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Visualizzazione post con etichetta John Lennon. Mostra tutti i post
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martedì 3 novembre 2026

Dear John Lennon...

John Lennon nel videoclip di God

I don't believe, I just believe... Già, in cosa credo? John Lennon stila un elenco di tutto ciò in cui non crede nella poetica God, tralasciando l'unica cosa che conta davvero per lui. 

di Luca Ferrari

Una fatidica data si sta avvicinando. Mi pare impossibile e per più ragioni. In primis per l'aspetto, soprattutto confrontandolo con i cinquantenni che vedevo quando io avevo 16-17 anni, ad esempio. Poi la memoria. Mi ricordo tutto. Troppo. E per questo mi pare surreale pensare di essere davvero un "signore di 50 anni". Non voglio dire che mi senta un ragazzino, per carità, ma insomma, tutto è molto strano. Sento di aver vissuto tante vite e di averne perdute ancora di più. La prima morì nel modo peggiore, a 18 anni, poi ci fu un quadriennio di sfiancante e lacrimosa immortalità sentimentale, dal 1995 al 1998: in quel periodo venne fuori tutto quello che avevo nascosto alla mia vita, definendo chi fossi. Lì nacque un'altra persona. Allora fui obbligato a rinascere ma fu dura. Scelsi la strada più aspra, convinto che la felicità non sarebbe mai più tornata e questo fu uno sbaglio. Uno sbaglio che ancora oggi mi porto dentro. Mi fa male pensare che tanti anni nella mia vita si sono consumati tra una malinconica sigaretta, una canzone e un pezzo di carta su cui impressi i miei epitaffi passeggeri, ma quello sono stato io e una parte di me lo sarà sempre. 

Non voglio fare un sunto della mia esistenza anche perché sarei spietatamente sincero e certe cose mi accontento di non averle mai risolte, preferendo tenerle solo e unicamente per me. Il più grande rimpianto della mia prima vita è stata l'assenza d'amore per gran parte della mia vita. Quando tendi la mano nell'oscurità e senti solo il vuoto ingigantire le voragine delle tue guance segnate, qualcosa ti penetra dentro e nulla sarà più come prima. Di quel tempo non potrò mai dimenticare una vigilia di natale alla deriva. Un ragazzino fragile, vulnerabile e troppo sensibile. Sarà per questo che il natale lo vorrei sempre e solo passare con mia moglie e mio figlio. A un certo punto però, qualcosa cambiò. Mentre il sangue era diventato il quotidiano della mia solitudine, alcune persone straordinarie attraversarono il mio cammino. Non so cosa stiano facendo in questo momento, e non so dire perché non lo sappia ma vorrei tanto che sapessero che non le ho dimenticate e che quando penso a loro, riesco perfino a sentirmi bene ripensando a quegli anni. Vent'anni fa circa è cambiato tutto e dieci anni dopo nacque qualcosa di ancor più meraviglioso nelle nostre vite.

God di John Lennon la conobbi grazie a un grandissimo appassionato dei Beatles. Le immagini del passato di Lennon mi colpirono tantissimo fin dalla giovanissima età, cosa analoga avvenuta ancora prima con la emblematica No Easy Way Out di Robert Tepper, quando Rocky ripensa al passato. Già, il passato. L'ho guardato per gran parte della mia vita e ancora oggi ha molto da dire. Una volta registrai la mia voce sopra questa canzone su una cassetta e la spedii a dei miei amici con cui avevo condiviso un segmento importante di vita, per me finito male. La cosa bella è che anche in un momento di sofferenza, la sola cosa che mi era venuta in mente era di dire ciò in cui credevo: l'umanità. Un mio caro amico si diverte a dirmi che sono depresso. Lo sono stato, non c'è dubbio, ma per gran parte della mia vita sono stato arrabbiato, cosa che mi ha permesso di salvarmi. La rabbia non è passiva. Magari non ti porta da nessuna parte, però è comunque un'energia. 

Poco tempo fa una mia vecchia amica mi disse una cosa che mi ha molto inorgoglito e il cui succo era questo: "Non eri come gli altri che seguivano le masse, tu no. La tua solitudine era autentica. Non t'importava di quello che faceva il mondo". Quanto era vero, fin troppo. Le personalità musicali che si fusero nel mio essere fecero dell'onestà interiore il loro terreno di rivolta (emotiva) e io ero quello lì, lontano da tutti... Dolorosamente sincero. Tragicamente autentico. Amorevolmente abbandonato.

I don't believe in /... I just believe in raining
I don't believe in /... I just believe in regression
I don't believe in Bible/... I just believe in Spirit
I don't believe in /... I just believe in Theory
I don't believe in Hitler/... I just believe in 1995
I don't believe in Jesus/... I just believe in friendship
I don't believe in Kennedy/... I just believe in basketball
I don't believe in Buddha/... I just believe in running
I don't believe in Mantra/... I just believe in romance
I don't believe in Gita/... I just believe in breakfast
I don't believe in Yoga/... I just believe in footsteps
I don't believe in Kings/... I just believe in dawns 
I don't believe in Elvis/... I just believe in immortality
I don't believe in Zimmerman/... I just believe in Canada
I don't believe in the Beatles/... I just believe in human beings
I just believe in me, Yoko, and me, and that's reality/ I just believe in all of us
The dream is real, The dream is us

DALLA MIA CASA


Vanificare una domanda,

simpatizzo per un’esitazione… aspetterò

la vostra dolcezza

prima di addormentarmi.

