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| Kurt Cobain (1967-1994) e sua figlia Frances |
Il giorno dopo. Il giorno dopo la fine. Il giorno che segnerà per sempre la fine di una vita. In the sun, Married, Buried singhiozza rabbioso Kurt Cobain in All Apologies.
di Luca Ferrari
E adesso?... Ci sono momenti nella vita che cambiano la percezione della nostra intera esistenza. Spartiacque che ti fanno comprendere come da un determinato momento in poi tutto sarà diverso e non ci potrà essere più ritorno alla normalità. Nulla sarà più come prima. Il passato viene totalmente ridisegnato e il futuro... Quale futuro? Mancavano ancora poche settimane e sarebbe potuto essere un nuovo inizio ma non era possibile. Poco dopo il suicidio di Kurt Cobain venne trasmesso uno speciale di una mezz'oretta circa che si concludeva sulle note di All Apologies. Avevo 18 anni all'epoca ma un'immagine mi è rimasta dentro da allora. Non il Kurt sul palco. No, Kurt con un cucchiaino in mano mentre cercava di dare mangiare alla sua piccolina, Francis Bean, in braccio alla mamma (Courtney Love) e la creaturina che faceva una dolce movenza di rifiuto. Non si si vedeva il volto di Kurt, di spalle/profilo e coperto dai capelli lunghi.
All Apologies non è mai stata una delle mie canzoni preferite dei Nirvana, meno che meno la sua versione Unplugged. Tra le ultime tracce dell'intenso album In Utero (1993), l'ho sempre preferita rock e distorta dove la dolcezza di certi versi si amalgamava meglio con la rudezza melodica del suonato. Non avendo trovato il video, ho optato per postare da YouTube un tributo che mostra varie immagini della band, avvicinandosi di più ai miei ricordi. Quell'immagine di padre-figlia in qualche modo fotografava tutta la mia fragilità contesa tra buio interiore e innocenza di vita. All Apologies. "I wish I was like you/ Easily amused" ammetteva candidamente Cobain. Poche parole di straordinaria schiettezza umana-sociale: "Vorrei essere come voi, che vi divertite con poco". Introspezione massima e poi quel finale. Ripetuto, ossessivo. Quasi ipnotico. "All in all is we all are - Dopotutto è tutto ciò che noi tutti siamo".
OLOCAUSTO INTERIORE
Un po’ di brezza ci doveva
essere stata… lo sai bene,
quei passi
non inizieranno una nuova stagione
di vasche e sangue…
non ho tentazioni,
ho in mente solo la nostra casa
a cui fare ritorno…
ho sempre qualche bastoncino
che mi porto dietro
chissà chi
mi avrà incontrato il giorno dopo,
mi sarò nascosto
come facevo sempre? Sarà
accaduto anche a me…
voglio ancora tornare indietro,
ma solo per arrivare
a questa stessa vita,
ma in modo diverso
Come si poteva andare avanti?
… ricordo solo la stoffa abusata
e il desiderio di chiudere
gli occhi, il colorito castano
di una sorpresa
senza eccitazione... fuori posto ovunque
a parte i miei pensieri più inevitabili
la vita non c'era più… dissolta per sempre…
sui polpastrelli,
tracce disgregate di una carezza
senza più una terrazza
dove immaginare un tramonto
e chiunque insieme a me …sì, guardami quello che sto facendo
perché non è mai stato (Venezia, 16 aprile ‘26)
Nirvana, All Apologies tribute








