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giovedì 4 febbraio 2021

Claudio Baglioni, cuore di aliante

Claudio Baglioni nel videoclip di Cuore di aliante

Il primo bacio con la propria amata non si scorda mai. A immortalare quel momento, un autore fino ad allora, a me sconosciuto, Claudio Baglioni e la sua iconica Cuore di aliante

di Luca Ferrari

"[...] Io resto qua nell'irrealtà
Dell'immenso velo del mio cielo a metà
Sarà una nuova età o solo un'altra età
Il volo di un eterno istante
Nel mio cuore di aliante [...]". Ma che ci fa Claudio Baglioni tra Pearl JamSex PistolsIron Maiden e altri valorosi "esemplari" del rock più autentico e rabbioso? Come può un artista, lontano anni luce dalla mia  personale cultura musicale, scrivere il proprio nome in uno dei momenti più significativi della mia vita? Sembra incredibile eppure è tutto vero. Una reminiscenza lontana che sgorgò impetuosa dentro l'anima, cambiando per sempre il mio percorso umano. Avrei potuto scegliere About a Girl, dall'Unplugged dei Nirvana o qualche poesia sonora NeilYounghiana, invece no. L'ispirazione non nasce su commissione. L'ispirazione si presenta e basta. 

Non sono mai stato un appassionato della musica di Claudio Baglioni, e di quella italiana in particolare. Non perché non apprezzassi il suo sound, semplicemente non era e non è il mio genere. Per dirvi, non ho neanche mezzo ricordo della sua storica "Piccolo grande amore". Poi successe qualcosa. Con le valigie già in mano e un biglietto del treno ansioso di trasformarlo in un viaggio di sola andata, qualcosa s'inceppò. Nel 1999 Baglioni aveva pubblicato il suo 13° album, Viaggiatore sulla coda del tempo. Un album che chiudeva una trilogia di dischi del cantante romano e che rappresentava il futuro.  La cosa non mi toccò però quella canzone, Cuore di aliante, mi arrivò. La vidi. La ascoltai. Restò lì.

Passano gli anni. Passa molta vita sotto i ponti e come canta lo stesso Baglioni in Cuore d'aliante, "Perché il tempo se ne va e tutto tace". Non ho idea di cosa stia per accadere. Non dovevo essere nemmeno lì, e nemmeno lei. Qualcosa di immediato e amorevolmente naturale accade. Vedevo già il ritorno in un'altra città da me molto cercata (idealizzata), ma l'amore, quello vero, era dietro l'angolo ed ecco risorgere dai meandri della mia anima quel ritornello "IO RESTO QUA". Perché proprio quello? Non lo so, ma una cosa è certa. In quelle sortite notturne, rese immortali dall'amore vero, Claudio Baglioni elevò il mio cuore oltre qualsiasi altitudine mai immaginata. Molto più in alto di qualsiasi aliante...

L'EGEMONIA DEL NOSTRO PRIMO DOMANI

Il cartone della scialuppa,
in partenza per l'El Dorado di turno
non era un relitto,
non era nemmeno un messaggero diretto... Mi
sarei potuto fermare
anche questa volta... Sarei potuto
indietreggiare... Allora
c'erano tante catene cui attingere,
e il tramonto aveva sempre
una cartellonistica di precedenza... Tracce
sulla sabbia, tracce senza zoccoli
ancora in forse
sulla direzione da omologare...

Mi sono avvicinato
alle tue mani... Ricordo
di essermi avvicinato
alle tue mani
e tutto mi è stato chiaro senza scomodare
la vista del passato...
Mi sono avvicinato
alle tue mani e da quel momento
sei sempre stata ancora tu...

Nelle intersezioni delle domande
il placido scorrere
di una melodia adesso inseguiva
la notte
attingendo ogni volta
a un nuovo messaggio d'amore
con cui far ritorno... L'età
dell'immortalità
adesso aveva un volto
e un domani
verso cui anteporre più di un sogno

… Restare ha sempre
avuto un significato
di appartenenza emotiva,
oggi l'ho trovato... Amare ha sempre
avuto un significato
di fuoriuscita divina... Elevazione
incontrastata del nostro
primo domani
                                            (Venezia, 23.04, 4 Febbraio '21)


                                            
Cuore d'aliante
, di Claudio Baglioni

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