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Visualizzazione post con etichetta Stone Temple Pilots. Mostra tutti i post
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giovedì 2 aprile 2026

Big Bang "Stone Temple Pilots"

Stone Temple Pilots: Robert De Leo e Scott Weiland nel videoclip di Bing Bang Baby

Big Bang Baby è una passeggiata sonora in un mondo sempre più mainstream. Una poesia d'amore non corrisposta. L'ultimo etereo sussulto degli Stone Temple Pilots.

di Luca Ferrari

Una giornata primaverile in attesa della pioggia e un portico dove ripararsi. Parlando, fumando una sigaretta. Il 26 marzo 1996 uscì il terzo album degli Stone Temple PilotsSongs from the Vatican Gift Shop (Atlantic, prodotto da Brendan O' Brien). All'epoca non ancora 20enne, attendevo con ansia l'uscita di questo disco. Scott Weiland era un'anima sofferente e la sua musica era intrisa di molti di quei valori che avevano mutato la mia vita. Dopo un primo rapido ascolto, Big Bang Baby mi conquistò più di tutte. Merito anche di un video talmente semplice e per certi versi banale, da rasentare l'incredulità: i quattro musicisti suonano, un televisore viene buttato a terra e due tizi con una maschera da gorilla ballano scomposti,  prendendosi alla fine a bottigliate. La canzone contro il mainstream aveva un ritornello accattivante: "I wanna cry, but I gotta laugh - Vorrei piangere ma devo ridere". Atmosfera a metà strada tra anni '60 e anni '70, e lì nel mezzo una band da San Diego, California, associata fin dai loro esordi alla scena musicale di Seattle.

Difficile guardare la copertina di Songs from the Vatican Gift Shop senza ripensare al tempo della sua uscita. Un'epoca fragile dove bastava una strofa per immaginare un mondo meno distruttivo e votato a una semplicità HarvestMooniana. Un'epoca dove la sincerità di una lacrima sembrava (doveva) avere il potere di cambiare le sorti di qualsiasi destino. Un'epoca dove l'attesa vicino a un ponte panoramico nascondeva molto di più di un incontro senza paracadute. In tutto questo Big Bang Baby fu una delle illusioni più ipnotiche. Scott Weiland (voce), Eric Kretz (batteria), i fratelli Dean (chitarra) e Robert DeLeo (basso) sono giovincelli alle prese con l'età adulta. Un'epoca che ormai stava lasciando il passo a un futuro che non aveva nemmeno la gomma da cancellare. Big Bang Baby era l'ennesimo tentativo solitario di indirizzare il mondo verso una dichiarazione di esistenza. 

Big Bang Baby degli Stone Temple Pilots è una dimensione sonora stritolata tra il sogno dell'amore e una vita che poteva solamente deragliare. Un fiore inespresso ed esposto alle storie disarcionate di un tramonto senza più petali né adesivi temporanei. L'aneddoto di un cambiamento che non tutti eravamo pronti a far brillare dentro di noi... 

MANO NELLA MANO CON L’ALDILÀ

i colori della natura

di una collana… le mani strette

nel silenzio di una passeggiata,

oh...sarebbe fin troppo oltraggioso

prendere in giro il mondo

e poi allontanarsi in tutta fretta?…


e io non posso dire

di essere stato

ciò che pensavo sarei dovuto

essere… e io non posso

proprio dire

che il colore della mia pelle

abbia fatto giustizia


se adesso varcassi

nuovamente quelle porte ,

che cosa troverei?

V’importerebbe davvero

se fossimo ancora

ciò che oggi non siamo più…


ci sono state stagioni

di cui fummo i soli a portare le urne,

rocce ammalianti

dove le fiabe

erano domani che nessuno

aveva più voglia di immaginare...


dove potrei andare

se c’incontrassimo ancora?

