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giovedì 4 giugno 2026

Load, il nuovo album dei Metallica

Metallica di Load

L'album che rivelò la natura autentica dei Metallica. Una band interessata al mainstream e all'apparenza. Load segnò la fine dell'anima autentica dei 4 di Frisco.

di Luca Ferrari

Il 1996 vide l'uscita di album rock a dir poco strepitosi: Down on the Upside (Soundgarden), New Adventures in Hi-Fi (R.E.M.), No Code (Pearl Jam), solo per citarne "alcuni". Per assurdo, il peggiore fu quello a catalizzare la maggiore attenzione. Il perché si fa presto a dire. Loro erano i Metallica e Load era il successore del Black Album, il disco che aveva proiettato i 4 di Frisco nell'Olimpo del rock commerciale sdoganando per sempre l'heavy metal o presunto tale. A far gridare (subito) all'orrore, il videoclip "filosofico" di Until it Sleeps, l'assenza dello storico logo della band con le due M e A personalizzate, e peggio che peggio un look che sembrava sputare su tutto quello ci avevano convinto di essere. Con Load i Metallica non solo aprirono un nuovo capitolo delle loro vita professionale ma ci fecero capire che il meglio era ormai passato, che chiunque ormai li avrebbe potuti ascoltare. La tribù era diventata multinazionale e per tutti i puristi del genere, questo fu un tradimento. Riassumendo in slang locale: Fioi, go' scoperto una nuova band. Xe ciama Meta'ica e i ga fatto sto primo album: Lod!

Prima di Load, i Metallica avevano pubblicato 5 album: Kill'em All, Ride the Lightning, Master of Puppets (da molti considerato il migliore, ndr), ... And Justice for All e appunto il Black Album. Dopo la tragica morte di Cliff Burton, venne reclutato al basso Jason Newsted, sempre molto emarginato dal resto della band e mai valorizzato abbastanza. I primi 5 album dei Metallica sono autentici capolavori. Era difficile chiedergli di più e sfido chiunque a trovare una band che abbia saputo realizzare più di 5 dischi eccelsi. Ok, qualcuno c'è stato (Neil Young), ma sono una rarità. Load in sé è anche un buon album rock ma sono davvero poche le canzoni a lasciare il segno. Per originalità, il blues di Mama Said è forse l'unica a emergere. Il resto è una formula di rock massiccio che non incide: 2x4, King Nothing, Hero of the Day (atroce il videoclip - ndr), Poor Twisted Me o ancora Bleeding Me. Ci si poteva forse aspettare un album non eccelso anche se all'epoca non era immaginabile, quello che deluse o meglio amareggiò, fu il neo-atteggiamento mainstream che i Metallica si cucirono addosso, ponendosi come superstar e sputando su quello che era stato il loro passato stradaiolo.


Metallica - Until It Sleeps 

sabato 8 maggio 2021

Metallica, il blues solitario di Mama Said

James Hetfield (Metallica) canta nel videoclip della canzone Mama Said

James Hetfield (Metallica) si confessa con la sola chitarra, insolitamente acustica. Let my heart go/ Let your son grow. Incalza il blues solitario e sofferto di Mama Said (Load).

di Luca Ferrari

"Mama she has taught me well
Told me when I was young
"Son your life's an open book
Don't close it 'fore it's done"
"The brightest flame burns quickest"
That's what I heard her say
A son's heart sowed to mother
But I must find my way [...]" Mama Said (Metallica)

Il 1996 fu l'anno della rivoluzione nella musica e nella percezione dei Metallica. Fu l'anno della pubblicazione del sesto album in studio, Load, distante anni luce dall'epoca puramente metal della band di Frisco. Dopo i primi singoli Until It Sleeps e Hero of the Day, fu il turno di Mama Said. Quasi un monologo musicale dedicato dal cantante alla propria madre scomparsa poco tempo prima. Il videoclip riuscì a cogliere al meglio la sensazione di smarrimento e solitudine, con Hetfield impegnato in un viaggio solitario in macchina suonando la chitarra acustica e cantando.

Allora le mie giornate assomigliavano parecchio all'ambientazione umana di Mama Said. Monologhi estenuanti scanditi tra cuffiette, passeggiate infinite e al posto della chitarra, fogli e penna. In quei oltre cinque minuti di musica, il cantante ripercorre il rapporto madre-figlio che potrebbe essere esteso a chiunque: "Left home at an early age/ Of what I heard was wrong/ I never asked forgiveness/ But what is said is done". Immagino desolate-desertiche si susseguono portando il protagonista alla fine di un viaggio che si concluderà con un nuovo inizio.

A dispetto dell'adrenalina sprigionata dai Metallica, molte delle loro canzoni mi hanno spesso messo a contatto con i pensieri più dolorosi di quanto avevo vissuto. Nota dopo nota, cantato dopo cantato, sentimenti irrefrenabili emergono e sprofondano. Accadde con l'apocalittica The Unforgiven, proseguì molti anni dopo con la straziante Turn the Page. In quello scorcio di anni Novanta però, dalle viscere di un album molto diverso dagli originali, Mama Said raccontò la sua storia di dolore e rimpianti. "Let my heart go/ Let your son grow/ Mama, let my heart go/ Or let this heart be still". Adesso è tempo anche per me di mettermi in marcia...


A PAGINE SOLITARIE APERTE

Dove sono le tue mani,
adesso che il mondo
mi ha sbarrato ogni strada
di falsità?

Dove sono le tue risposte
adesso che i miei domani
si sono fatte albe incandescenti
senza luce con cui trovare
la strada di casa?

Dove sono le tue stelle
adesso che le orche
hanno invaso ogni esercizio
di sgraziato camino?

Fanfare in scambio
di confusione... sabbia avvilita,
il cielo così drammaticamente
risentito... Un'altra traccia
lasciata nel sentiero
della notte... Un'altra ombra
riconosciuta
come portavoce dell'unico
ed esistente passato... Un altro sogno
misconosciuto
e lasciato solo senza copertine?

Dov'è la mia rinascita
adesso che me ne sono andato
per sempre?

Quali tinte hanno assunto
le mie grotte
quando le nascondevo
ai ricordi mistificati?

Il perdono non menziona
alcuna sorta di sbaglio, ma stiamo
ancora aspettando
il giorno delle parole mai dette

Il cuore intanto è andato avanti,
e oggi non sarà diverso da ieri...
                                                        (Venezia, 8 Maggio '21)

Metallica, Mama Said

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