Vi guarderò 

con tutto l’amore che possiedo,

immaginando di essere stato 

insieme a voi

prima che tutto cambiasse


ho distrutto

ciò che mi faceva male,

i miei dialoghi

sono stati un privilegio

delle ombre


sono ancora invisibile

ai loro occhi

se non fosse per la gioia

del domani più innocente


il tempo degli errori

non ha mai cancellato 

la poesia dell’aldilà… 


Tutto è stato più facile

dopo allora, perché sapevo

che cosa non ero più io


Tutto è stato più

oscuramente facile dopo allora

perché sapevo

che io ero dolorosamente

libero


…ed ero lì, dove tutti potevano vedermi

e nessuno si avvicinava


la voragine

della poesia interiore

è stata un fiore

incontrollato, una tempesta

nascosta

nel cortile di una carezza

(Venezia, 4 Novembre ‘26)

John Lennon - God


lunedì 3 dicembre 2018

Come riuscite a dormire la notte?

John Lennon nel videoclip della canzone How Do You Sleep?
Un governo sempre più razzista prosegue la sua crociata contro il diverso mentre l'altra metà del potere tace vigliacco e collaborazionista. John Lennon vi avrebbe chiesto: come riuscite a dormire la notte?

di Luca Ferrari

L'Italia continua nella sua missione anti-straniero. Il suo passato da poveracci col le pezze al culo è stato cancellato. Erano gli anni del Dopoguerra quando in molti locali del Nord Italia era vietato l'ingresso ai "terroni". Oggi il nemico pubblico delle erudite società tricolore è l'immigrato. Non importa se ha dei diritti (internazionali), lui qui non deve più entrare. Uno dei partiti al governo, la Lega, ne ha fatto la sua bandiera. L'altra metà invece, il Movimento 5 Stelle, tace e acconsente. Vota collaborazionista come sanno fare solo i vigliacchi che non hanno il coraggio di controbattere la voce del padrone. Oggigiorno, anche chi ne avrebbe diritto, si troverà prestissimo a vivere una situazione ben diversa.

E in mezzo a questo giogo del "noi abbiamo sempre ragione e loro sempre torto", come sempre ci vanno di mezzo gli ultimi, in questo caso i migranti, mentre i penultimi si scannano su quale padre sia stato il più scorretto nel gestire i propri lavoratori, e le orde di benpensanti fanno dell'Europa il male in Terra dimenticandosi, evidentemente seduti sulle comode poltrone del potere, quanto le mafie nostrane siano ben infiltrate nei palazzi decisionali. Per chiunque voglia venire in Italia dunque, a meno che non sia pieno di danari, non c'è che una strada: non farlo. Qui non sono i benvenuti. Qui non c'è posto per loro. Qui c'è posto solo per chi comanda e i propri birilli obbedienti.

Tra pochi giorni sarà l'anniversario della morte di John Lennon (1940-1980), ucciso l'8 dicembre a New York da Mark Chapman. Non esiste modo migliore di commemorare il cantautore inglese del farsi ispirare ancora una volta da una sua canzone, How Do You Sleep?, tratta dall'album "Imagine" (1971) e indirizzata (non velatamente) all'ex-amico Beatlesiano Paul McCartney. Questa volta invece la rivolgo a tutti quegli ipocriti che sono bugiardi perfino con il proprio albero genealogico. Persone squallide che per interesse, convenienza o peggio, indifferenza, non hanno il coraggio di guardare in faccia e dire no: io scelgo l'umanità.


ANCORA QUEL NOI E LORO… ancora!

Imperi di sangue,
la pietà non è mai stata
nel loro vessillo… Oggi
ci sono altri esseri umani
ma un modo
per incolparli di ciò che accadeva
prima della loro nascita,
lo hanno già trovato… Oggi
non c’è la vostra razza
davanti all’insegna di un caffè,
oggi le barricate
… Oggi per voi
non c’è nessun raccoglitore… Non
gl’importa della vostra storia
perché sono troppo presi
a urlarmi che hanno
ragione loro… Non gl’importa
del vostro sangue
perché devono scrivere sulla rete
che sono belle persone,
e si commuovono
per il beauty case di un chihuahua…
Stanno dicendo al mondo
che esistono loro e voi
… E tutto questo
non ci fa ricordare
ancora niente… Siamo schiavi
dei sorrisi, delle origini
di uno slogan… Siamo
padroni di una terra con troppi fili… Tu
cosa vuoi dalla mia casa?
Sei un ladro, un sovversivo,
un integralista, uno stupratore… Tu
che cosa vuoi dalla mia patria?
Di che cosa mi vorresti privare?
Ho messo le inferriate
e armato le mie finestre...
Non ho aperto al postino
perché aveva sbagliato citofono… Mi
sono chiuso in un bunker
e ci rimarrò fino all’ora
della tisana serale… Ci sono loro
e gli altri, ed è solo questione
di tempo perché ricominci tutto
(Venezia, 3 Dicembre ’18)

John Lennon canta How Do You Sleep?

