare... sulla riva
di un'emozione
non ho mai smesso di essere
(Venezia, 16 Ottobre '17)

NomadiGli aironi neri

Venezia, canal Grande © Luca Ferrari

mercoledì 4 ottobre 2017

25 anni di Automatic for the People

Il vinile di Automatic for the People (R.E.M.) è pronto per cominciare il viaggio  © Desiree Sigurtà
Il 5 ottobre 1992 uscì Automatic for the People, l'ottavo album degli R.E.M. Un album intenso e cupo. Un disco immortale denso di poesia e armoniosa gravosità.

di Luca Ferrari

Non saprei dire quando abbia cominciato ad ascoltare Automatic for the People. Posso dire che da allora non ho mai smesso. So solo che quelle canzoni mi hanno intasato l'anima. All'epoca non avevo idea della profondità di quella band conosciuta fino a quel momento per Losing my Religion, Radio Song e Shiny Happy People. A un certo punto però nella mia vita c'erano solo loro quattro: Nirvana, Pearl Jam, Neil Young e appunto, gli R.E.M, da Athens (Georgia), i cui membri sono Michael Stipe (voce), Peter Buck (chitarra), Mike Mills (basso) e Bill Berry (batteria).

Non saprei dire quante poesie abbia scritto ispirato dalle varie Drive, The Sidewinder Sleeps Tonite, Everybody Hurts, Monty Got a Raw Deal, Ignoreland e Man on the Moon, le mie preferite delle 12 complessive. Non saprei dire quante sigarette bagnate dalle lacrime abbia versato mentre quella voce e quella musica cercavano di sedare i mie pensieri sfiancati. So solo che ho ancora la cassetta originale di Automatic for the People (1992). So solo che adesso è tempo di scrivere una nuova poesia ispirata dalle note di un disco che ha partorito nella mia vita sentimenti unici e irripetibili, rendendo l'oscurità un posto più forte di troppi incubi mai digeriti.

TICCHETTII, PASSI... LE NON-RISPOSTE 

Diresti che il sole
abbia preso finalmente posto nel cielo?
Diresti che lassù
le stelle abbiano smesso
di avere compassione
delle nostre preghiere?

non voglio più pensare,
vorrei solo essere
ancora in grado
di estraniarmi con la pioggia
e riconoscere il suo arrivo
da una foglia ancorata
a qualche albero abbandonato

abbiamo trovato la nostra strada
o è solo un tranello, ci
siamo abituati,  e il tempo ha scarabocchiato
sopra la nostra
richiesta di informazioni
mimando il gesto delle dita
bisognose di una coperta
… e le dita
non sono l'indicativo che credevamo
… e quel futuro
è ancora così ingenuo senza i dardi
di quel passato
che continua a sanguinare... vorrei
comunicare
a tutte le persone che ho incontrato
in certi giorni
ciò che sto provando ora

sapresti dirmi
se un odore sia in grado
di riportarti
a un ponte di pietra, o se
negli orizzonti dimenticati
ci sia ancora
uno sguardo non capovolto?

a questo punto della storia
sarei già stato lontano
da chiunque tu sia... e chi ti dice
non sia così... che non sia
così... sia così... sia... siamo
(Venezia, 4 ottobre '17)

Drive, by R.E.M.

Hey, Luca Ferrari where are you...
Nobody tells you what to do...

martedì 3 ottobre 2017

Tom Petty, the Last Dream

Tom Petty
C'è anche il musicista Tom Petty (1950-2017) a scandire momenti della mia vita. Flash solitari e picchi di vita slegati, per questo ancor più speciali.

di Luca Ferrari

Il mio primo ricordo di Tom Petty fu quella epica performance collettiva di My Back Pages insieme ai tanti monumenti delle sette note tra cui George Harrison, Neil Young, Eric Clapton e Bob Dylan e poco tempo dopo, la mitica versione di Free Falllin' insieme alla voce dei Guns 'n' Roses, Axl Rose. Passa qualche anno e una volta trasferitomi a Firenze il suo primo album solista Full Moon Fever (1989) entra nella mia discografia. Ultimi bagliori, le sue canzoni (soliste e insieme agli Heartbreakers) per il film Elizabethtown (2005, di Cameron Crowe).

