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domenica 19 marzo 2023

A Fantastic Journey Through "No Easy Way Out"

Rocky Balboa abbraccia suo figlio
Il videomaker Alessandro Maggia rivisita No Easy Way out (di Robert Tepper - Rocky IV OST), la prima epica canzone della mia vita. Da Rocky Balboa, buona festa del papà.

di Luca Ferrari

Prima di Smell like Teen Spirit, prima di Jeremy e prima anche di Rockin ' in a Free World. Tutto quel rock che ha scandito (ispirato) la mia vita, è venuto dopo di "lei". Quando la musica per il sottoscritto era ancora un oggetto misterioso, No Easy Way Out di Robert Tepper fu amore al primo ascolto, per di più avvenuto al cinema durante la visione del film "Rocky IV". L'ho sempre adorata. C'è vita, sofferenza e riscossa. Il pugile ha appena perso l'amico fraterno Apollo per mano (pugni) del possente Ivan Drago. In macchina ripensa a tutta la sua esistenza. Se mi avessero detto che ci sarebbe stata una video-versione migliore di quella canzone, non lo avrei mai creduto. Poi ho conosciuto il videomaker veneziano Alessandro Maggia e i suoi lavori cine-musicali A Fantastic Journey Through... Quello dedicato ai film della saga di Rocky ha come sottofondo proprio No Easy Way Out, ed è davvero strepitoso.

Se la versione originale di No Easy Way Out vede (ovviamente) un excursus dei primi tre film e qualche spezzone del quarto, con un Rocky sfigurato dalla tristezza ma deciso ad affrontare (e vendicare) l'assassino del compare di boxe, Alessandro ci mette dentro anche i due successivi capitoli: Rocky V, dove il pugile diventa il manager di Tommy Gunn (dal quale poi sarà ignobilmente ripudiato) e l'omonimo Rocky Balboa, dove tornerà sul ring per affrontare il nuovo e imbattuto campione nel mondo. Cruciale in entrambe le ultime due pellicole, il suo ruolo di genitore, e gli scontri con Rocky Jr. (rispettivamente Sage Stallone Milo Ventimiglia). Se in principio Rocky trascura il figlio, nel frattempo bullizzato, in favore del suo neo-pupillo coi guantoni, nel secondo sarà lui a essere messo da  parte. Come sul ring però, anche nella vita Rocky è un lottatore e non lascerà che tra lui e l'amato figlio finisca nel silenzio, senza combattere.

Oggi è il 19 marzo ed è la festa dei papà, una giornata che da qualche anno per me è diventata una delle più speciali. Conoscevo già gli eccellenti lavori di Alessandro Maggia. In passato l'ho anche intervistato per due differenti testate: cineluk- il cinema come non lo avete mai letto e il settimanale d'oltreoceano, L'Italo-Americano. Avevo già visto il suo A Fantastic Journey Through the Rocky Movies, e mi era piaciuto. Ultimamente mi è capitato di rivederlo e alcune sequenze in particolare hanno attirato la mia attenzione, proprio quelle padre-figlio sublimate dall'abbraccio-bacio che il genitore dà al giovane al termine del quinto capitolo cinematografico. Sebbene No Easy Way Out sia una canzone ancora capace di farmi commuovere, l'ho sempre ritenuta qualcosa del passato. Adesso non più. Adesso, grazie ad Alessandro, quando la sento vedo solo la sua nuova versione, ripensando agli ormai quasi sei anni già vissuti al fianco di mio figlio.

Il passato ha sempre avuto una parte troppo preponderante nella mia vita e forse è anche per questo che No Easy Way Out non sono mai riuscito a metterla da parte. Poi è arrivata la paternità. Poi è arrivato il lavoro di Alessandro Maggia su Rocky Balboa. Rocky, un campione umano spesso ai margini. Sa incassare, soffrire e vincere senza smettere mai di lottare. Quando A Fantastic Journey Through the Rocky Movies si sta avviando verso la fine, ecco in sequenza i sorrisi del pugile, le epiche corse per le strade e poi i volti di Marie, Apollo, Duke e Rocky che punta il dito alla fine di un allenamento iniziando una sequenza che lo porta fino in cima alla mitica scalinata di Philadelphia, spostando poi l'immagine su di lui e il figlio. Sì, loro due. Ultimo flash back. Prima della cavalcata finale, Robert Tepper canta Some things are worth fightin' for/ Some feelings never die, e lì Maggia con precisione certosina mette rispettivamente la moglie e il figlio, quindi tutti gli abbracci di Rocky a suo figlio in differenti età.