John Lennon nel videoclip della canzone  How Do You Sleep?

mercoledì 16 agosto 2017

Woman, io sto con Laura Boldrini

la Presidente della Camera, Laura Boldrini
Odio, insulti online della peggiore specie. Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha detto basta. Aggiunga pure alla sua reazione questa poesia e questa canzone di John Lennon. #iostoconLaura

di Luca Ferrari

Laura Boldrini insultata, ogni giorno sempre di più. Online ovviamente e debita distanza, in quelle piazze volgari che troppo spesso sono diventate i social network, Facebook in particolare. Adesso la Presidente della Camera è passata al contrattacco. Adesso la Presidente Laura Boldrini ha deciso di reagire. La libertà di parola è una cosa, la bieca volgarità un'altra. Qualcuno lo sa che la violenza sulle donne inizia da qui? Qualcuno ha mai riflettuto che la violenza inizia anche solo pigiando degli "innocui" tasti (che non sono)? A tutta la vostra bile bavosa io rispondo così. A tutto il vostro eiaculato latrare, vi rispondo così:

DAL RECINTO DELLA VOLGARITÀ DI PAROLA

vorrei sapere
quale sia il tuo nome
prima di cominciare a insultarti... ehi,
non so cosa tu stia facendo
ma ti offenderò lo stesso... la massa
mi hai detto cosa fare
e io che sono libero nel mio salotto
posso coraggiosamente dirti
cosa penso di te

la rete e la televisione
hanno detto che sei la mia peggiore nemica
... non c'è bisogno
di fare la fila... non c'è bisogno di venire
sotto le tue stanze... oggi il progresso
è la comodità
della mia efficiente inquisizione

non ho bisogno
di sapere quello che fai
ma tramanderò ugualmente
quello che penso di te...

… clave sporche di bava, doppiopetto
sempre aggiornato... schiamazzi putrefatti
trasformati
in cenere minatoria... raschiamenti
e latrati... siamo contenti
e soddisfatti... adesso
che sei il loro capro espiatorio
ogni parte bassa
si potrà rilassare tra riquadri colorati,
fetide condivisioni
e  indigestione
di fluttuanti arance meccanizzate
...
adesso che la vostra gola
è ancora tronfia
da parole che non sapreste ripetere
neanche a 1000 km di autentica distanza,
siete pronti
per ricominciare?... adesso, Donna,
tocca a te... adesso Donna,
scrivo io e parliamo noi

                                                  (Venezia, 16 Agosto '17)


Woman, by John Lennon

martedì 23 maggio 2017

Falcone e Borsellino, Working Class Heroes

Billy Joe (Green Day) nel videoclip di Working Class Hero

Non basta una commemorazione abusata per volere davvero la verità. Cari giudici Falcone e Borsellino, voglio credere che saremo CAPACI di fare qualcosa di più di onorare la Vostra memoria.

di Luca Ferrari

Il 23 maggio 1992 il giudice Giovanni Falcone venne brutalmente ammazzato dalla mafia di Cosa Nostra. Neanche due mesi più tardi sarebbe toccata la stessa tragica sorte al collega Paolo Borsellino. Puntuale anche quest'anno si sprecano elogi delle autorità da tutte le latitudini. Paolo e Giovanni non possono più fare male a nessuno. Non hanno più segreti da condividere. Loro sono morti, e allora si può glorificarli. Diamo pure voce al passato, perché tanto quello non cambia. L'importante è che il presente taccia e non reagisca. Mai

SOLO CAPACI DI ONORARE IL PASSATO

c'è una notte per ciascuno
di noi... noi non lo volevamo sapere
ma ci avevano avvertiti

non racconterò la storia
che loro vi tramanderanno
… non racconterò mai
la fine che vi hanno fatto fare
senza fare della mia braccia
un punto di domanda
al veleno più letale..

sono stati abbandonati
e oggi quegli stessi vi rimpiangono...

gronda il sangue del risveglio,
ma tanto è comunque
lontano... loro sono morti
e dunque adesso possiamo
onorarli... non racconteranno più al mondo
i vostri segreti
e dunque possiamo tramandare contriti
che loro li avevano scoperti...

non me ne faccio niente
dell'immortalità
se poi i miei nipoti saranno schiavi
come lo sono ancora io...

non me ne faccio niente
delle celebrazioni
se poi le ossa delle maschere rosee
smerciano libertà dorate
come il più nobile
dei sentimenti da applaudire

non vi possono più colpire
e allora innalziamo
un altro simulacro... se adesso
fossero in mezzo a noi
sareste ancora così sorridenti?

siamo solo CAPACI
di uccidere, giurare che non accadrà più
e onorare il silenzio... buona agonia,
mio ignobile presente
(Venezia, 23 Maggio '17)

Working Class Hero, by Green Day

i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

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