Riposa in pace, Tom Petty (1950-2017). Con l'involontaria complicità di un'amica, questa è per te e per noi:

DISCESE DI BLUES GREZZI 

A chi verrebbe in mente
al giorno d'oggi
di scrivere una canzone
su Eddie Izzard
che fa il controllore nella metro
a Londra?… a questo
punto della mia ispirazione
ci sarebbe stato bene
un arpeggio
e poi un colpo di tosse
su cui far ondeggiare delle giungle animate
e una regola idonea
per tutte le nostre future corse
a perdifiato

hanno scritto libri
sulle colline e le loro sogni,
hanno trafugato aneddoti
sulle ancore
senza cieli a cui rimandare
le proprie osservazioni

ho sempre preferito la fine
all'inizio, e allora
com'è che quando vedevo l'alba
mi sentivo una mosca sconclusionata
in perfetta armonia
con tutto quello che era già
trascorso?

la domanda non era per te,
ma se te l'avessi posta
mi avresti suggerito di rivolgerla
a tutte quelle gabbie
senza palette né mitologie

mi prendo un'altra pausa
per pensare al giorno prima del
domani... mi prendo
una pausa fortuita
per sentire che tutto quello
che mi hai lasciato
non mi rende custode né macigno
...
i tuoi sogni adesso
possono proseguire anche
senza di noi...
                                              (Venezia, 3 Ottobre '17)

Tom PettyI won't back down

venerdì 22 settembre 2017

ciao nonna, questi sono i Nirvana


Grandma take me home, grandma take me home... nonna riportami a casa/ nonna riportami a casa. Istintiva. Punk melodico. Semplicemente, Kurt Cobain e i Nirvana.

di Luca Ferrari

Torna in mente così. Perché si. Perché c'è dell'altro. Perché tanto nessuno sarà qui a fare domande. La nenia si ripete. Andate dai crittografi e dai letterari se volete spiegazioni e chiare lettere. Il mondo alla rinfusa non mi ha mai trasmesso chiarezza e non inizierò certo ora. Possiamo giocare oppure tenerci a distanza. Faccio i conti con ciò che mi è rimasto dentro e sono senza sensazioni né idee nuove. Tutto quello che rimando adesso è una decisione che vibro contro le consuetudini primarie... elementari... neonate... Qui, tutto va così:

GRANDMA, TAKE YOUR HOME

figurine di amicizia
e scalini in salita
… ecco un salto nel cielo
e un abbandono facile

adesso le stelle
si sono allineate
e io vorrei avere qualcosa
di più profondo
da tramandare... ma a che serve, poi?
Tutto quello
che ci siamo detti
continuerà a non fermarsi,
e anche
quando i libri mastri
vorranno negare
il vissuto, il cielo
avrà un'altra storia
cui affacciarsi

tutte le volte
che rifiutai di tenermi stretto
ciò che stava svanendo,
è solo servito a fare dei ripostigli
una rabbia inamidata... ogni notte
prima di chiudere gli occhi
mi regalo
un gesto... un dono... una spiegazione
senza righe né melodia

oggi è già passato
un giorno
e questa dicono sia la normalità

oggi sono già
passate più di 24 ore
e il mondo
è lo stesso misero mondo
dove la gente
sale e scende dai propri piedistalli

il tuo viaggio
adesso non avrà mai fine,
il tuo viaggio
adesso va dove vorrai
                                              (Venezia, 21-22 settembre '17)

Sliver, by Nirvana

Storie di oscurità © Luca Ferrari

domenica 20 agosto 2017

Live to Rise, alla mia amica Finlandia

On the road in Finlandia © Luca Ferrari
La Finlandia è stata sfregiata dalle sordide azioni del terrorismo nella pacifica città di Turku. La Finlandia è già in piedi. La sua pacifica umanità sono i veri supereroi.

