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sabato 31 gennaio 2026

Streets Of Minneapolis, Bruce Springsteen vs ICE

Un arrabbiato Bruce Springsteen canta Streets of Minneapolis

Se c'è da mettersi in prima linea, il Boss ci sarà sempre. Bruce Springsteen è sceso nelle Streets of Minneapolis, più deciso che mai a sfidare l'ICE e il presidente Donald Trump.

di Luca Ferrari

Gli Stati Uniti sono sotto attacco, colpiti al cuore dalla più grave delle minacce: un presidente prepotente che se la prende con i più deboli, deportando i suoi concittadini e autorizzando un uso indiscriminato della violenza. Questo "presidente" manda le milizie violente dell'ICE per le strade con licenza di uccidere senza pietà, com'è avvenuto per gli inermi Renée Nicole Good e Alex Jeffrey Pretti. Questa è la nobile America di Donald Trump e qualcuno ha qualcosa da dire. La grande tradizione del rock politico americano non è rimasta a guardare. Ha scritto e suonato, a cominciare da un uomo che ha fatto delle sue canzoni un manifesto di politica umana: Bruce Springsteen. La linea Trumpiana è quella della minaccia e dell'aggressione contro chiunque non la pensi come lui. Il Boss e altri musicisti come Tom Morello sono scesi per le strade di Minneapolis, imbracciando le loro chitarre per sfidare apertamente l'inquilino (sgradito) alla Casa Bianca.

DIRITTI CALPESTATI


si sono avvicinati

e l’hanno uccisa senza pietà

… lo hanno picchiato e messo giù a terra,

hanno premuto il grilletto

pensando che nessuno avrebbe creduto

ai propri occhi

… li hanno messi sui treni

e spediti oltre confine... e quel

bambino sta ancora piangendo

senza il suo cappello né il suo peluche


Fanno colazione

con testosterone contaminato...

Ridacchiano ogni sera

con le repliche di Guantanamo e Abu Ghraib…

Se ne vanno in giro

come se il mondo dipendesse

da un'impennata... l'evoluzione si ritrae

nel letame vomitato

dal padrone malvagio… la

polvere da sparo

è tutto quello che hanno

insieme all'ignoranza più servile

e retrograda… non mostrano

le facce perché sono il volto

dell’ingiustizia


il popolo è stufo

e presto ve ne accorgerete

il popolo è arrabbiato

e presto reagirà

il popolo non aspetterà

un altro frastuono del caricatore… 


a cosa volete arrivare?

dove li porterete i prossimi?

A quale verdastra e perversa divinità

avete fatto stuprare la vostra anima?

Credete davvero che la massa

rimarrà inerme per sempre?

Siete andati a rubare

la loro terra e poi c'è stato

il Ku Klux Klan… esattamente,

cosa dovrei imparare da voi? La storia si ripete sempre in peggio


                                               (Venezia, 1 Febbraio ‘25)


Streets of Minneapolis (Bruce Springsteen)

Bruce Springsteen canta Streets of Minneapolis
Le proteste del popolo americano nel videoclip Streets of Minneapolis

giovedì 29 gennaio 2026

In abbandono, Low Man's Lyric

Metallica, Reload... and my past life

"[...] E non posso sopportare di vedere ciò che ho sono diventato... Così oscuro e logorato [...] ". A tu per tu con la propria anima, i Metallica si confessano nella toccante Low Man's Lyric.

di Luca Ferrari

Ombre di solitaria tempesta. Racconti troppo vividi per far credere sia stato solo un'escursione extraterrestre. Da quando Live on Two Hands assunse la sua fisionomia definitiva, ho quasi sempre cominciato dalla parte testuale ispirata dalla canzone di turno e solo alla fine, lasciando emergere la poesia più istintiva. Questa volta è andata diversamente. Low Man's Lyric è una delle canzoni più sconsolate e malinconiche dei Metallica. Se ci penso, rivedo ancora scampoli di abbandono ancorati ai fondali di fine 1997 e profondo 1998. La parola lyrics ha sempre avuto una fortissima impronta su di me. Le lyrics sono le parole di un testo musicale, quello che ho sempre ritenuto di saper creare. Fin dai tempi della mera forma anglofona, le mie parole sono sempre state lyrics. Reload (1997) fu un album ancora più cupo del precedente Load. Canzoni come The Memory Remains e la "sacrilega" The Unforgiven II sentenziarono in modo definitivo che il mio vecchio mondo ormai non importava più a nessuno.

