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venerdì 14 maggio 2021

Bob Marley, il Rinascimento di Iron Lion Zion

Bob Marley © We'll Be Forever Loving Bob Marley (Facebook)

Rinascita, musica e Rinascimento. Il reggae non è mai stato nelle mie corde ma Iron Lion Zion di Bob Marley (1945-1971) immortalò un cruciale momento della mia vita.  

di Luca Ferrari

Le redini di una nuova vita cominciavano finalmente a essere tenute con forza tra le mie mani ancora sanguinanti. Ero indomito. Intenzionato. Solo nella notte. In viaggio verso Firenze, alla scoperta dell’arte. Quelli erano gli amichevolmente gloriosi tempi dell’Università Internazionale dell’Arte di Venezia. e così, complice il rigenerante e stimolante clima culturale-umano di quella scuola di restauro, mi organizzai un tour con pernottamento a tu per tu con i tesori del cuore rinascimentale della Toscana. Una volta arrivato alla stazione di Santa Maria Novella, a lanciarmi verso un mondo nuovo non fu qualche spregiudicato classico rock, ma la solare Iron Lion Zion di Bob Marley

Il reggae non è mai stato nelle mie corde. Troppo spirituale per la mia dimensione. Venezia al contrario, è sempre stata molto legata culturalmente a questa musica e per tutta la mia tarda adolescenza, assistetti impotente a concerti su concerti senza mai esserne emotivamente coinvolto. La sola eccezione f proprio lei, Iron Lion Zion. Le ragioni forse sono da ricercare nel sound più incalzante o forse perché la sentii molto più adrenalinica. O, più semplicemente, in quel momento avevo bisogno di qualcosa di diverso per iniziare una nuova fase della mia vita ed ecco che Bob Marley mi tornò nella memoria. 

Iron Lion Zion mi prese per mano, contribuendo in modo dirompente a riscrivere la storia di un'altra canzone, relegata fino a quel momento a ricordi tragicamente inconsolabili. Nella cassetta che mie ero portato per il viaggio, avevo timidamente inserito anche Epic dei Faith No More, registrata artigianalmente dalla televisione, in un'esaltante versione live londinese. E lì, camminando per le contrade senza mappe e con il solo indirizzo del mio alloggio scritto a mano su carta, mi aggiravo con la sola invincibile forza della testa. No potevo sapere che di lì a tre anni ci sarei tornato per iniziare la mia carriere di penna, nel mondo del giornalismo. Ma quella è un'altra storia con altre canzoni. Adesso è tempo di farsi ispirare dalla musica di Bob Marley.

CROCEVIA NELL’INDOMABILE CRINIERA 

Ho aspettato la notte
Perché potessi sentirmi
Una volta di più
Senza speranza

Mi sono messo in cammino
E ho trovato
Una spiegazione di cui nessuno
Mi aveva reso partecipe

Sono sceso in strada
E la mattina dopo
Ero il felice dei pazzi reo-confessi
Sotto la luce del sole

Mi sono rialzato con la strada
E un attimo dopo
Ero già sulla vetta più alta
A ribadire storie
Di paranoica semplicità

Se questo è un momento,
io venni subito dopo

Se questo è il domani,
io adesso vi sto guardando
tutte insieme

Non sono pronto
a nessun peggio… Non
sono più pronto
ad alcuna sconfortante
ricaduta… So per certo
che mi faranno
indietreggiare… So
con istinto figurato
che il peso dei troppi ieri
fuoriuscirà
da qualsiasi parola
mi chiederai… Ho
sempre saputo
anche tutto questo e ancora oggi
ho avuto la voglia
di lasciare le mie mani
libere di intraprendere
un nuovo inizio… l’epica
umana lasciatela agli scribi,
qui ci siamo solo io

                                         (Venezia, 13 Maggio ’21)

Iron Lion Zion, di Bob Marley

sabato 8 maggio 2021

Metallica, il blues solitario di Mama Said

James Hetfield (Metallica) canta nel videoclip della canzone Mama Said

James Hetfield (Metallica) si confessa con la sola chitarra, insolitamente acustica. Let my heart go/ Let your son grow. Incalza il blues solitario e sofferto di Mama Said (Load).

di Luca Ferrari

"Mama she has taught me well
Told me when I was young
"Son your life's an open book
Don't close it 'fore it's done"
"The brightest flame burns quickest"
That's what I heard her say
A son's heart sowed to mother
But I must find my way [...]" Mama Said (Metallica)

Il 1996 fu l'anno della rivoluzione nella musica e nella percezione dei Metallica. Fu l'anno della pubblicazione del sesto album in studio, Load, distante anni luce dall'epoca puramente metal della band di Frisco. Dopo i primi singoli Until It Sleeps e Hero of the Day, fu il turno di Mama Said. Quasi un monologo musicale dedicato dal cantante alla propria madre scomparsa poco tempo prima. Il videoclip riuscì a cogliere al meglio la sensazione di smarrimento e solitudine, con Hetfield impegnato in un viaggio solitario in macchina suonando la chitarra acustica e cantando.

Allora le mie giornate assomigliavano parecchio all'ambientazione umana di Mama Said. Monologhi estenuanti scanditi tra cuffiette, passeggiate infinite e al posto della chitarra, fogli e penna. In quei oltre cinque minuti di musica, il cantante ripercorre il rapporto madre-figlio che potrebbe essere esteso a chiunque: "Left home at an early age/ Of what I heard was wrong/ I never asked forgiveness/ But what is said is done". Immagino desolate-desertiche si susseguono portando il protagonista alla fine di un viaggio che si concluderà con un nuovo inizio.

A dispetto dell'adrenalina sprigionata dai Metallica, molte delle loro canzoni mi hanno spesso messo a contatto con i pensieri più dolorosi di quanto avevo vissuto. Nota dopo nota, cantato dopo cantato, sentimenti irrefrenabili emergono e sprofondano. Accadde con l'apocalittica The Unforgiven, proseguì molti anni dopo con la straziante Turn the Page. In quello scorcio di anni Novanta però, dalle viscere di un album molto diverso dagli originali, Mama Said raccontò la sua storia di dolore e rimpianti. "Let my heart go/ Let your son grow/ Mama, let my heart go/ Or let this heart be still". Adesso è tempo anche per me di mettermi in marcia...


A PAGINE SOLITARIE APERTE

Dove sono le tue mani,
adesso che il mondo
mi ha sbarrato ogni strada
di falsità?

Dove sono le tue risposte
adesso che i miei domani
si sono fatte albe incandescenti
senza luce con cui trovare
la strada di casa?

Dove sono le tue stelle
adesso che le orche
hanno invaso ogni esercizio
di sgraziato camino?

Fanfare in scambio
di confusione... sabbia avvilita,
il cielo così drammaticamente
risentito... Un'altra traccia
lasciata nel sentiero
della notte... Un'altra ombra
riconosciuta
come portavoce dell'unico
ed esistente passato... Un altro sogno
misconosciuto
e lasciato solo senza copertine?

Dov'è la mia rinascita
adesso che me ne sono andato
per sempre?

Quali tinte hanno assunto
le mie grotte
quando le nascondevo
ai ricordi mistificati?

Il perdono non menziona
alcuna sorta di sbaglio, ma stiamo
ancora aspettando
il giorno delle parole mai dette

Il cuore intanto è andato avanti,
e oggi non sarà diverso da ieri...
                                                        (Venezia, 8 Maggio '21)

Metallica, Mama Said

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