Forse potrei costruire

una collina

e lanciarmi a massimo volume sulle ruote opposte

… e tutta la serenità

del mio presente

è ancora violentemente intimorita

dalla profondità 

che ho sempre tenuto per me,

all’inizio di ogni graffiante addio amorevole (Venezia, 2 Aprile ‘26)

Big Bang Baby, Stone Temple Pilots

sabato 27 maggio 2023

Velvet Revolver, incendiaria Slither

I Velver Revolver in Slither

Rock potente e adrenalinico. Il 24 maggio 2004 venne pubblicato Slither, primo singolo del super-gruppo Velvet Revolver, con Scott Weiland, Slash e Duff McKagan.

di Luca Ferrari

C'era un tempo in cui pensavo di dare riposte alla mia vita ascoltando una canzone e scrivendo una poesia. Slither dei Velvet Revolver fu una delle illusioni peggiori. Ultimo baluardo di un'esperienza di vita ormai agonizzante, vidi in quella band l'adrenalina necessaria per riprendere la corsa. Non arrivai neanche a un quarto di strada. La benzina era finita da un pezzo. Le soffici colline erano diventate sterili paludi di pietra e rancori insostenibili. Il ghiaccio dove un tempo danzavano speranze di ingenue primavere, cunicoli di spine sferzati dalle correnti più velenose. Slither scorticò le mie ultime lacrime, poi si ritirò, giurando a se stessa che un giorno sarebbe tornata. Quel giorno è arrivato.

I primi anni 2000 diedero l'illusione che il rock potesse tornare a dettare legge. Ad alimentare questa sensazione, due super band nate a distanza di pochi anni. Nel 2002 Soundgarden e Rage Against the Machine unirono le forze vocali-musicali, dando origine agli Audioslave con Chris Cornell alla voce, e gli ex-RATM agli strumenti: Tom Morello, Brad Wilk e Tim Commerford. L'inizio fu tano pirotecnico quanto dirompente. Non fu da meno l'accoppiata Guns 'n Roses-Stone Temple Pilots, che vide gli ex GNR Slash, Duff McKagan e Matt Sorum unirsi alle tormentate corde vocali di Scott Weiland insieme al chitarrista Dave Kushner (Wasted Youth).

Primo album della band, Contraband (2004, RCA Record), il cui primo possente singolo è Slither, pubblicato il 24 maggio 2004. Un rock a dir poco incendiario capace di far venire una voglia incontrollata di decibel. Se Weiland non brillò mai di chissà quale salute e in quella fase della sua vita era ancora molto emaciato e più magro di una volta, Slash e Duff sembravano aver fatto un patto col diavolo (del rock and roll). Entrare in sintonia con questo disco, cominciando proprio da Slither, è qualcosa di incredibilmente naturale. Poco importa se alla fine del viaggio, l'oscurità si farà irreversibilmente attraente, questo è il tempo per immortalare nella notte anche il più grande dei dirupi abdicati. Vedo i demoni indietreggiare. Innesco una reazione.

IL TEMPO DEL FUOCO HA CHIAMATO LA MIA FERMATA

vuoi sapere

il numero delle Pandora

che ancora

adornano la dimestichezza

sugli spigoli

incastrati tra le dita della mia

mente

tutti i sogni

che avevo tenuto lontani

per quel tempo erano già

desiderosi di fare fagotto….

riassunti di fortezze

e contraccettivi senza forma

né nuvole

a cui poter rivolgere una coccola

un indizio

è una luce

non ancora dimenticata

… una premessa

non è quello

che io intendo

come dichiarazione

di onestà opprimente

… dici

di sapere cosa sia la forza?

Sono sempre più spudorato

e ho bene in male

quello

che non sono mai diventato

… dici di conoscere

il veleno

che ho trattenuto dentro di me

quando sapevo inchinarmi

a ogni corda appesa…

sono sempre io quello

incapace di strisciare

sulle luci 

né mezzi di soccorso?