Low Man's Lyric è una notte d'inverno, saltando da una sponda all'altra del Canal Grande. Low Man's Lyric è un sorriso mai diventato carezza. Low Man's Lyric è la cenere di un legame senza domani. Low Man's Lyric è un'orma solitaria, offuscata e troppo usurata per ripararsi con il perdono dell'oceano...


“And I can’t bare to see What I’ve let me be/ So wicked and worn…” Low Man’s Lyric

e tutto quel dolore nascosto

di cui nessuno

parlerà mai più… e tutte

quelle onde

che si areneranno

su ricordi

mai abbastanza forti

per incentivare

il momento del loro presente


ci saranno sempre stanze segrete

di cui potrò farti vedere

solo la mia lontananza


ci saranno sempre gradinate

dove io starò scappando

senza pesi a facilitare la fiducia

nel mio domani


forse non mi vedrai 

mai piangere davvero

perché su quei giorni

ho sempre voluto

che le mie ferite

trasformassero il sangue

in gracili escursioni

verso un mondo di rinnovata

serenità


da qualche parte

cammino ancora sul ciglio

del burrone,

portando avanti e indietro latte

senza incontrare mai

quei mercanti del tuo passato


e non ci furono solo fondali

in quel abbandono

scioltosi sul disegno di un riflesso

esangue… avrei voluto

che molto fosse andato diversamente

… non ho mai voluto

togliermi di dosso quella pioggia

(Venezia, 29 Gennaio ‘26)


Low Man's Lyric (Metallica


giovedì 1 gennaio 2026

Il mondo non è (mai stato) abbastanza

Shirley Manson (Garbage) nel videoclip di The World Is Not Enough

"People like us/ Know how to survive/ There's no point in living/ If you can't feel alive". La fine non è più un'opzione contemplata... The World Is Not Enough by Garbage.

di Luca Ferrari

"[...] I know when to talk And I know when to touch No one ever died From wanting too much ... If we can't have it all Then nobody will The world is not enough But it is such a perfect place to start, my love [...]  - "[...] So quando parlare E so quando toccare Nessuno è mai morto Per aver desiderato troppo ... Se non possiamo avere tutto Allora nessuno lo avrà Il mondo non è abbastanza Ma è un posto perfetto per iniziare, amore mio [...]". Sono le parole infuocate di The World Is Not Enough, scritta dal compositore britannico David Arnold e cantata/suonata dai Garbage. La band, guidata dal carisma della cantante scozzese Shirley Manson, rappresentò un'autentica scossa nel mio panorama musicale dell'epoca. Il 1999 si chiuse proprio con questa evocativa canzone, tratta dall'omonimo film sulla spia britannica 007, "Il mondo non basta" (1999) diretto da Michael Apted.

Oggi invece, 1 gennaio 2026The World Is Not Enough dei Garbage segna un nuovo inizio e lo fa con decisione, risolutezza e un'agguerrita voglia di ottenere ciò che non ho mai avuto fin'ora dalla vita. Parafrasando una delle strofe finali, "[...] E se saremo abbastanza forti/, Insieme possiamo conquistare il mondo, amore mio [...]".

“...There's no point in living/ If you can't feel alive…" The World is Not Enough


sei pronto

a desiderare cosa intendi fare?

Ho lasciato

che le acque superassero

il livello del fango ingurgitato

ma ehi, la volete sapere una co(r)sa? Ho voluto tutto questo e fin'ora l'ho fatto senza alcun regolamento...

E voi siete ancora

i miei eroi preferiti… che cosa

può fare la disperazione

più nefasta

quando sotto di te

le radici hanno solo la fine

come antagonista?


Sento il tuo braccio

attorno alla mia vita...Pensavo di non poter più continuare

ripensando a ciò che ho fatto

...è stato l’ultimo sbaglio

della mia vita...

ho lasciato il mondo

sotto di me ed è stato

uno spreco per tutte quelle stelle

che ignoravano

l’idea che potessi andare oltre...


Non ho ricordi di un giorno

come questo, eppure

dovrebbe passare abbastanza

inosservato… prendete

le mie finzioni

e fatene l’uso che volete, prendete

le tracce 

che ho lasciato con la sincerità

delle mie debolezze… anche

questo è un modo per lasciare

spazio a quella porta… dentro di me

ho appena deciso che i miei pensieri

saranno i più grandi sostenitori 

del nostro domani  (Venezia, 1 Gennaio ‘26)

Garbage - The World Is Not Enough

 Steve Marker e Duke Erikson (Garbage) nel videoclip di The World Is Not Enough

giovedì 13 novembre 2025

Whole Lotta... ITALIA!

