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| Metallica, Reload... and my past life |
"[...] E non posso sopportare di vedere ciò che ho sono diventato... Così oscuro e logorato [...] ". A tu per tu con la propria anima, i Metallica si confessano nella toccante Low Man's Lyric.
di Luca Ferrari
Ombre di solitaria tempesta. Racconti troppo vividi per far credere sia stato solo un'escursione extraterrestre. Da quando Live on Two Hands assunse la sua fisionomia definitiva, ho quasi sempre cominciato dalla parte testuale ispirata dalla canzone di turno e solo alla fine, lasciando emergere la poesia più istintiva. Questa volta è andata diversamente. Low Man's Lyric è una delle canzoni più sconsolate e malinconiche dei Metallica. Se ci penso, rivedo ancora scampoli di abbandono ancorati ai fondali di fine 1997 e profondo 1998. La parola lyrics ha sempre avuto una fortissima impronta su di me. Le lyrics sono le parole di un testo musicale, quello che ho sempre ritenuto di saper creare. Fin dai tempi della mera forma anglofona, le mie parole sono sempre state lyrics. Reload (1997) fu un album ancora più cupo del precedente Load. Canzoni come The Memory Remains e la "sacrilega" The Unforgiven II sentenziarono in modo definitivo che il mio vecchio mondo ormai non importava più a nessuno.
Low Man's Lyric è una notte d'inverno, saltando da una sponda all'altra del Canal Grande. Low Man's Lyric è un sorriso mai diventato carezza. Low Man's Lyric è la cenere di un legame senza domani. Low Man's Lyric è un'orma solitaria, offuscata e troppo usurata per ripararsi con il perdono dell'oceano...
“And I can’t bare to see What I’ve let me be/ So wicked and worn…”
Low Man’s Lyric
e tutto quel dolore nascosto
di cui nessuno
parlerà mai più… e tutte
quelle onde
che si areneranno
su ricordi
mai abbastanza forti
per incentivare
il momento del loro presente
ci saranno sempre stanze segrete
di cui potrò farti vedere
solo la mia lontananza
ci saranno sempre gradinate
dove io starò scappando
senza pesi a facilitare la fiducia
nel mio domani
forse non mi vedrai
mai piangere davvero
perché su quei giorni
ho sempre voluto
che le mie ferite
trasformassero il sangue
in gracili escursioni
verso un mondo di rinnovata
serenità
da qualche parte
cammino ancora sul ciglio
del burrone,
portando avanti e indietro latte
senza incontrare mai
quei mercanti del tuo passato
e non ci furono solo fondali
in quel abbandono
scioltosi sul disegno di un riflesso
esangue… avrei voluto
che molto fosse andato diversamente
… non ho mai voluto
togliermi di dosso quella pioggia
(Venezia, 29 Gennaio ‘26)
Low Man's Lyric (Metallica)

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RispondiEliminaEl Dr. Jekawo es un curandero tradicional que me recomendó un amigo después de muchos años de herpes y de mi situación matrimonial. Sin embargo, después de conocerlo, me ha ayudado mucho en consultas espirituales. Además, cura todo tipo de enfermedades. Dejaré su información de contacto a continuación para que pueda ayudar a alguien más. Contacte con el Dr. Jekawo ahora mismo en el correo electrónico: drjekawo@gmail.com
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