di Luca Ferrari

L'orrore del terrorismo è arrivato anche in Finlandia. Non c'è ideologia per giustificare questi atti. Non c'è nessuna appartenenza, solo l'odio più cieco e ignorante. Ero in Finlandia fino a pochi giorni fa e in due settimane di viaggi su e giù per la nazione scandinava ho solo trovato accoglienza e sorrisi. Fermo sul ciglio della strada, una macchina si è addirittura fermata per chiedermi se avessi bisogno di aiuto. A tutto il popolo finlandese e in particolare alle famiglie delle persone uccise e dei feriti va tutto il mio affetto e questa poesia:

L'UMANITÀ PACIFICA SONO I VERI SUPEREROI

ci sono immagini
dove il nome di quella città
compare ancora... lungo
le tue arterie pulsanti
fatte di natura
e cielo incontaminato
le mie mani
hanno ricominciato a spruzzare
inchiostro
sopra forme di nuvole
e carezze lacustri

ho calcato tutto quel cammino
senza mai dimenticarmi
del sole... adesso
ho appena scoperto
che sono arrivati
fin là... adesso ho appena
scoperto che la scure vigliacca
non ha avuto scrupoli
nemmeno in questa placida
terra

burattini al soldo di mercenari,
sono peggiori anche dei vostri “cosiddetti”
nemici... forse è bene
che sappiate che non c'è nessuno
ad aspettarvi nell'Aldilà,
solo la frusta dell'omicidio...

potete anche mentire
e asserire di avere una finta missione,
non fermerete
la rivolta della pace... non
fermerete
la LIBERA dichiarazione del quieto vivere

amica Finlandia, sei
stata ferita... amica
Finlandia, quando ci siamo
dovuti dire addio
ho preso in dono
un sacco di spazi sconfinati
… amica Finlandia,
nei colori rimandati
dei tuoi cieli più magici
c'è tutta la poesia
di una umanità
che continuerà a ribellarsi contro l'orrore
di ciò che non le appartiene
                                                  (Venezia, 18-20 Agosto '17)


Live to Rise, by Soundgarden
On the water-road in Finlandia © Luca Ferrari

mercoledì 16 agosto 2017

Woman, io sto con Laura Boldrini

la Presidente della Camera, Laura Boldrini
Odio, insulti online della peggiore specie. Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha detto basta. Aggiunga pure alla sua reazione questa poesia e questa canzone di John Lennon. #iostoconLaura

di Luca Ferrari

Laura Boldrini insultata, ogni giorno sempre di più. Online ovviamente e debita distanza, in quelle piazze volgari che troppo spesso sono diventate i social network, Facebook in particolare. Adesso la Presidente della Camera è passata al contrattacco. Adesso la Presidente Laura Boldrini ha deciso di reagire. La libertà di parola è una cosa, la bieca volgarità un'altra. A tutta la vostra bile bavosa io rispondo così. A tutto il vostro eiaculato latrare, vi rispondo così:

DAL RECINTO DELLA VOLGARITÀ DI PAROLA

vorrei sapere
quale sia il tuo nome
prima di cominciare a insultarti... ehi,
non so cosa tu stia facendo
ma ti offenderò lo stesso... la massa
mi hai detto cosa fare
e io che sono libero nel mio salotto
posso coraggiosamente dirti
cosa penso di te

la rete e la televisione
hanno detto che sei mia peggiore nemica
... non c'è bisogno
di fare la fila... non c'è bisogno di venire
sotto le tue stanze... oggi il progresso
è la comodità
della mia efficiente inquisizione

non ho bisogno
di sapere quello che fai
ma tramanderò ugualmente
quello che penso di te...

… clave sporche di bava, doppiopetto
sempre aggiornato... schiamazzi putrefatti
trasformati
in cenere minatoria... raschiamenti
e latrati... siamo contenti
e soddisfatti... adesso
che sei il loro capro espiatorio
ogni parte bassa
si potrà rilassare tra riquadri colorati,
fetide condivisioni
e  indigestione
di fluttuanti arance meccanizzate
...
adesso che la vostra gola
è ancora tronfia
da parole che non sapreste ripetere
neanche a 1000 km di autentica distanza,
siete pronti
per ricominciare?... adesso, Donna,
tocca a te... adesso Donna,
scrivo io e parliamo noi

                                                  (Venezia, 16 Agosto '17)