Lanny Kravitz e l'Italia femminile di basket in allenamento

Le avevamo lasciate felici e festanti con la medaglia (europea) di bronzo al collo. Adesso l'Italia femminile di basket ricomincia. Ok, Lanny, suona la carica!

di Luca Ferrari

L'estate 2025 sarà ricordata come l'anno del podio europeo delle cestiste azzurre dopo un'attesa lunga trent'anni. Adesso l'avventura sta per ricominciare. Si parte con due amichevoli di "peso" contro le corazzate Spagna e Francia, quest'ultima sconfitta proprio per aggiudicarsi il terzo gradino del podio continentale. Negli ultimi tempi mi sono occupato molto di basket, in particolare quello femminile. Articoli e interviste, ma non solo. In certe occasioni mi sono lanciato in audaci parallelismi rock - poesia - basket. Il cammino delle azzurre punta deciso verso i Mondiali 2026 in Germania e le successive Olimpiadi 2028 a Los Angeles (USA). In occasione dei premi Kennedy Center Honors 2012, Lanny Kravtiz eseguì una performance strepitosa di Whole Lotta Love, proprio davanti agli autori di quella canzone, gl'immortali rocker Led Zeppelin.

Dal rock al basket, una a una vi vedo entrare nel palazzetto. Voi, cestiste Azzurre, decise e agguerrite per una iniziare una nuova partita e fare di un torneo la vostra nuova impresa. Questa canzone la sento perfetta per voi. Questa è la mia firma...

NEL PROFONDO DI UNA PRECISA INTENZIONE

è il rimbombo oltre lo strappo… possiamo anche parlare di ingredienti segreti, conosciamo bene le generosità di questo nuovo gradino

ho ancora del sangue da versare, e non mi fermeranno certo quelle buche immaginarie... mi confondo ancora con il latte, la mia mente conosce un solo modo di esere generosa

non sono uno di voi, ma combatto… più di qualcuno lo ha dimenticato e mi sento chiamato in causa... le strade sono quelle che sono… un fulmine può fare molto di più che squarciare il mondo che ci eravamo preparati ad abbandonare

è la ghiaia scivolata dalle onde illuminate… sono davanti a voi e non mi tirerò indietro... adesso il tutto può anche ricominciare a progredire... stringo quella lettera... il suo viaggio non è mai davvero finito (Venezia, 13 Novembre ‘25)

Lanny Kravitz, Whole Lotta Love


venerdì 17 ottobre 2025

L'amicizia di Coccodrilli continuerà

Il videoclip di Coccodrilli (Samuele Bersani)

"L'amicizia che non passerà mai" canta Samuele Bersani nella romantica-stralunata Coccodrilli (1997). È passato molto tempo ma... la carriola è arrivata dove abbiamo sempre sognato.

di Luca Ferrari

Un'amicizia che affonda le sue radici nelle tante lune (oscure) fa. Una concitata esperienza di vita in Inghilterra e lì, durante una metamorfosi umano-emotiva, accadde qualcosa. Nel mezzo di una scampagnata solitaria a Liverpool, sul treno dal Cheshire al Merseyside, una canzone più di altre si fece avanti. Ha la semplicità della provincia (denuclearizzata). Scatta il ricordo, l'sms inviato (eh sì, Whatsapp non c'era ancora all'epoca). Da quel momento Coccodrilli del cantautore bolognese Samuele Bersani s'inscrive definitivamente nella mia storia personale. Quella canzone diventa l'emblema di una grande amicizia, di un'aspirazione e di un sogno familiare. Le nostre strade intanto proseguono a distanza ma entrambi ci crediamo, anche se in modi molto diversi. Il tempo fa il suo corso e oggigiorno entrambi ci ritroviamo ad accudire una nuova creatura insieme alla rispettiva meravigliosa compagna/o di vita. Oggi, 17 ottobre 2025, brindo alla vita con la gioia del sentimento più amichevolmente indistruttibile.

La mia storia musicale si lega a Samuele Bersani negli anni più cruciali della mia esistenza. Agli albori della mutazione rock, ecco il maglione fatto a mano nel videoclip di Chicco e Spillo con quel ritornello così scandaloso per l'epoca (1992), che rivolgendosi alle forze dell'ordine diceva: "Figli di p*****a, non ci prenderete mai". Il passo successivo fu Freak, curiosamente uscito a ridosso della mia prima incursione nel mercatino della sua Bologna; un contesto questo, molto analogo a ciò che si vedeva nel videoclip della canzone e nella quale venivano citati i Doors (con l'accento grave sulla "o"),  a quell'epoca tornati sulla breccia culturale della cosiddetta Generazione X. Samuele Bersani, artista dalla raffinata schiettezza testuale. Autore di versi criptici dove la profondità emotiva tratteggia una strada intima e sempre molto originale. Nel 1997 ecco Coccodrilli, col videoclip girato a New York: "Ma se cancelli il mio ricordo/ Succede che son morto/ Vedi, non esisto più...".  Ho avuto bisogno anche io di lasciare la mia comfort zone per connettermi con lati inesplorati della mia anima. Questo, e ovviamente un'amica speciale da cui essere ispirato per la...


