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martedì 4 dicembre 2018

Marilyn Milano, Mechanical Manson

Il "reverendo" Marilyn Manson/ ... e suo giovane fan © Luca Ferrari
Crocevia di un difficile momento della mia vita, vent'anni fa esatti fa, il 4 dicembre 1998 assistetti al Palavobis di Milano al mio primo adrenalinico concerto di Marilyn Manson.

di Luca Ferrari

Vent'anni esatti sono passati da allora. Vent'anni precisi da quel primo concerto al cospetto del "Reverendo", per il tour del nuovo album Mechanical Animals (1998). Vent'anni esatti fa ero da solo in mezzo a tante anime dannate per assistere al mio primo concerto di Marilyn Manson. C'era molta attesa e curiosità. Con alle spalle un "curriculum da spettatore di tutto rispetto", che poteva già vantare concerti di Iron Maiden (1995), Pearl Jam (1996)Megadeth (1997) e ancora i Maiden (1998)Helloween, adesso era arrivato il momento dello splatter rock di Marilyn Manson.

Milano, 4 dicembre 1998 - Palavobis. Non posso dire fossi in gran forma, anzi. L'annata in via di conclusione mi aveva sfiancato il fisico e la mente oltre l'inimmaginabile. In questo concerto ho sempre avuto l'immagine di un me a brandelli. Fragile e spaesato anche se dentro mai arreso del tutto. Come solevo dire all'epoca: Non si può ascoltare il rock di Marilyn Manson ed essere depressi. Dark si, down no! Troppa rabbia. Troppi decibel. Troppa adrenalina. Il clima dentro l'arena fu quanto di più amichevole possibile. Solitamente avverso alle grandi città, Milano mi accolse tendendomi una mano con la serena promessa di "non fare altro che incoraggiarmi". Ero pronto alla battaglia. Pazienza se fossi caduto subito. Almeno lo avrei fatto con onore.

All'epoca ero perfettamente aggiornato sul rocker americano, avendo nella mia biblioteca musicale tutti gli album fino ad allora pubblicati: Portrait of an American Family (1994), l'EP Smells lile Children (1995) con la grandiosa versione (e videoclip) di "Sweet Dreams (Are Made of This)" degli Eurythmics, Antichrist Superstar (1996) e l'ultimo arrivato, Mechanical Animals (1998). Il concerto fu grandioso. Non lunghissimo e con qualche problema tecnico di troppo. A un certo punto iniziò a circolare la voce che tra il pubblico ci fosse anche Vasco Rossi. Reale o meno, da una parte della folla partì un eloquente: "buffone, buffone".

In quel momento della mia vita, mentale e fisica, pensare di reggere una trasferta di questa portata e assistere a un concerto simile fino a notte tarda, sembrava un'impresa impossibile. Il giorno prima della partenza per il capoluogo lombardo ricordo ancora che fui quasi vinto da mille paure ma alla fine ci andai. Era l'alba di una nuova vita e quel concerto così come quella band, i Marilyn Manson, rappresentarono l'emblema di un urlo nell'oscurità che non aveva intenzione di spegnersi. Ancora non lo sapevo, ma presto qualcuno (più di uno) avrebbe risposto e sarebbe iniziata una nuova era umana fatta di amicizie e ponteggi. Ma questa è un'altra storia. Una storia che vi ho già raccontato.


RICORDI DI UN FUTURO SOGNATO

Sospensione emotiva… Sorretta… Singhiozzi
senza una esplicita volontà di fine… Rotaie imperfette 
e poco indicative… Cominciai
con un desiderio ingiusto, volevo solo 
privarmi d'ogni Vostra futura 
stretta  di mano… Volevo restare fermo
e intraprendere un nuovo  respiro

Niente copia e ricrea
di ciò che ha sempre avuto
un’unica colpa … lascio che qualcosa
si sovrapponga da solo
e nel frattempo farò in modo
che il mondo più vicino
non si sporga troppo oltre la naturalezza
di un risveglio anticipato… A quel tempo
era sempre e solito viaggiare
con più bandiere bianche… Per tutto
questo frastuono
com’è che non ne utilizzati mai 
alcuna? Puoi anche
essere terrorizzato dall’oscurità
ma per vivere tutto questo
ci devi comunque entrare dentro… Puoi
anche chiedere informazioni
dopo ogni centimetro di cammino
ma non sarebbe stato più facile allora
fermarsi e basta?
… Ho la bocca ancora aperta?
Rivedo quelle fauci
e i tanti brandelli delle bende
frantumate
sotto il peso della confusione
più ermetica
e silenziosamente roboante… Credo
che farò due passi questa notte.
Credo che camminerò
per tutti noi… Credo
che lascerò delle tracce alla luce
della pioggia
e l’indomani ci camminerò dentro
ancora e fino a quando… Quel giorno
era il 4 dicembre 1998
e il volto di un papà allo stremo 
chiese un sorriso al proprio figlioletto
prima di spegnersi per sempre… Quel
giorno era il 4 dicembre 1998
e qualcosa dentro il mio volto
si unì per sempre
nella ribellione dell'inevitabile ritorno
e una promessa oggi mantenuta...
(Venezia, 4 Dicembre 2018)

Marilyn Manson live Milan '98

La stazione di Milano Centrale post concerto, nel dicembre 1998 © Luca Ferrari

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