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lunedì 24 febbraio 2025

Noi insieme e... Nothing Else Matters

Metallica - Nothing Else Matters

Conta solo chi amiamo... me lo sussurra la poetica Nothing Else Matters (Metallica), rievocando fradice ombre e "palleggiando" con il presente più sentimentale.
 
di Luca Ferrari

Se ripenso a Nothing Else Matters, mi torna subito in mente la tarda primavera del 1996 quando una mia amica s'infuriò col sottoscritto perché osai piazzare Always Be My Baby di Maria Carey con la 1° posizione nelle mie speciali classifiche musicali che all'epoca tenevo ogni mese, proprio davanti alla celeberrima ballad rock dei Metallica. Da allora questa canzone non ha più segnato alcun momento particolare della mia vita. Sì, ascoltata in varie occasioni, ma mai nulla di significativo, almeno fino a oggi. Tutto è accaduto velocemente e nel modo più spontaneo possibile l'indomani di una trasferta di pallacanestro del mio figlioletto, che come sempre ho avuto il piacere di accompagnare. Stamane, ripensando a quanto appena vissuto insieme a lui, mi sono uscite le parole di bocca di questa epica canzone. 

"[...] So close no matter how far/
Couldn’t be much more from the heart/
Forever trusting who we are/
No nothing else matters"

Parola d'ordine: spensieratezza. Il videoclip di Nothing Else Matters vede la band al gran completo: il chitarrista-cantante James Hetfield, il batterista Lars Ulrich, il chitarrista solista Kirk Hammett e il bassista Jason Newsted, alle prese con la registrazione della canzone e in generale del disco che la conteneva, il celeberrimo Black Album (1991), autentico punto di svolta nella carriera della band che li aprì al grande pubblico grazie a canzoni decisamente più orecchiabili come appunto Nothing Else Matters, ma anche Enter Sandman e The Unforgiven. Tutti sorridono, giocano e si fanno scherzi, in perfetta armonia con la musica. Mi è sempre piaciuta l'immagine di James e Lars sorridenti fuori dagli studios, presumibilmente in una pausa dalla registrazione e ancor di più Kirk, in chiodo, lunga coda (atipica) e berretto storto che aiuta finanziariamente un reduce. Anche il look dei musicisti è molto semplice. Jeans, t-shirt e poco altro. C'è aria fresca. C'è aria nuova. C'è semplicità d'anima.

Rock metal ma non solo. Il basket ormai è sempre più presente nella mia vita e l'aspetto più incredibile sono i continui riferimenti musicali che non smetto di trovare in quella che è stata la mia mia prima grande passione. Nel corso del videoclip di Nothing Else Matters, il possente bassista dei Metallica, Jason Newsted, viene (anche) immortalato mentre palleggia in corsa con lunga chioma al vento, basso a tracolla e tirando a canestro (mancato). La cosa non dovrebbe sorprendere visto che il buon Jason era originario del Michigan e venne fotografato con indosso una maglia dei leggendari Bad Boys (Detroi Pistons), di cui era tifoso. L'aspetto ancor più curioso di tutto ciò, è che la sfida sul parquet di mio figlio è avvenuta a Mira (Ve). Quella stessa "Mira" che prese il posto dell'epico ritornello "Master-Master" di Master of Puppets in una fantasmagorica parodia del Mirano Summer Fest per mano della DoliWood, con gran finale proprio sui Metallica.

"I NEVER OPENED MYSELF THIS WAY"


figlio mio,

adesso ti prendo ancora in braccio

la mattina

e ti aspetto sempre davanti a scuola


figlio mio,

vorrei poterti raccontare di più

della mia vita

ma non avrei abbastanza tempo per consolarti


figlio mio,

tutto è cambiato da quando ho iniziato a sorridere accanto a te


figlio mio,

questa è una testimonianza

della mia felicità

che nessuno mi potrà mai portare via


figlio mio, quando sono insieme 

a voi, nulla

ha più davvero importanza


figlio mio, ogni giorno

che torno a casa insieme a te

dopo un’incursione nell’ignoto

sono ancora più felice

di tutto ciò che siamo


figlio mio, non essere arrabbiato

con me se non ho più voglia

di salvare il mondo... figlio mio,

so che un giorno

questi momenti non ti aiuteranno

ma non ha importanza,

perché sarò comunque accanto a te


figlio mio, so che un giorno

te ne andrai per la tua strada

e i nostri nuovi ricordi

saranno sempre più avari

ma non ha importanza

perché adesso ho tutto quello

che provo… 

                                   (Mira-Venezia, 23-24 Febbraio ‘25)

