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giovedì 29 gennaio 2026

In abbandono, Low Man's Lyric

Metallica, Reload... and my past life

"[...] E non posso sopportare di vedere ciò che ho sono diventato... Così oscuro e logorato [...] ". A tu per tu con la propria anima, i Metallica si confessano nella toccante Low Man's Lyric.

di Luca Ferrari

Ombre di solitaria tempesta. Racconti troppo vividi per far credere sia stato solo un'escursione extraterrestre. Da quando Live on Two Hands assunse la sua fisionomia definitiva, ho quasi sempre cominciato dalla parte testuale ispirata dalla canzone di turno e solo alla fine, lasciando emergere la poesia più istintiva. Questa volta è andata diversamente. Low Man's Lyric è una delle canzoni più sconsolate e malinconiche dei Metallica. Se ci penso, rivedo ancora scampoli di abbandono ancorati ai fondali di fine 1997 e profondo 1998. La parola lyrics ha sempre avuto una fortissima impronta su di me. Le lyrics sono le parole di un testo musicale, quello che ho sempre ritenuto di saper creare. Fin dai tempi della mera forma anglofona, le mie parole sono sempre state lyrics. Reload (1997) fu un album ancora più cupo del precedente Load. Canzoni come The Memory Remains e la "sacrilega" The Unforgiven II sentenziarono in modo definitivo che il mio vecchio mondo ormai non importava più a nessuno.

Low Man's Lyric è una notte d'inverno, saltando da una sponda all'altra del Canal Grande. Low Man's Lyric è un sorriso mai diventato carezza. Low Man's Lyric è la cenere di un legame senza domani. Low Man's Lyric è un'orma solitaria, offuscata e troppo usurata per ripararsi con il perdono dell'oceano...


“And I can’t bare to see What I’ve let me be/ So wicked and worn…” Low Man’s Lyric

e tutto quel dolore nascosto

di cui nessuno

parlerà mai più… e tutte

quelle onde

che si areneranno

su ricordi

mai abbastanza forti

per incentivare

il momento del loro presente


ci saranno sempre stanze segrete

di cui potrò farti vedere

solo la mia lontananza


ci saranno sempre gradinate

dove io starò scappando

senza pesi a facilitare la fiducia

nel mio domani


forse non mi vedrai 

mai piangere davvero

perché su quei giorni

ho sempre voluto

che le mie ferite

trasformassero il sangue

in gracili escursioni

verso un mondo di rinnovata

serenità


da qualche parte

cammino ancora sul ciglio

del burrone,

portando avanti e indietro latte

senza incontrare mai

quei mercanti del tuo passato


e non ci furono solo fondali

in quel abbandono

scioltosi sul disegno di un riflesso

esangue… avrei voluto

che molto fosse andato diversamente

… non ho mai voluto

togliermi di dosso quella pioggia

(Venezia, 29 Gennaio ‘26)


Low Man's Lyric (Metallica


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