Woman, by John Lennon

mercoledì 19 luglio 2017

19 luglio, la pioggia inizia a galleggiare

Una scatola a forma di cuore galleggia solitaria nel mare © Luca Ferrari 
Cade la pioggia. Finiscono le illusioni. Sospinto dai Guns 'n' Roses, sgorga l'inchiostro e sgorgherà ancora, fino allo sfinimento. Ha inizio una storia. Inizia così la mia vera Storia.

di Luca Ferrari

19 luglio 1994 h. 14,20, risposi così. Non lo sapevo fare ma accadde. Non ne sapevo nulla ma era troppo tardi. Tutto lì, uscito. Ora non lo avrei più potuto ignorare. Ora non lo avrei più saputo ignorare. Adesso il mondo era cambiato. Da quel momento in poi sarei diventato il solo abitante del mio Pianeta senza ossigeno né vallate infinite e disabitate per nascondermi. Adesso per vivere avrei dovuto lasciar sgorgare il sangue. Adesso il marcio di quelle barricate si erano dissolte e non sarebbe più esistita alcuna strada verso casa. Faceva caldo e io divenni parte dell'infinito...


LA PIOGGIA GRONDATE D'INCHIOSTRO

potrei fare i nomi
e non andrei a letto soddisfatto/ potrei
approfittare
di questo inaspettato
momento di solitudine
reiterata, e magari
alla fine di questo minuto
non apparterrei più
a questo mondo... potrei
ricominciare
a scrivere un diario ed entro
la fine della mia corsa
dentro il mondo
finirei per ripetermi
che nulla saprà più cambiare... posso
prendere fiato
o devo per forza sopprimere
la spietata luminosità
che non si fece scrupoli
nell'ignorare
tutto quel mondo a cui venni
strappato?... non
conto più le differenze
e già allora
dentro il mio bagaglio
c'erano solo chiavi
e coperte dalla fodera abrasiva
e corolle di caminetti
senza un bosco a cui pensare
quando anche l'ultima candela
avrebbe scelto
la via del silenzio... tu non c'eri,
e nemmeno noi... non
ci sono statue di questi giorni
e nemmeno stazioni
le cui cartoline di sughero
possano intenerire
la ragione di qualche avventato
straniero... vorrei potervi
tramandare che ho scelto di fare
tutto ciò che si è compiuto... vorrei
potervi tramandare
che nelle memorie del domani
l'acqua rimasta fuori dal cuore
abbia incontrato
un oceano di passaggio, e che io
sia stato solo invisibile
per qualche oscura dinastia
temporale... si facciano pure
avanti i fulmini e i tuoni, ho
ancora un quaderno aperto
                                                 (Venezia, 14,20 - 19 Luglio '17)


Guns 'n' Roses, live November Rain in Tokyo '92

Sonorità all'alba davanti al mare © Luca Ferrari

venerdì 7 luglio 2017

Eddie Vedder, l'immortale poesia di Black

Il live di Eddie Vedder al © Firenze Rocks
Torna amico mio. Torna, Chris Cornell. Dal palco del Firenze Rock il cantante dei Pearl Jam, Eddie Vedder, in tour solista, ha dedicato Black all'amico appena scomparso. Lacrime, poesia e tanta immortalità.

di Luca Ferrari

Non ero preparato a sentire Black cantata dal solo Eddie Vedder. Non ero ancora pronto per sentirla dedicare al compianto Chris Cornell. No, al concerto solista di Edward Louis Stevenson III al Firenze Rocks 2017 mi aspettavo più canzoni non scritte insieme ai suoi Pearl Jam. E no, non ero ancora pronto per cantare abbracciato a una grande amica una canzone che ha segnato pagine e pagine nelle vite di ciascuno. Adesso però sono pronto per scrivere questo:

SOTTO LO STESSO CIELO DI QUALCUN'ALTRO

Non posso farne a meno,
le onde sono lontane
e non voglio più chiedermi
quando le potrò ancora condividere
… a cosa serve
tutto questo sangue
che abbiamo versato
se poi non vogliamo che nessuno
ci faccia domande? Mi darò
ai fogli vuoti per fare il calco
del tramonto e magari un giorno
mi ricompenserò
per avere fatto di certi silenzi
il più grande atto di fede
verso chi è sempre stato lontano... qui
non ci sono barche
senza remi... qui non ci sono
fatue fiammelle
soggiogate dalle spirali
del passato... qui ci siamo noi,
e lo diciamo ancora... e perché
non dovrei spostare
la mia testa verso la scure
che vuole imitarmi?
E perché ogni mio pensiero
si dovrebbe fare intervallo
per indicazioni... ho
sempre sentito
di poterlo fare, ho sempre saputo
che lo avrei potuto dire... c'è
spazio anche per le tue mani,
c'è posto anche per il tuo domani
e anche se ci aggiungerai
l'ennesima domanda senza arbitrio,
prenderò la guerra
e la trasformerò in fuoco... toccherò
il mare e mi riprenderò
il cielo... perderò volutamente qualcosa
fino a quando tutti gli angeli
avranno svuotato la sala,
poi riprenderemo il viaggio
e ci presenteremo all'inizio
di qualche foto senza colori
e allora le nuvole agevoleranno
il tuo passaggio... e allora condenseremo
il divenire nel presente
che si narra...ancora...e ancora
                                                                   (feat. Desiree Sigurtà, Firenze, 24 Giugno '17)

Black, performance live a Firenze Rocks di Eddie Vedder


Il live di Eddie Vedder al © Firenze Rocks

martedì 13 giugno 2017

Verità per Giulia Di Sabatino

L'esplosione di luce nell'alba veneziana © Luca Ferrari
La luce dell'alba. La luce delle stelle. Una ragazza si è spenta senza nessun conforto, anzi peggio. Adesso però i suoi cari alzano la voce. Adesso piccola Giulia Di Sabatino, sono qui tutti per te.

di Luca Ferrari

La vita è un lungo, imprevedibile e talvolta doloroso percorso. Puoi ascoltare per la prima volta una canzone nella città eterna e pochi mesi dopo essere già all'imbocco di una nuova esistenza sulle sponde dell'Arno. Intanto gli anni passano e certe melodie proseguono nel loro cammino tra le cellule dell'anima. Non serve neanche fermarsi ed ecco scoprire la tragica storia di una giovane ragazza strappata alla vita. E se queste stelle "Cranberriane" non sono sufficienti, aggiungo allora qualche parola alla memoria di Giulia Di Sabatino (1996-2015).

TUTTE QUESTE STELLE SONO PER TE

Siamo in tanti a non sapere
la tua storia, siamo in troppi
a ignorare i colori
sporcati di un tramonto non richiesto
...
ciao Francesca, quando
hai tempo
mi faresti un segno da lassù?
Vorrei poter guardare
una stella
e prendere ispirazione
per un futuro diverso... ciao Francesca,
non m'intendo
di angelo né di spiriti benevoli
però sono sicuro
ci sia anche tu dentro questa grande luce

ho le tasche piene di candele
ma adesso
non saprei dirti che fine
abbiano fatto/... non
c'è preghiera
che possa fare effetto/ … in
un tempo lontano
usavamo ancora le lettere
per le nostre confidenze,
oggi questo mondo
zoppica senza sosta
mescolando fango,
veleno e cocci acuminati di promesse...

vorrei prendere in prestito
tutte le stelle
per farti arrivare i messaggi
di chi ancora sta pensando
a te/... ho appena chiesto
all'intero cielo stellato
di fermarsi sopra il mio camino
questa notte
e far si che possa deporre
tutti i loro pensieri più dolci
verso di te/... adesso
tutte queste stelle apparterranno
sempre e solo a Te...

Nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre 2015 la diciannovenne Giulia Di Sabatino è stata trovata dilaniata sulla A14, sotto un viadotto. Giovedì 22 giugno h. 10 si svolgerà una manifestazione fuori dal tribunale di Teramo per far sì che non venga chiuso il caso di Giulia Di Sabatino. Per adesioni e sostegno, si può contribuire con una firma inviando il proprio nome e cognome a veritapergiulia@gmail.com. Per ulteriore supporto, firma anche tu la petizione online Verità per Giulia di Sabatino.