Vedo-sento No Easy Way Out e penso alla vita, a ciò che è stato, sì, ma soprattutto a quello che siamo e saremo. 


SOME THINHS ARE WORTH FIGHTIN' FOR, SOME FEELINGS NEVER DIE


ho ricominciato sugli scarabocchi della riluttanza, ancora

prigioniero e mezzo morto... mi hanno

soccorso il ferro dei mendicanti,

gli artisti della pioggia e l’ignoto

delle illusioni senza importanza…contavo

a ripetizione fino a dieci 

solo per guadagnarmi

il privilegio di una tempesta 

…a te che cosa accadrà? Tu dove andrai?


nessuno si è mai voluto accorgere dell’inferno

che ho vissuto… Non ti

racconterò che questo 

mi ha reso una persona migliore…

… la mia vita

mi ha reso diverso, la mia vita

insieme a te e la tua mamma


sono ancora vulnerabile e fragile

ma t’insegnerò a lottare…

ogni notte è un risveglio

per prendere il posto degli angeli 

accanto ai tuoi sogni


guarda le mie mani, figlio mio,

sono ancora sfregiate

dal mio sangue ignorato… guarda

pure le mie mani,

un giorno ti parlerò anche

delle loro paure...


guardo i tuoi sogni, dolce figlio,

…prima di voi

c’erano solo stelle zoppe

e nessun mondo

dove mi sentissi felice


non aizzerò paracaduti

sul mondo che non c’è… ti

parlerò ancora di quei pochi

che non si arrendono mai

… ti parlerò tante volte

di chi non ce l’ha più fatta

e di chi non si è ancora

mai fermato.

... Figlio mio, ti parlerò sempre sincero

di chi siamo insieme...

                                               (Venezia, 19 Marzo ‘23)



No Easy Way OutRobert Tepper feat. Alessandro Maggia

Rocky Balboa - Rocky Jr. (Milo Ventimiglia) e suo padre Rocky (Sylvester Stallone)

mercoledì 8 marzo 2023

TLC, feeling "damn" Unpretty

TLC nel videoclip della canzone Unpretty

Intensa e combattiva. Manifesto femminista del gruppo Hip hop/R&B, TLC, Unpretty è "damn" attuale ancora oggi, 8 marzo 2023Giornata internazionale dei diritti della donna.

di Luca Ferrari

Yeah, I'll make you feel unpretty too... Delicata e riottosa. Combattente e spirituale. Per celebrare la Giornata Internazionale della Donna avevo un paio d'idee confuse, poi d'improvviso mi è tornata in mente lei, Unpretty delle TLC. Non ho mai sopportato i prepotenti, e ancor meno quei maschietti violenti o comunque che si approfittano delle donne. Sarà che mi porto dentro questi sentimenti e che ho sempre preferito le amicizie femminili a quelle maschili. Sarà anche per questo che m'innamorai subito della suddetta canzone con relativo videoclip della band hip pop/R&B TLC formata da Tionne "T-Boz" Watkins, Rozonda "Chilli" Thomas e la compianta Lisa "Left Eye" Lopes (1971-2002).

Doveva essere l'autunno del 1999, ottobre o novembre, quando vidi su MTV il video di Unpretty per la prima volta, cui seguì l'acquisto del singolo. Prima d'incontrare l'amore parecchi anni dopo, quello fu uno dei periodi più sereni della mia esistenza e guarda a caso, ogni giorno lo trascorrevo insieme a una miriade di amiche studiando restauro. La nostra classe infatti era composta da 46 ragazze su 50 allievi in tutto (me incluso). Nel video di Unpretty, Rozonda è alle prese con un fidanzato cui interessa solo che si rifaccia il seno (grosso). Se in principio lo asseconda, una volta arrivata in clinica, decide di ribellarsi a questo macho-volere, e se ne va via, affrontando il maschietto anche con le maniere forti.