Ho rinunciato ai peccati

nel momento stesso

in cui nessuno di voi

ha più avuto la forza di continuare

le mie parole

                                 (Venezia, 27 Maggio ‘23)


Velvet Revolver - Slither

domenica 20 febbraio 2022

The Doors-Scott Weiland, uniti per Five to One

Scott Weiland canta Five to One insieme ai Doors

L'ennesimo e vigliacco atto di bullismo sul singolo. E la società dov'è? Sale la potenza (e la rabbia) di Five to One. Insieme ai Doors c'è Scott Weiland. Ascoltate queste paroline...

di Luca Ferrari

A quando il prossimo suicidio per bullismo? Ma è possibile che ancora oggi in Italia non ci siano soluzioni immediate per arginare questo tragico fenomeno sempre più dilagante? Alla lettura della notizia di una ragazzina tormentata da più di un anno e picchiata da 10 che l'hanno presa alle spalle, mi è tornata in mente la possente Five to One della rock band californiana The Doors. Ma invece che affidarmi alla versione originale con Jim Morrison (1943-1971), per scrivere qualcosa su questa vicenda, ho voluto affidarmi all'ugola rauca di Scott Weiland, inimitabile voce degli Stone Temple Pilots e Velvet Revolver.


Sarà anche per i miei infelici trascorsi, ma quando sento di questi episodi, una KillBilliana luce si attiva pericolosamente dentro di me. Ciò che oramai mi sorprende però, non è più l'atto in sé, ma come ci si possa sentire forti nel fare del male in tanti contro uno. Qualcosa anche di VascoRossiana memoria (Mi si escludeva). Oltre a questo, l'altro aspetto inquietante è l'immobilità della società, arrivando ad agire solo in casi davvero estremi e con l'adolescente di turno, ormai portato/a allo sfinimento, come è accaduto di recente alla tredicenne di Ardea, che non vuole più tornare a scuola. In questa devastante solitudine, provo col rock a dire qualcosa.


Tra i primi eterni sussulti musicali dei Pearl Jam, ci fu Jeremy, canzone scritta di getto dal cantante Eddie Vedder in memoria del giovane Jeremy W. Delle, suicidatosi in classe proprio a causa del bullismo. Altra anima musicale tormentata, Scott Weiland (1967-2015) incarna con dolorosa convinzione la celebre Five to One insieme agli altri tre musicisti originali dei Doors. In piena epoca dei figli dei fiori, Morrison cantava: "They got the guns/ but We got the numbers - Loro hanno le pistole, noi i numeri" ... Adesso credo che non abbiamo più nemmeno quelli, ma è tempo ormai di trovare soluzioni e reazioni che non lascino più spazio all'apocalittica solitudine di quei giovani, che non sapranno mai rialzarsi da soli. Mettete Five to One adesso, e leggete...


SULLE TRACCE DELLA MIA SOLITUDINE IMPLOSA

A chi tocca oggi? … volete le mie generalità? mi è accaduto tante taciute volte e forse accadrà ancora… fate attenzione alle mie tasche, non ci sono più guance solo incastri di iridi e sangue le vostre tracce sono ovunque, ma nessuno le vuole seguire… che cosa dobbiamo fare? vi siete organizzati per bene? … somma estrema di centimetri nello sgonfiarsi a precipizio sto venendo per voi, e non ho nessuna intenzione di parlare … non amo la compagnia chi è stato scelto per strofinare il fango delle vostre griffe? … la strada senza ritorno non è un’invenzione, e le mie nocche non sono testimonianze di alcuna emozione (e)voluta dove sono, dove siete stati? … chi le sarà accanto da quell’ultimo giorno a questo secondo appena tramortito? non lo sapeva nessuno, lo sapevano tutti.. lo sapevano tutti… nessuno diceva… è tutto così debolmente umano... è tutto così irrimediabilmente ignorato Sopravvivenza, ti rifiuto… Sopravvivere, non ricorderò più così le prime strisce pedonali delle nostre vite…

(Venezia, 20 Febbraio ‘22)

The Doors feat. Scott Weiland - Five to One (live)

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