The Cranberries, Stars

venerdì 2 giugno 2017

Finalmente Melissa, l'oscura Auf der Maur

Melissa Auf der Maur live al New Age di Roncade (Tv) © Alessandro Voltolina
Ignobiltà d'animi. Scorrette componenti sbrodolate. Eleganza di stonature. Bandiere senza più bianco. Basta una nota della rocker canadese Melissa Auf der Maur e la poesia si accende.

di Luca Ferrari

Musicista. Fotografa. Film-maker. Bassista di due delle più importanti band degli anni ’90: le Hole di Courtney Love e gli Smashing Pumpkins. Dal 2003 ha iniziato la sua avventura solista continuando a suonare le quattro corde e passando anche al microfono. Lei è Melissa Auf Der Maur, canadese di Montreal. Era l'autunno 1996 quando la vidi la prima volta, nel video Gold Dust Woman tratto dalla colonna sonora del mediocre The Crow: City of Angels (1996). Tocca a lei, finalmente Melissa. Cantiche di un universo divenute richiesta di romanticismo trafitto dall'incomprensione.

FINALMENTE MELISSA

ho preso appunti
dalle rocce/... ho ispirato
i gufi nel trovare conforto
dalle proprie piume...una
storia non è mai
solo un'entità tradotta
in avvenimenti/... coraggio,
sagoma delle nostre sabbie
scardina l'ennesima copertina,
...non so bene
da quale mondi siate venuti
ma rappresentare
un panorama non significa
assistere  a una grotta
che rimbalza
da una favola a una sponda/...
quanti sandali
ha già dimenticato
nel tuo abbandono
quotidiano... sarebbe troppo
facile insonorizzare
l'anima e imbottirsi di macigni
antidolorifici... lascerò
che il cielo
si prenda le sue pause... lascerò
l'uomo libero di sconfessare
ogni parola
che avrebbe dovuto
custodire per il tuo domani/... se adesso
dovessi immaginare
un'ipotetica strada
in grado di segmentare
tutti quei binari mai ultimati,
non proverei
nemmeno a disturbare il latte
percolante
da una piantagione di ciliegi
sovrapposti... l'indagine
conoscitiva è giunta
alla sua penultima tappa... perché
affaticarsi
a vivere scoraggiati ancora
un altro istante? Non mi
sentirei meno indifeso(... forse
allora inizierò a guardare il mare
in modo diverso...
                                               (Venezia, 1-2 Giugno '17)

Sono di nuovo a casa.  Sapremo mai essere capaci di portarci sulle spalle tutta questa mole di sanguinante paradiso?

Meet Me on the Dark side by Melissa Auf Der Maur

Melissa Auf der Maur live al New Age di Roncade (Tv) © Alessandro Voltolina
Melissa Auf der Maur live al New Age di Roncade (Tv) © Alessandro Voltolina
Melissa Auf der Maur live al New Age di Roncade (Tv) © Alessandro Voltolina
Melissa Auf der Maur live al New Age di Roncade (Tv) © Alessandro Voltolina
Melissa Auf der Maur live al New Age di Roncade (Tv) © Alessandro Voltolina
Melissa Auf der Maur live al New Age di Roncade (Tv) © Alessandro Voltolina
l'autore Luca Ferrari insieme alla rocker canadese Melissa Auf der Maur 

venerdì 26 maggio 2017

Emozioni... in the middle of YOUR heartbeat

La magia della placida laguna venezia
Il mare è taciturno. Giusto qualche passo nell'oscurità. Tutto mi appare un po' confuso. Una nuova luce si fa strada dentro al vecchio mondo. Cammino e avanzo, ogni giorno verso te.

di Luca Ferrari

Oggi scrivo una nuova storia con questa canzone. La prima volta appartiene a un mondo lontano dove l'inchiostro non era che una pagina affilata e l'ennesimo dardo da sfilarsi alle proprie spalle senza badare al destino del sangue perduto. Oggi è un giorno diverso. Oggi questa dolce-malinconica melodia dei tedeschi Helloween risuona nell'amore di una notte appena svezzata dal ruggito più soave. Oggi, in questo preciso istante, non c'è onda capace di prendersi il merito di queste lacrime carnalmente terrene...