Al contempo, una ragazza sovrappeso si sente svilita dinnanzi alla cultura esasperata della magrezza. Anche lei, alla fine, trova la forza di volersi bene e accettarsi per quello che è. Sono passati quasi 25 anni da allora ma la donna è ancora sotto costante esame. Ogni giorno lo è, nella vira reale e sul web. Oggi, 8 marzo 2023, Giornata internazionale dei diritti della donna, assistiamo all'insorgere di leggi allucinanti, anche nell'evoluto Occidente, che vogliono decidere per il loro corpo, senza parlare poi del diritto, spesso negato di avere un figlio e un lavoro. Nel rileggere le parole che ho appena scritto, adesso capisco perché le TLC e Unpretty mi sono tornate in mente. Per spiegarvelo meglio però, uso il mio linguaggio. La lingua scritta di Live on Two Hands:



“My outsides look cool/ My insides are blue” Unpretty 

è sempre ancora un giorno,

è stato un perché, 

un’era senza posizione…che

differenza fa? Non dovevamo

essere uguali?

No, non lo è mai stato

lo sai che lo penso

… Lo sto dicendo anche

ora, nessuno

è mai assomigliato a noi

a cosa servono le serre,

la vita è una conversazione

differente

… non mi riterrai responsabile

di quei petali senza luna

…Il sole una volta sorgeva

sopra la nostra casa,

tu chi sei per dirmi

che cosa vorrò percorrere?

Vieni avanti, guardami

dentro… sono pronta

per la mia vita … che cosa

dovrebbe condividere

il cielo? È da tutta la nostra storia

che stanno provando

a fare meno

delle nostra menti… adesso

lo devi sapere...

presenza indignata

e amorevolmente consapevole

… ci dobbiamo già dire ciao?

...

io lo scoprirò insieme a te...

(Venezia, 8 Marzo ‘23)

TLC, Unpretty

TLC nel videoclip della canzone Unpretty

domenica 5 marzo 2023

Crush'em (Megadeth)... e guerra sia!

Crush'em - Dave Mustaine (Megadeth)

Colpiscono e fanno star male. La mano tesa? Né oggi, né mai. Ci sono persone che meritano solo di essere schiacciate. Dai Megadeth, ispiratemi con Crush'em!

di Luca Ferrari

"[...] Looking for trouble/ Now you found It/ 
You're a drum/ And we're gonna pound it [...]". Combattere, sì. Alle volte puoi solo fare quello, anzi devi. Alle volte vieni messo contro voglia all'angolo e hai solo due opzioni: subire e andare al tappeto o reagire una volta per tutte. Ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, si è trovato in una contesto simile e troppo spesso e ancora, puntiamo a strade differenti. Ora basta! I nostri interlocutori badano solo ai propri interessi e se lungo il cammino qualcuno si dovesse fare male, va bene così. A me non sta bene. A me non è mai stato bene. Non mi sono mai piaciute le battaglie ma se qualcuno pensa di iniziarle senza pagarne le conseguenze, non ha capito nulla.

This is war, ain't no fun and games, scandiva beffardo Dave Mustaine nella possente Crush'em dei Megadeth, co-scritta insieme al chitarrista Marty Friedman, direttamente dalla colonna sonora del film Universal Soldier: The Return (1999), con protagonista Jean-Claude Van Damme e l'indomito wrestler Goldberg. A fargli compagnia nella performance, lo storico bassista Dave Ellefson e il batterista Jimmy DeGrasso che prese il posto del compianto Nick Menza, dopo che questi si dovette fermare per malattia, morendo tragicamente alcuni anni dopo (2016). Fin dal primo ascolto (1999), Crush'em mi conquistò, specie perché all'epoca ero alle prese con sfide professionali: patente ECDL e trasferimento per lavoro a Firenze.

Crush'em (Megadeth), la corda è stretta. Il mondo è già insorto. Vi sto aspettando. Vi sto venendo incontro...


