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| John Lennon nel videoclip di God |
I don't believe, I just believe... Già, in cosa credo? John Lennon stila un elenco di tutto ciò in cui non crede nella poetica God, tralasciando l'unica cosa che conta davvero per lui.
di Luca Ferrari
Una fatidica data si sta avvicinando. Mi pare impossibile e per più ragioni. In primis per l'aspetto, soprattutto confrontandolo con i cinquantenni che vedevo quando io avevo 16-17 anni, ad esempio. Poi la memoria. Mi ricordo tutto. Troppo. E per questo mi pare surreale pensare di essere davvero un "signore di 50 anni". Non voglio dire che mi senta un ragazzino, per carità, ma insomma, tutto è molto strano. Sento di aver vissuto tante vite e di averne perdute ancora di più. La prima morì nel modo peggiore, a 18 anni, poi ci fu un quadriennio di sfiancante e lacrimosa immortalità sentimentale, dal 1995 al 1998: in quel periodo venne fuori tutto quello che avevo nascosto alla mia vita, definendo chi fossi. Lì nacque un'altra persona. Allora fui obbligato a rinascere ma fu dura. Scelsi la strada più aspra, convinto che la felicità non sarebbe mai più tornata e questo fu uno sbaglio. Uno sbaglio che ancora oggi mi porto dentro. Mi fa male pensare che tanti anni nella mia vita si sono consumati tra una malinconica sigaretta, una canzone e un pezzo di carta su cui impressi i miei epitaffi passeggeri, ma quello sono stato io e una parte di me lo sarà sempre.
Non voglio fare un sunto della mia esistenza anche perché sarei spietatamente sincero e certe cose mi accontento di non averle mai risolte, preferendo tenerle solo e unicamente per me. Il più grande rimpianto della mia prima vita è stata l'assenza d'amore per gran parte della mia vita. Quando tendi la mano nell'oscurità e senti solo il vuoto ingigantire le voragine delle tue guance segnate, qualcosa ti penetra dentro e nulla sarà più come prima. Di quel tempo non potrò mai dimenticare una vigilia di natale alla deriva. Un ragazzino fragile, vulnerabile e troppo sensibile. Sarà per questo che il natale lo vorrei sempre e solo passare con mia moglie e mio figlio. A un certo punto però, qualcosa cambiò. Mentre il sangue era diventato il quotidiano della mia solitudine, alcune persone straordinarie attraversarono il mio cammino. Non so cosa stiano facendo in questo momento, e non so dire perché non lo sappia ma vorrei tanto che sapessero che non le ho dimenticate e che quando penso a loro, riesco perfino a sentirmi bene ripensando a quegli anni. Vent'anni fa circa è cambiato tutto e dieci anni dopo nacque qualcosa di ancor più meraviglioso nelle nostre vite.
God di John Lennon la conobbi grazie a un grandissimo appassionato dei Beatles. Le immagini del passato di Lennon mi colpirono tantissimo fin dalla giovanissima età, cosa analoga avvenuta ancora prima con la emblematica No Easy Way Out di Robert Tepper, quando Rocky ripensa al passato. Già, il passato. L'ho guardato per gran parte della mia vita e ancora oggi ha molto da dire. Una volta registrai la mia voce sopra questa canzone su una cassetta e la spedii a dei miei amici con cui avevo condiviso un segmento importante di vita, per me finito male. La cosa bella è che anche in un momento di sofferenza, la sola cosa che mi era venuta in mente era di dire ciò in cui credevo: l'umanità. Un mio caro amico si diverte a dirmi che sono depresso. Lo sono stato, non c'è dubbio, ma per gran parte della mia vita sono stato arrabbiato, cosa che mi ha permesso di salvarmi. La rabbia non è passiva. Magari non ti porta da nessuna parte, però è comunque un'energia.
Poco tempo fa una mia vecchia amica mi disse una cosa che mi ha molto inorgoglito e il cui succo era questo: "Non eri come gli altri che seguivano le masse, tu no. La tua solitudine era autentica. Non t'importava di quello che faceva il mondo". Quanto era vero, fin troppo. Le personalità musicali che si fusero nel mio essere fecero dell'onestà interiore il loro terreno di rivolta (emotiva) e io ero quello lì, lontano da tutti... Dolorosamente sincero. Tragicamente autentico. Amorevolmente abbandonato.
I don't believe in /... I just believe in raining
I don't believe in /... I just believe in regression
I don't believe in Bible/... I just believe in Spirit
I don't believe in /... I just believe in Theory
I don't believe in Hitler/... I just believe in 1995
I don't believe in Jesus/... I just believe in friendship
I don't believe in Kennedy/... I just believe in basketball
I don't believe in Buddha/... I just believe in running
I don't believe in Mantra/... I just believe in romance
I don't believe in Gita/... I just believe in breakfast
I don't believe in Yoga/... I just believe in footsteps
I don't believe in Kings/... I just believe in dawns
I don't believe in Elvis/... I just believe in immortality
I don't believe in Zimmerman/... I just believe in Canada
I don't believe in the Beatles/... I just believe in human beings
I just believe in me, Yoko, and me, and that's reality/ I just believe in all of us
The dream is real, The dream is us
DALLA MIA CASA
Vanificare una domanda,
simpatizzo per un’esitazione… aspetterò
la vostra dolcezza
prima di addormentarmi.
Vi guarderò
con tutto l’amore che possiedo,
immaginando di essere stato
insieme a voi
prima che tutto cambiasse
ho distrutto
ciò che mi faceva male,
i miei dialoghi
sono stati un privilegio
delle ombre
sono ancora invisibile
ai loro occhi
se non fosse per la gioia
del domani più innocente
il tempo degli errori
non ha mai cancellato
la poesia dell’aldilà…
Tutto è stato più facile
dopo allora, perché sapevo
che cosa non ero più io
Tutto è stato più
oscuramente facile dopo allora
perché sapevo
che io ero dolorosamente
libero
…ed ero lì, dove tutti potevano vedermi
e nessuno si avvicinava
la voragine
della poesia interiore
è stata un fiore
incontrollato, una tempesta
nascosta
nel cortile di una carezza
(Venezia, 4 Novembre ‘26)
John Lennon - God