SINFONIA NEONATALE DI SUSSURRI 

tremo a spiegarmi e regolo
le sensazioni di qualche cielo
senza generalità
né sottosuoli da riempire
con imprese altrui
dalla notte alla notte,
non parlerei
d'infinito questa volta
ma di costante alba
fieri dell'assenza dei vocaboli
forse sono ancora
al centro di quella strada
e di sicuro
da quello e molti giorni prima
ho lasciato
che il mondo facesse a brandelli
ciò che ho avuto dentro,
ma come potrei pensare
che in questo istante
abbia avuto ragione? ...ma
da quel momento in poi
come potrei pensare
che abbia davvero avuto ragione?
le storie
sulle impronte della neve
sono mondi
che un giorno scoprirai... la storia
di quante miglia
ci siano volute
perché potessi già ripensare
a te, adesso
è un destino impersonificato
nel singolo respiro quotidiano..
... e anche
senza mettere di mezzo
tabelline, scale mobili
o qualche altra disavventura
d'impostazione, eccomi... ho
le braccia interamente
aperte... potrò anche dormire solo
molte altre notti... sotto
quella finestra
ho piantato le fondamenta
della mia nuova anima...
                    (ascoltando In The Middle of Heartbeat by Helloween - Venezia, 26 Maggio '17)


In the Middle of A Heartbeat, by Helloween

martedì 23 maggio 2017

Falcone e Borsellino, Working Class Heroes

i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Non basta una commemorazione abusata per farci credere vogliate davvero la verità. Cari giudici Falcone e Borsellino, voglio credere saremo CAPACI di qualcosa di più.

di Luca Ferrari

Il 23 maggio 1992 il giudice Giovanni Falcone venne brutalmente ammazzato dalla mafia di Cosa Nostra. Neanche due mesi più tardi sarebbe toccata la stessa tragica sorte al collega Paolo Borsellino. Puntuale anche quest'anno si sprecano elogi delle autorità da tutte le latitudini. Paolo e Giovanni non possono più fare male a nessuno. Non hanno più segreti da condividere. Loro sono morti, e allora si può glorificarli. Diamo pure voce al passato, perché tanto quello non cambia. L'importante è che il presente taccia e non reagisca. Mai.

SOLO CAPACI DI ONORARE IL PASSATO

c'è una notte per ciascuno
di noi... noi non lo voelevamo sapere
ma ci avevano avvertiti

non racconterò la storia
che loro vi tramanderanno
… non racconterò mai
la fine che vi hanno fatto fare
senza fare della mia braccia
un punto di domanda
al veleno più letale..

sono stati abbandonati
e oggi quegli stessi vi rimpiangono...

gronda il sangue del risveglio,
ma tanto è comunque
lontano... loro sono morti
e dunque adesso possiamo
onorarli... non racconteranno più al mondo
i vostri segreti
e dunque possiamo tramandare contriti
che loro li avevano scoperti...

non me ne faccio niente
dell'immortalità
se poi i miei nipoti saranno schiavi
come lo sono ancora io...

non me ne faccio niente
delle celebrazioni
se poi le ossa delle maschere rosee
smerciano libertà dorate
come il più nobile
dei sentimenti da applaudire

non vi possono più colpire
e allora innalziamo
un altro simulacro... se adesso
fossero in mezzo a noi
sareste ancora così sorridenti?

siamo solo CAPACI
di uccidere, giurare che non accadrà più
e onorare il silenzio... buona agonia,
mio ignobile presente
(ascoltando Working Class Hero by Green Day - Venezia, 23 Maggio '17)

Working Class Hero, by Green Day

Il nuovo corso di Live on Two Hands

la nuova dicitura di Live on Two Hands
Ho creato Live on Two Hands pensando di scrivere di musica ma quel mondo per me è finito con la Seattle degli anni '90. Lascerò allora che la musica ispiri le mie future parole.

di Luca Ferrari

La grande epopea del rock è finita. Oggi restano i ricordi, gli album e migliaia di poesie ancora da scrivere ispirate da quelle canzoni. Ecco a voi, il nuovo corso di Live on Two Hands. Aprii questo blog-magazine pensando che avrei scritto di musica ma complice i tanti impegni e l'ormai scarso interesse verso le nuove proposte di questa espressione artistica, mi ha fatto capire che era tempo di chiudere o cambiare.