THIS IS WAR, AIN’T NO FUN AND GAMES” Crush’Em


agguati "umanocidi" voluti,

adeguatamente circostanziali...

Pianificazione in stato aguzzo

di gestazione arsenale

...tra le news dei garage

accumulati, solo veleno

e qualche barattolo

di nodi a scorsoio in stato

di violenta materialità


un bambino sta piangendo,

ma a chi davvero importa...

un bambino stava ancora piangendo

ma nessuno si è fermato...

Vi avevo visti da fuori...

Vi ho maledetti da vicino...

Ho guardato dentro il sangue

trattenuto nelle mie unghie

.. ho ripensato

al primo funerale

delle mie labbra


ecco gli stessi invocare il divino...

ecco gli stessi,

condannati e naufraghi terreni

nella dimensione

più rosea della morte


ho ancora parecchi stipiti rotti

dentro la gola... Non

ricordo giuramenti specifici

… vorresti controllare

quanta brace acuminata

sia ancora

sul pavimento di questa ritorsione?

C’è scritto il mio nome,

c’è scritto chi sono...


la mascella del rancore

sì e incagliata sul bagaglio

incustodito… vendemmia

di avvoltoi sulle spalle…

a chi tocca adesso digitare

la prossima parola?

Non aspetterò più

nemmeno un attimo… questa è

una dichiarazione sinfonica

di autentica aggressione

(Venezia, 4-5 Marzo ‘23)


MegadethCrush'em 

martedì 28 febbraio 2023

Bon Jovi, Someday I'll Be Saturday Night

Someday I'll Be Saturday Night - Jon Bon Jovi

Le canzoni ascoltate all'improvviso nei locali hanno un sapore unico. Mi è accaduto di recente in Slovenia, con Someday I'll Be Saturday Night dei Bon Jovi, insieme a dei cari amici.

di Luca Ferrari

Un viaggio. Una giornata intensa scandita tra neve, strada, paesaggi immacolati e un rilassante divertimento termale. La fame chiama, e manco fossimo gli Europe di Rock the Night, entriamo in un locale di nostra graditissima conoscenza e celebre per dei "mostruosi" hamburger, il Dino Grill di Lesce, a pochi minuti dal celebre lago di Bled, in Slovenia. Rispetto alla musica super-commerciale italiana, negli stati della ex-Jugoslavia il rock va ancora per la maggiore, attingendo in particolare dagli anni '80 e '90. Tra Slovenia e Croazia sono innumerevoli le volte che ho incontrato canzoni che non ascoltavo da una vita. Mi è appena accaduto con Someday I'll Be Saturday Night (Bon Jovi).  

Non si può dire che il videoclip sia particolarmente scanzonato o allegro, anzi. Al di là dei musicisti che si ritrovano e si salutano, c'è Jon Bon Jovi intento a leggere un giornale eloquentemente aperto sulla parola Saturday, e in seguito si abbraccia col chitarrista Richie Sambora. La storia si sviluppa attraverso la miseria di Las Vegas tra reietti, prostitute e ricconi. Quell'America insomma, troppo poche volte mostrata a vantaggio dei piani alti dei grattacieli e quel sogno ormai sempre più fragile e menzognero. E insomma, forse un po' di ottimismo ci vuole nella vita per uscire dai tunnel più bui, perché... I'm feelin' like a Monday, but someday I'll be Saturday night. E allora, proviamoci insieme a ripartire, lasciandoci il nero delle nostre vite alle spalle oggi e per sempre, ripartendo dall'amicizia e una nuova destinazione.

“YEAH, I’M DOWN, BUT I KNOW I’LL GET BY”

mi avreste riconosciuto

se fossi rimasto da solo,

senza una mappa

né una strada

a cui accreditare qualche sprovveduto codice di sicurezza?

Puoi dirmi, ehi ciao,

domani forse ci ritroveremo...