Metallica - Nothing Else Matters

Nothing Else Matters (Metallica) - Jason Newsted
Nothing Else Matters (Metallica) - Lars Ulrich e James Hefield

martedì 21 gennaio 2025

1995-2025, trent'anni di rock e vita

Rock e vita vissuta © Luca Ferrari

Il 1995 fu l'anno decisivo che marchiò a fuoco la mia vita col rock. Fu l'anno di rottura definitivo con il passato. Fu l'inizio di una nuova epoca e indelebili giuramenti di sangue.

di Luca Ferrari

Nirvana e Guns 'n' Roses. Pearl Jam e The Doors. Soundgarden, Green Day e The Offspring. Cambiò tutto. Mi ricordo tutto. Vorrei ricordare meno ma non è mai stato così. Troppo doloroso. Troppo importante. Troppo totalizzante. Il 1995 segnò una svolta definitiva (e devastante) nella mia vita. Nei primi mesi non c'era nessuno se non un vuoto lancinante, voluto ed estremo. Nei primi mesi ci fu solo lui. Il rock iniettato in modo costante e continuo. La loro musica fu la sola compagna di vita. Un diluvio incessante e purificatore. Quelle band mi entrarono in circolo, diventando più parte del mio essere sanguinoso, sanguinolento e sanguigno. The Man Who Sold the World (Nirvana)Out Ta Get Me (GNR) e Jeremy (PJ), sono le prime tre canzoni che mi vengono in mente se ripenso ai primi mesi del 1995. Ognuna con la sua cruciale importanza. Ognuna con la sua irrefrenabile e rabbiosa malinconia. Ognuna con la sua tragi-storia inscritta nella mia anima in mutamento.

Parola chiave, verità. Fu il concetto che cambiò il corso del mio cammino a partire dal 1995. Quella verità che mi ero negato per anni. Quelle verità soffocate nel nome della paura e del silenzio. Quella verità che ritrovai nella lettera di addio di Kurt Cobain. Quella verità che adesso doveva uscire a dispetto di tutto e più che altro di tutti. Quella verità che avrebbe dovuto risorgere dalla tomba e avanzare. Quella verità vendicativa e senza più limiti. Quella verità che non si sarebbe dovuta mai più piegare a nulla, e soprattutto a nessuno. Quella verità sublimata nella canzone Frances Farmer Will Have Her Revenge on Seattle (In Utero - Nirvana), dove Kurt impresse su carta le parole: "She'll come back as fire/ To burn all the liars( and Leave a blanket of ash on the ground - Lei tornerà come il fuoco/ Per bruciare tutti i bugiardi/ E lasciare per terra un mucchio di cenere".

Per ricominciare serviva anche una casa e così fu. Trovai il mio angolo (abbandonato) di mondo dove essere me stesso. Di giorno e di notte ero lì, a scrivere e a pensare. Sempre da solo tra domande, lacrime e un'incessante alienazione. Anche con la pioggia o col freddo, ero sempre lì. Il dolore definì chi fossi veramente. Iniziai a vagare e continuai a farlo. Io e il walkman, nulla di più. Sono passati trent'anni da allora ma non ho mai dimenticato la cruciale importanza di quel periodo della mia vita. Trent'anni dopo la mia vita è profondamente cambiata ma non sarò mai così ipocrita da fare finta che nulla sia successo. In quei mesi cambiò tutto e quel tutto nacque dalla sofferenza più atroce, qualcosa che non si dovrebbe vivere a 17 anni. Nulla fu più come prima. Trent'anni dopo so con certezza questo: se non avessi scelto la verità più difficile da vivere, affrontare e accettare, oggi non sarei qua. Se non fossi passato per quelle inevitabili apocalissi interiori, oggi non sarei qua... e non solo io. 


BLOODY OATH

è stato un lungo viaggio,
vorrei disfarmi
di molti bagagli… non
ho scelto la mia trasformazione,
ho creduto
in un domani puramente autentico,
non mi restava altro…
sono avanzato anche con le scarpe bagnate ma non ho scavato
quanto avrei voluto… vorrei
dire qualche altro addio
ma non sarà mai così… l'arrivo coincise con la fine... lì ero libero, senza mura né arazzi... è stata una pausa di assuefazione e immortalità... sarei voluto partire con qualche
scatolone in meno… gran parte
del mio mondo
è ancora lì dentro… gran parte
del mio mondo
non troverà mai pace… ci sono fiori
che non potranno
più crescere… c’è del sale
che non potrà mai essere bruciato… ci sono
stelle che non si potranno
più (s)muovere… le tribù
non hanno mai un lieto fine
anche se continuiamo a pensarlo…
ognuno ricorda
ciò che lo fa andare avanti,
non è mai stato
così per me… non accetterò mai
la parola perdono, e questo
lo rivolgo ancora a me stesso e lo grido altrove… tutto nacque
con un giuramento di sangue
e per molto tempo
è stata la sola melodia
che potessi far risuonare… non dimenticherò mai ciò che è stato, è il mio giuramento di sangue
…non ti lascerò mai solo
                                  (Venezia, 21 Gennaio ‘24)