STORIA DI UNA FAMIGLIA (DESIDERATA) C'era il giorno, c'era la nebbia e tutti quei diari ancora così esuberanti… No, non per te... Tu sapevi già  a quali trampoli dovevano assomigliare i tuoi sogni... E ci credevi davvero… Hai fatto molto di più... disaffezione autentica al veleno e la geometria del tuo dolore finalmente dissolta senza incolpare alcun camino…

questo è per il tuo giorno i tuoi desideri, i vostri natali… 

la luna passava di lì...

mi presto uno specchio da quel viaggio

azzerando ogni confine:

“ [...] c'è ancora molto spazio.....l'odore

di qualche preparato lontano

rivela le voci novelle e inascoltate

in tutto il mio

disinteresse dolcemente

cullato… la salita

si è spostata

sul lato dell'arrivo...ho

provato a seguire

il rumore dei gabbiani

ma ho solo incontrato

due draghi

senza più voglia di inventare

il fuoco [...]”  ribellarsi è cadere ancora... da una fiaba all'esistenza, verso la destinazione finale

....allora sapevo

solo rivolgere annoiate domande

al destino, tremula copertina

di ceramica cartacea… oggi

non sono più io a porre quesiti,

e il vento fraternizza

sempre di più con le nuvole più eteree… Posso

solo immaginare la tua dolcezza

in costante attività

per le loro buonanotte... e mi sento liberamente felice

quando penso

che anche in questo istante, oggi e in ogni tuo domani sarai sempre circondata

da chi continuerà ad amarti

(Venezia, 17 Ottobre ‘25)

Coccodrilli by Samuele Bersani

sabato 27 settembre 2025

I promise you, Megadeth

Megadeth ph. Megadeth

Non sono io l'eroe, non lo sono mai stato. Ho fatto tante promesse a me stesso ma l'oscurità è ancora molto forte. Sono stanco. Mi fermo un attimo ad ascoltare Promises (Megadeth)...

di Luca Ferrari

Quando arriva il momento delle promesse, vuol dire che il tempo è scaduto. Quando arriva il momento delle promesse, vuol dire che siamo decisi a compiere qualcosa di mai fatto prima. Sarà così anche per me? Oggi è una giornata bellissima eppure qualche ombra si annida dentro l'anima ed ecco riemergere il lento gracchiare metal di Promises (Megadeth). Comprai il cd The Worlds Needs a Hero in un negozietto in campo Santa Maria Formosa, a Venezia, nella tarda primavera 2021. Quelle canzoni, come sempre, avrebbero dovuto suonare la carica nella mia fragile vita ma non accadeva in quella sconfinata era della mia esistenza. Mi sento come allora? No, per niente e nel modo più assoluto ma, inevitabilmente, penso a tutto il tempo che ho sprecato. Vorrei che le mie danze solitarie avessero partorito qualcosa di più realistico di una passeggiata sconsolata, ma così non è mai stato. Avrei voluto qualcosa di meno doloroso da raccontare a mio figlio su chi fossi allora, ma non gli potrò mai mentire. Le mie promesse allora erano solo parole...

“Because their own dreams are all dying”

che cosa ho avuto

da quei crepuscoli?

non ho mai mantenuto

le mie vere promesse

e non sono io

quell’eroe… non lo sono

mai stato


cade la pioggia

e le mie ali restano asciutte

… fino a quando

riuscirò a percorrere

tutta la strada

senza che la mia temporanea destinazione

faccia da ostacolo?

vedono ancora

che ho voglia di camminare da solo

ma non sanno

che cosa ho appena lasciato

altrove...


nessuno tramanderà

mai le mie danze,

ogni giorno vissuto

insieme a loro

è una pietra che mi colpisce

chiedendomi

perché non li abbia accolti

prima


la pioggia bagna le mie ali

ma non voglio

più sentire parlare

di un’altra vita… non voglio

più sentir parlare

di altre vite… certe paure

non se ne sono mai

davvero andate

e io non voglio più sentire parlare

di una qualsiasi altra vita

che non nascerà mai...

(Venezia, 24 Settembre ‘25)


Promises, by Megadeth

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