Sapresti dirmi qualcosa

senza fare

promesse di un domani

che nessuno

farà mai rotolare per nome…

Che cos’è che piace

tanto della notte

... questa combinazione

è il lusso, è qualcosa

che ti colpisce e non comprendo

.. quando ti risveglierai

sul sedile posteriore

di un automobile,

vorrai solo prendere

la tua bambola preferita

e non spaventare

più nessun dinosauro

è quasi sempre

una storia di sopravvivenza… è quasi

sempre un ieri

che ha perduto il conto

dei giorni che devi

ancora scrivere… è

una volta in più

che farai a meno dei vetri

e del deserto

... è una sorriso nuovo e sta per cominciare da una originale te (Lesce [SLOVENIA], 21 Febbraio ‘23)

Bon Jovi, Someday I'll Be Saturday Night

martedì 14 febbraio 2023

Red Hot Chili Peppers – Your Love is like a Rollercoaster

Anthony Kiedis (Red Hot Chili Peppers) nel videoclip di Love Rollercoaster
Travolgenti, votati all'amore e al sesso. Nella colonna sonora del film "Beavis and Butt-head Do America" i Red Hot Chili Peppers infiammano il rock con la cover di Love Rollercoaster.

di Luca Ferrari

Gli anni '90 musicali non sarebbero stati gli stessi senza i Red Hot Chili Peppers. Un funk-rock come non si era mai visto prima, incendiato dalla presenza scenica del cantante Anthony Kiedis, la maestria delle quattro corde di Flea, la batteria ipnotica di Chad Smith e la chitarra prima di Hilllel Slovak, poi di John Frusciante e nel frangente in oggetto, l'ex-Jane's Addiction, Dave Navarro. Oggi, 14 febbraio, è la festa degli innamorati e anche se avrei potuto attingere al mio bagaglio più smielato, ho voluto unire un po' di tutto pescando dalla colonna sonora dell'omonimo film Beavis and Butt-Head Do America (1997), dove insieme a Ozzy Osbourne, Rancid, LL Cool J, AC/DC, No Doubt, White Zombie, ci sono anche i RHCP con la cover degli Ohio Players, Love Rollercoaster. 

Prima in inglese e poi in italiano, le volte che tornavo a casa dopo noiosissimi sabati sera e mi consolavo con l'animazione di Beavis e Butt-head, doppiati nel Bel paese in particolare da Elio e Faso (Elio e le storie tese). Ricordo ancora quando uscì quel video, doveva essere l'estate 1997 e mi piacque fin da subito. Loro, quei due indolenti adolescenti con le t-shirt dei Metallica e degli AC/DC ne combinavano di tutti i colori, mentre i quattro Red Hot Chili Peppers sfrecciavano per delle montagne russe ripide come non mai. E allora, partendo da quel travolgente: one... two... one, two, three, mi butto anch'io con un ritmo lessicale senza soste né remore. 


LE SAGOME SOPRA IL NOSTRO CUORE


danze senza stare, né soste

è solo l’inizio…

in che forma

della tua vita hai sentito

che era arrivato

quel momento


quanti fiori

sapresti ammettere

di aver lasciato

interrati?


queste sono le storie

che parlano

di ciascuno di noi

avanzo ancora un ballo

che non ho mai voluto

dimenticare


avanzo ancora un altro bacio

che ha cambiato

la mia vita per sempre


nell’indigestione di tramonti

e facili tuoni,

l’aria bagnata è sempre stata

più di un semplice scivolo

senza fango né francobolli


non basta

essere ricercati vivi

o innamorati

per essere degni

di un sentimento

da privilegiare… 


mi preparo

col lievito e qualche mandarino

selvatico… sono

ancora un po’ stralunato,

mi divertirò

ripensando a tutto quello

che non ho mai voluto

                                     (Venezia, 14 Febbraio '23)