Se avrò l'occasione, ne scriverò ancora. Il resto saranno poesie, la mia forma primordiale di scrittura. Poesie che scriverò con sottofondi musicali di cui vi farò partecipe. E comincerò oggi stesso, perché il 23 maggio da quel lontano e tragico 1992 non potrà mai essere un giorno normale per un italiano. Un giorno che sancì che una guerra era in corso (e lo è tutt'ora). Un giorno che brucia ancora nel sangue di ciascuno di noi. Un giorno su cui Live on Two Hands dirà la sua.

venerdì 19 maggio 2017

Chris Cornell, il taccuino del vento

Chris Cornell - due amici al concerto dei Soundgarden
I testi. La musica. La voce. Chris Cornell (1964-2017) se n'è andato. Prendo in mano ogni parola. La tua ispirazione sarà sempre al nostro fianco.

di Luca Ferrari

Chris Cornell, il cantante dei Soundgarden è morto. Si è tolto la vita il 17 maggio 2017 a Detroit. Non c'è nulla da aggiungere. Hanno scritto già in troppi. Non sono qui per dirvi cose che sapete già. Sono qua per fare ciò che ho sempre fatto. Scrivere a modo mio. Li dove è passato Chris direttamente (Soundgarden, Temple of the Dog, Audioslave) e indirettamente (Mother Love Bone, Pearl Jam), c'è un'indelebile ispirazione condita anche da ricordi condivisi, come il live dei Soundgarden a Milano, il 3 giugno 2012.

Difficile oggi non ripensare a quel giorno. Neanche tre settimane dopo sarei partito per la sua Seattle e anche se in città la presenza di quelle band che hanno fatto la Storia non è proprio palpabile, per chi l'ha vissuta dentro, eccome se c'è. Delle mie pubblicazioni, Sfregi (2009, La Versiliana Editrice) è ciò che meglio mi descrive e mi racconta. Un viaggio poetico dal 1994 fino al 2008. Lì in mezzo c'è anche lui, Chris Cornell e le sue indelebili canzoni.

Ancora prima ci furono camminate solitarie senza fine e perfino un strano destino dall'amichevole proseguo. C'è stato tutto. La furia di una posa mai concessa. La delicatezza di un capo dolcemente rimandato. Un ritorno immaginato. Siamo ancora seduti lontani nelle nostre tavole rotonde. Siamo tutti vicini a fare i medesimi pensieri. Siamo tutti sconvolti eppure mai stati così decisi nel credere alle nostre voci. Il passato è in dialogo con le stelle. Il presente imperituro si chiama:

IL TACCUINO DEL VENTO

Hai smesso di piangere
o è solo l'ennesima invasione di parole
dimenticate
sui binari del nostro primo incontro...

non ho mai creduto alle coincidenze
del silenzio/... quello
che ho vissuto dentro il sole
si è sempre rifatto
nelle ombre trascurate dalla più amichevole
pioggia

c'è un potere bambino
a cui affidare le proprie leccornie
di un domani
che ci ha tenuti uniti per così
tanto tempo...

dicano che le scogliere
appartengano ai poeti
e le conchiglie ai sognatori,
... io ci ho sempre visto
un disegno aperto
dentro cui riportare un cestino
pieno di suoni e macchie

non ero sicuro
di quello che mi stava accadendo
dentro
ma è anche insieme a te
che trovai il coraggio
d'ignorare ciò che continuavo a sentire
tutt'intorno a me

spiegazioni necessarie,
ricorrenze sopraggiunte... le
mani chiedono
uno spazio per nascondere
la loro anima... possiamo
comunque alzarci
e riprendere il cammino... possiamo
comunque sentire
il vento gelido del mattino
che si quieta
dopo il tramonto del fuoco
e un'alba
del cui temp(i) sabbioso
ci resta solo l'immortalità...
                                             (Venezia, 19 Maggio '17)

Il video dei Rusty Cage, dei Soundgarden

Sfregi - poesie imbevute di Soundgarden © La Versiliana Editrice
Soundgarden - da sx: Matt Cameron, Ben Shepherd, Chris Cornell e Kim Thayil

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