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Visualizzazione post con etichetta Francesco Guccini. Mostra tutti i post
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domenica 9 agosto 2026

Cirano, io non perdono ancora

"[...] Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato/... Io non perdono, non perdono e tocco [...]". Caro Francesco Guccini, forse io e te avevamo qualcosina in comune.

di Luca Ferrari

Impegno politico. Canzone d'autore. Malinconia provinciale operaia. No, non ho mai avuto feeling con la musica di Francesco Guccini (1940-2026). Non l'ho mai cercata e quando mi veniva proposta, mi tediava. Mai stato abbastanza in prima linea per approfondirla davvero. Eppure una sua canzone mi è sempre stata  affine, Cirano, dall'album "D'amore di morte e di altre sciocchezze (1996). Cirano è un idealista. Un Don Chishiotte. Un eroe non riconosciuto che non troverà mai la sua pace. Emblematica la strofa - A parlarle non riesco, Le parlerò coi versi -. Nel mio caso il "le" è il mondo intero, lo è sempre stato. Di recente sono andato a rivedermi le sue clip nel film "Radiofreccia" (1998), diretto dal cantautore Luciano Ligabue. Ho riguardato quelle sequenze. Guccini è un barista, ma più che altro uno zio buono e "incazzoso", guardingo con i suoi clienti-nipotini scapestrati, pronto a regalare sinceri scapaccioni e sorridere amaro.


Sì, credo tu sia questo. Oggi ancora una volta, "Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio...". E lo farò per te.


"…PER LA MIA RABBIA ENORME MI SERVONO ancora GIGANTI..."

Però non la sopporto la gente che non sogna… proseguivi così, e io ero lì, pronto a rinunciare a qualsiasi legame purché tutte le Fantàsia in terra non venissero soggiogate dalla conflittualità della convenienza dell’età adulta... ma ora?


Forse un giorno ti è arrivatauna mia lettera, in un tempo in cui innocenti promesse di caminetti erano il dolore con cui nessuno poteva raggiungermi…


[...] Non me ne frega niente
se anch'io sono sbagliato
Spiacere è il mio piacere,

io amo essere odiato [...].

Chi sono adesso quei paladini?

… Sempre più persone

si ricordano di noi

e vorrebbero fossimo

ancora quelli… Adesso

la gente ci vorrebbe

lì per loro, a ricordargli

quanto sia sta unica

la loro libertà… ho anticipato

le derive del destino

e non mi è rimasto

nemmeno un ponte levatoio

...

ci sono passati tutti davanti...

Ma su quegli alberi

di stelle di cartone la pioggia era il sogno

più glorioso, tutti gli altri

mendicavano codici

da chi aveva già trovato posto

nelle sagome rimborsate

...

Se ci ripenso,

ho sofferto troppo e invano

                                             (Venezia, 9 Agosto ‘26)

Francesco Guccini, Cirano

martedì 23 novembre 2021

Contessa, nessuno deve essere sfruttato

Il cuore testuale di Contessa
Contessa sono le idee che lotteranno per sempre contro ogni ingiustizia sociale. Contessa sono quelle amicizie che sanno ancora intonare ricordi e speranze. RIP Paolo Pietrangeli!

di Luca Ferrari

Le lotte "rosse" di un tempo piangono Paolo Pietrangeli (Roma, 1945-2021), autore e interprete dell'immortale Contessa, riproposta e resa ancor più celebre dal cantautore emiliano Francesco Guccini e la band dei Modena City Ramblers. Il mio vissuto mi ha portato molto tardi a scoprire questa canzone, quando noi, figli di Repubbliche Marinare differenti, c'incontrammo nella 'ulla del Rinascimento. Ancora oggi ripensiamo a quei giorni, cantando decisi le strofe rivoluzionarie di Contessa in un presente dove magari andiamo tutti all'università, ma sul fronte dei diritti dei lavoratori abbiamo fatto decisivi balzi indietro.  

"[...] ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,
nessuno più al mondo dev'essere sfruttato [...]", sono le belle parole di Contessa (1966), ben lungi dall'essere realizzate. A dispetto delle tantissime battaglie fatte per tutelare i lavoratori, l'Italia è come sempre una nazione tragicamente divisa, con categorie rappresentate e altre che nemmeno provano ad alzare la voce. E a dispetto di ciò in cui ancora molti credono, il 2021 non è più il tempo delle grandi manifestazioni. Protestare non significa ottenere. Ci si fa forza l'un l'altro, ma non si va da nessuna parte e i padroni fanno sempre più quello che vogliono.

"[...] Se il vento fischiava ora fischia più forte
le idee di rivolta non sono mai morte;
se c'è chi lo afferma non state a sentire,
è uno che vuole soltanto tradire [...]", e questa è una verità sacrosanta ma le idee non bastano per cambiare un mondo arrivato al punto dal demonizzare perfino il sacrosanto diritto di andare in ferie. Un mondo dove puoi evadere miliardi senza conseguenze, ma se sgarri pochi euro nella dichiarazione dei redditi, ti ritrovi con migliaia di euro da pagare. 45 anni dopo la nascita di Contessa, noi straccioni stiamo ancora più male di allora. A quel tempo almeno credevamo nel cambiamento, oggi non lo so proprio più...


SULL'ARGANO DELLE NOSTRE MANI VICINE

esproprio intellettuale, capostipite e rivoluzionario … c’era la fabbrica e le miniere… ci sono le armi, i campi elisi nemmeno menzionati è più facile parlare di morale o rispondere senza violenza... sarebbe più persuasivo spostare binari o lasciare le nuvole dove stanno? Ma tu lo hai capito in che direzione ci sta travolgendo il mondo? da qualche parte so che c’è un’amica che ogni giorno  ha voglia di confidare quei sogni grandiosi a cui abbiamo appena sussurrato la buona notte... ... e io almeno so che da qualche parte del Pianeta c’è un’amica che ogni giorno fa crescere una minuscola e meravigliosa porzione di mondo assoluzione di risposte… perché dovremmo ancora lottare... perché non è tutto già finito... Perché non dovremmo più credere alle vostre rassicurazioni Lasciarsi andare, e poi riapparire… lo hai fatto tu, lo abbiamo fatto noi… Nel frastuono di un fischio sempre più tenue, il sorriso deciso risveglia la pace riottosa... (Venezia, 22-23 Novembre ‘21)

Modena City Ramblers, Contessa

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