Red Hot Chili Peppers, Love Rollercoaster

Beavis e Butt-head nel videoclip di Love Rollercoaster (Red Hot Chili Peppers)
Red Hot Chili Peppers (animati) nel videoclip di Love Rollercoaster
Chad Smith e Dave Navarro nel videoclip di Love Rollercoaster (Red Hot Chili Peppers
Red Hot Chili Peppers nel videoclip di Love Rollercoaster 
Il videoclip di Love Rollercoaster (Red Hot Chili Peppers)
I Red Hot Chili Peppers nel videoclip di Love Rollercoaster
Butt-head, Flea (RHCP) e Beavis nel videoclip di Love Rollercoaster
Red Hot Chili Peppers insieme a Beavis e Butt-head nel videoclip di Love Rollercoaster

lunedì 6 febbraio 2023

Home Sweet Home (Mötley Crüe) - Sono accanto a te

Nikki Sixx (Motley Crue) nel videoclip di Home Sweet Home

Parole di vita ispirano la poesia umana dei legami più immortali. "Oggi, ho solo voglia di starti accanto" e... dedicare alla tua vita Home Sweet Home dei Mötley Crüe

di Luca Ferrari

Una risposta improvvisa. Parole che non ti aspetti. Avere un figlio significa (anche) tutto questo ma non sei mai preparato a quello che puoi udire. Davvero, non puoi mai sapere in che modo il tuo cuore sarà ulteriormente messo in discussione. A me è appena accaduto e ancora adesso ci sto continuando a pensare. A me è appena accaduto e mi è subito venuta una voglia immensa di scrivere qualcosa e magari un giorno, quando arriverà davvero quel giorno in cui prenderà la sua strada, gli leggerò tutto questo. Poche ore dopo sono uscito presto di casa. Quei colori mi hanno nuovamente sedotto e ho sentito la chiamata dell'ispirazione. Mi sono ascoltato nella testa le parole di Home Sweet Home (Mötley Crüe) e adesso finalmente posso iniziare questa storia.

I Mötley Crüe non potrebbero essere più diversi dal sottoscritto. Giusto per far incazzare il bassista fondatore, Nikki Sixx, io sono un grandissimo fan dei Pearl Jam e del loro cantante, Eddie Vedder. Detto questo, da quando ho iniziato ad ascoltare rock, li ho sentiti nominare tante volte, li visti su riviste, avevo amici che li ascoltavano tanto ma non mi avevano mai suscitato il minimo interesse. Questo almeno fino a quando non è sbarcato un film sulla piattaforma streaming Netflix: The Dirt: Mötley Crüe (2019, di Jeff Tremaine). Senza troppe domande, ho voluto guardarlo. La pellicola non fa sconti e racconta con molta onestà la storia della band. No, non mi sono convertito al glam rock (di cui sono comunque un buon ascoltatore) né ho iniziato una vita di eccessi ma la loro musica, quella sì, ho cominciato a conoscerla e a interessarmi. Fu così che arrivai a Home Sweet Home, ballad melodica tratta dal loro terzo album Theatre of Pain (1985). 

Un giorno mio figlio andrà per la sua strada. La mia grande e unica ambizione è crescerlo con amore perché sappia affrontare tutti gli ostacoli della vita e goderne la felicità. Un giorno mio figlio se ne andrà ma spero che avrà sempre la voglia di tornare qualche volta nella nostra casa...

LETTERA DI UN FUTURO ARRIVEDERCI 

Sei già pronto

per partire, figlio mio?

Le tue parole

sono già andate

oltre le porte del vento

… non te lo chiederò più,

sei tu che attraverserai quelle strade

quando succederà,

figlio mio,

avrai ancora voglia

di tornare a casa?

Mi chiederai ancora

se piango

quando prendo in mano

il primo regalo

che ti comprai dopo che sei nato?

Spero lo vorrai

tenere tu… Spero continuerai

a dirmi

che lo conserverai tu

guardami, figlio mio,

ho messo in stand by

qualunque cosa un tempo

appassionasse

la mia solitudine… guardami,

figlio mio,

un giorno ricomincerò

a sedermi lungo

la strada, adesso

ho solo voglia di stare accanto a te 

ho pensato tu non fossi

abbastanza forte, ... ero confuso e ancora impacciato… l'amore di una donna meravigliosa

mi ha reso padre... i continui battiti del tuo cuore mi hanno fatto

diventare papà...

(Venezia, 6 Febbraio ‘22)

Home Sweet Home (Mötley Crüe)

Il "dolce" sestiere di Cannaregio (Venezia)

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