Nirvana - Frances Farmer Will Have Her Revenge on Seattle

Rock e vita vissuta © Luca Ferrari

sabato 14 dicembre 2024

Hold my Hand, sono pronto per te

Lady Gaga canta Hold My Hand
È la canzone che ha segnato il mio 2024, Hold My Hand di Lady Gaga (Top Gun Maverick OST). Una storia di amore familiare che durerà semplicemente in eterno.

di Luca Ferrari

"[...] I know you're scared and your pain is imperfect But don't you give up on yourself/ So che hai paura e che il tuo dolore è imperfetto/ Ma non rinunciare a te stesso". Dolore, promesse e autentica vicinanza affettiva. Hold My Hand di Lady Gaga è la canzone che mi ricorderà sempre le scorribande estive insieme a mio figlio. È la canzone che chiude il film Top Gun Maverick, visto insieme in un numero inverosimile di volte, specie nel mese di luglio dopo ogni sessione di centro estivo. Scelgo di pubblicare questa canzone nel giorno, sabato 14 dicembre (e all'ora), in cui mio figlio sarà in campo per la sua prima partita di basket con l'Alvisiana Venezia. Una disciplina, la pallacanestro, entrata con forza anche nel mio mondo musicale. Canzone molto commovente e toccante, capace di chiudere un cerchio della vita e cementare quello che più conta. Oggi, come per tutti i giorni della tua vita, figlio mio, noi saremo sempre al tuo fianco.


EVERYTHING WILL BE OKAY


siamo stati dall’altra parte

del mondo

dove la terra gronda memoria

e le nuvole passeggiano

come fossero un susseguirsi senza fine


so che arriverà un tempo

in cui potrai avere paura,

so che arriverà un tempo

in cui i tuoi sogni

non ti sembreranno più così fantastici

ma io sarò lì

ad abbracciarti ancora…


ho fatto le mie corse

senza intervalli… ho scavato

le mie buche

lasciando al domani il tempo

di scoprirle ogni istante...


so che arriverà un giorno

in cui mi chiederai di abbracciarti

senza fare domande...

so che arriverà un giorno

in cui mi chiederai di guardare

il tuo sangue perduto

pensando comunque a un domani diverso


aspetterò che ti addormenti

e poi non me ne andrò

nemmeno in quel momento… sarò

vicino a te

anche se avrai voglia di piangere,

impareremo 

a strappare molte più pagine

di un qualsiasi strada migliore


sono pronto

per quello che devo fare,

sono pronto

perché tu mi hai reso tale… 

                               (Venezia, 14 Dicembre ‘24)


Lady Gaga - Hold My Hand

martedì 19 novembre 2024

Holy Wars (Megadeth) - Brother will kill brother

Megadeth - Holy Wars.. The Punishment Due

A più di trent'anni dall'uscita dell'album Rust in Peace (1990, Megadeth), il testo di Holy Wars è ancora tragicamente attuale nella vita bombardata di troppi popoli. 

di Luca Ferrari

La storia si ripete, dal singolo alla moltitudine pilotata. Agli inizi degli anni '90 l'heavy metal politico dei Megadeth non risparmiava attualità verso un mondo che sì, sembrava avesse voltato pagina dopo la caduta del muro di Berlino, ma in contemporanea, a un po' di latitudini più in là oltre l'ex-cortina di ferro, continuava a mietere vittime. Da quando venne pubblicato il possente Rust in Peace, è cambiato tutto, eppure la gente si comporta come se ogni cosa fosse uguale. Protesta allo stesso modo come se il loro impegno nelle sicure strade del proprio Paese potesse cambiare qualcosa o ispirare non si sa bene quale inverosimile rivoluzione. No, non sta accadendo nulla di tuto ciò e non accadrà mai. A quei genitori che oggi seppelliranno il loro bambino, della nostra presa di coscienza non gl'importa un bel niente. Oggi, nel 2024, i fratelli si scannano ancora senza pietà. "Either way they die, they die" canta Dave Mustaine nella sempre tragicamente troppo attuale Holy Wars... "In ogni caso muoiono, loro muoiono".


