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| Un arrabbiato Bruce Springsteen canta Streets of Minneapolis |
Se c'è da mettersi in prima linea, il Boss ci sarà sempre. Bruce Springsteen è sceso nelle Streets of Minneapolis, deciso a difendere l'America dalle violenze dell'ICE e di Donald Trump.
di Luca Ferrari
Gli Stati Uniti sono sotto attacco, colpiti al cuore dalla più grave delle minacce: un presidente prepotente che se la prende con i più deboli, deportando i suoi concittadini e autorizzando un uso indiscriminato della violenza. Questo "signore" manda le milizie violente dell'ICE per le strade con licenza di uccidere senza pietà, com'è avvenuto per gli inermi Renée Nicole Good e Alex Jeffrey Pretti. Questa è la nobile America di Donald Trump e qualcuno ha qualcosa da dire. La grande tradizione del rock politico americano non è rimasta a guardare. Ha scritto e suonato, a cominciare da un uomo che ha fatto delle sue canzoni un manifesto di politica umana: Bruce Springsteen. La linea Trumpiana è quella della minaccia e dell'aggressione contro chiunque non la pensi come lui. Il Boss e altri musicisti come Tom Morello (Rage Against The Machine) sono scesi per le strade di Minneapolis, imbracciando le loro chitarre per sfidare apertamente l'inquilino (sgradito) della Casa Bianca.
CI SCHIERIAMO IN QUESTA TERRA
... le oche marciano ancora... si
sono avvicinate
sparando senza pietà
... hanno premuto il grilletto
mentre era immobile a terra...
Nessuno fa più caso ai propri occhi?
...non mostrano le facce
perché sono il volto dell’ingiustizia… Quelli lì
sono stati messi sui treni
e spediti oltre confine... e quel bambino senza più lacrime né cappello né peluche
non farà più ritorno
Testosterone contaminato... Risatine replicanti, fradicia venerazione
di Guantanamo e Abu Ghraib…
Incontinenza di umanità, se ne vanno in giro
come se il mondo fosse un obelisco
prostrato alla violenza più legalizzata... non
ci sono finestre
né nuvole passeggere, alla loro tavola solo letame cerebrale di vomito padronale…
un cocktail di polvere da sparo
e l'ignoranza più servile
il popolo è stufo, presto ve ne accorgerete
…
il popolo è arrabbiato,
presto reagirà
…
il popolo non aspetterà
un altro caricatore ben oliato…
Dove li porterete i prossimi?
A quale verdastra e perversa divinità
avete fatto stuprare la vostra anima?
Credete davvero che la massa
rimarrà inerme per sempre?
...Siete andati a rubare
la loro terra e poi c'è stato
il Ku Klux Klan…
è la cacofonia della storia... Il
popolo è pronto per ricominciare
senza nessuno di voi... mai più
(Venezia, 1 Febbraio ‘25)
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| Bruce Springsteen canta Streets of Minneapolis |
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| Le proteste del popolo americano nel videoclip Streets of Minneapolis |
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| Bruce Springsteen canta Streets of Minneapolis |