BROTHER WILL KILL BROTHER

complicità, inconcludenza... attivismo dissolvente nello scolo dei ricami... è l'orrore senza

appeal... la gerarchia

della disumanità... non sarà questo

l'ultimo lembo di terra

inondato del loro sangue...

Qualcuno è già appagato,

altri troveranno un nuovo vicino

a cui rifiutare

l'incauta invocazione di pace...

Ossessioni e testimonianza...

Perché dovrei essere dalla vostra parte?... Se proprio devo andare avanti, annullerò

ogni traccia... (s)Comparirò

dalla sabbia senza preavviso...

Fate già tutto voi…

di chi pensi io stia parlando?

... Queste non sono vere battaglie....

Non chiederò mai il permesso di agire diversamente


Fanno fuoco e la piazza resta

pulita... è il regalo delle bugie,

plasmato nell'accettazione

... quali sarebbero poi gli angeli

che posseggono i nostri connotati?


ho rinunciato a vivere

per molti anni, e forse

è ancora così… ho rinunciato

a tutto quello

che mi avrebbe regalato macigni

per collegare più strade


questa è la mia casa,

e non è stata ancora distrutta… sanno

chi siamo... ci hanno già pensato… potete appendere

tutte le bandiere che volete,

una bara appena sfornata

ha trasformata il ghetto in principio

... ecco, qualcuno si sta già

allontanando e non sarà più

così amichevole... nella foga

dei giganti, che cosa

è rimasto a cui rinunciare ancora? Non fate tardi, il tempo degli errori

ha già preso una nuova ordinazione...                                       (Venezia, 19 Novembre '24)


Megadeth - Holy Wars... Punishment Due 

giovedì 17 ottobre 2024

Veruca Salt - Volcano "Reyer" Girls

Combattive ed esplosive, proprio come le alternative rock Veruca Salt. La graffiante Volcano Girls sembra proprio scritta per loro, le giocatrici di basket della Reyer Venezia.

di Luca Ferrari

Decise. Unite. Combattive. Le giocatrici della Reyer Femminile sono proprio come l'alternative rock band Veruca Salt. Nel 1994, insieme a dischi strepitosi tra cui No Need to Argue (The Cranberries), Vitalogy (Pearl Jam), Experimental Jet Set, Trash and No Star (Sonic Youth), uscì anche American Things, l'album di debutto del gruppo anericano, capitanato dalla chitarriste-cantanti Louise Post e Nina Gordon. Tre anni dopo, fu la volta di Eight Arms to Hold You (1997), il cui primo singolo estratto è Volcano Girls, puro rock adrenalinico. Negli ultimi due anni mi sono avvicinato moltissimo alla pallacanestro, umanamente e culturalmente, aprendo anche la sezione "Rock & Basket" su questo sito. Ad alimentarne la passione, anche la squadra femminile della Reyer Venezia, e proprio la canzone Volcano Girls sembra scritta appositamente per loro. Apoteosi, quando cantano ringhianti "Volcano girls, we really can't be beat/ Ragazze vulcano, non possiamo davvero essere battute", e lì davvero riesco a rivedere le imprese di queste giovani atlete sotto canestro. Un gruppo che anno dopo anno, è diventato qualcosa di molto più profondo di una semplice squadra, proprio come le Veruca Salt.

UN’ALTRA VOLTA INSIEME

è un gioco… è una sfida...

un'azione di costante orgoglio condiviso… una 

fiaba in costante aggiornamento… è

una storia estroversa

e trionfale... zero preamboli

né mitologie da zattera


sulla terra della mia casa,

è sicuro che farò ritorno… non sono 

intimorito

perché questo è il mio posto… è

la verità più immediata

di un tuono rossastro appena

rincuorato


siete arrivate a questo punto

della vostre vite… un granitico respiro

dopo l'altro... il mare leonino

onnipresente sull'estro

più sinceramente combattivo


è facile rivolgersi ai santi

quando l’esercizio del cronometro

impone la redenzione…


candida libertà, 

non so che farmene delle coccole ai miracoli

… i colori Collodiani della memoria

richiamano all'alba più gestuale di una stella condivisa


potrei arrendermi

ma ho deciso di non essere

d’accordo col resto

del mondo… metteteci

alla prova, le vostre mani

che si uniscono sono il cammino decisivo...

(Venezia, 17 Ottobre ‘24)

Veruca Salt - Volcano Girls


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